logo RP
scrivi | newsletter | cerca
trasmissioni

 
 
 

 

03/07/2010   Miniere sarde

 

Un viaggio in quelli che furono i ‘fasti’ e le conquiste sociali delle miniere sarde. Partenza da Arbus, uno dei dieci comuni più grandi d’Italia: circa 27 mila ettari. Tra cui 47 km di mare e 1500 cervi che vivono in cattività. Spiagge mitiche come quella di Piscinas, con dune di sabbia dorata alte fino a 40 metri. A cavallo tra metà Ottocento e metà Novecento fu uno degli epicentri minerari della regione. Oggi di quel secolo d’oro restano, in località Ingortosu e Montevecchio, edifici neogotici, alcuni pozzi e piccoli, ma preziosi musei. Reperti che aprono squarci sulla storia di Giovanni Antonio Sanna, incredibile self made man locale. Un viaggio che prosegue a Buggerru, località che da paese dei mungitori divenne una Petit Paris. Chi visita oggi questo piccolo borgo marino stenta a credere che ai primi del Novecento qui risiedevano 8000 persone. Era uno dei primi paesi sardi in possesso dell’energia elettrica. Aveva un ospedale, un teatro, un cinema, una sala dove si ballava il can can. Boutiques con abiti importati da Parigi per le mogli dei dirigenti della miniera. C’era persino una filodrammatica e una banda di 70 orchestrali. Ma Manlio Massole, ex minatore, ci racconta anche qui nacque il movimento sindacale italiano. E l’assassinio di tre minatori di Buggerru, uccisi dall’esercito durante uno sciopero, portò al primo sciopero nazionale d’Italia…

 

Siti consigliati: www.arbus-sardegna.it

                          www.minieramontevecchio.it

                          www.minieredisardegna.it

                          www.buggerru.it

Musica consigliata: 

.- “Canzoni a carburo” di Ilaria Becchino e Andrea Biscaro, edito da Nuovi Equilibri, CD audio con libro allegato.

.- “Legatura di valore” album d’esordio di  Rita Sannia, musicista sarda (album + cd, Edizioni Dodicilune Koinè)

 

 

Riascolta la puntata

 

 

 

 

 Ingortosu. Rovine della miniera

 

 

versione stampabile