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15 / 01 / 2011 Beirut
Beirut è una delle città più cosmopolite del mondo, e nonostante 35 anni di laceranti guerre, mantiene un’invidiabile vivacità culturale. Negli anno ’60 era il luogo dove meglio si sperimentava una società multietnica in cui cristiani, musulmani, ebrei riuscivano a convivere. Nota era la vita notturna e i caffè in cui si parlava sino a tardi di politica e filosofia sociale. Oggi tutto è cambiato in peggio eppure Beirut rimane un incredibile laboratorio urbano. Zena el Khalil è una donna di 35 anni, artista multimediale e scrittrice, durante l’ultima guerra con Israele il suo blog fu ripreso da diversi quotidiani inglesi per l’intensità delle emozioni che esprimeva. Nel 2008 ha pubblicato
Beirut I love you: la storia di una donna e la storia di una città, intrecciate nella fitta trama di un dialogo che si snoda lungo percorsi temporali diversi. Il passato di Zena – l’infanzia, gli anni all’università, le sue vite precedenti – si sovrappone a quello di Beirut, al susseguirsi di guerre e ricostruzioni, viscerali speranze di cambiamento e tremende delusioni. Tutto vissuto in maniera estrema e portato all’eccesso. Al centro c’è sempre la guerra, anche quando pare non esserci…
E’ venuta a trovarci in studio e con lei abbiamo parlato del suo libro, delle sue passioni per le chiese diroccate, di Rue Monit (la vecchia linea verde, oggi diventata la strada delle discoteche), della Beiruth Marathon, dei suicidi degli immigrati in Libano, della sua passione per il pink … Della sua musica non ci ha parlato: ce l’ha fatta sentire perché in studio, con i loro strumenti, c’erano anche
Zeid & the Wings, la band capitanata da Zeid Hamdan, storico promotore dell'underground libanese, dal dopo guerra civile ad oggi.
Blog di Zena: beirutupdate.blogspot.com
Myspace di Zeid: www.myspace.com/shiftz
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Beirut Marathon
Zeid & the Wings
Zena el Khalil
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