logo RP stampa stampa
trasmissione di informazione
la caccia

Caccia all'ideologico quotidiano

 

 

 

Le villette del ferroviere

Essere e avere

Una nuova culla

 

Dell’attribuire a qualcosa più o meno significato di quel che le spetta


Ormai molto in là con gli anni, nel 1907, Francio Galton pubblicò un articolo in cui raccontava di un concorso svoltosi durante una fiera zootecnica a Plymouth, in Cornovaglia. Comprando un biglietto della lotteria, i giocatori avevano il compito di provare ad indovinare il peso esatto di un bue. Avrebbe vinto chi si fosse avvicinato di più. Parteciparono ottocento concorrenti e, alla fine, Galton prese in consegna tutti i biglietti giocati e fece i suoi conti. Gliene risultarono illeggibili 13, ma dai 787 rimanenti trasse una curiosa conclusione. Allora: era risultato che il bue pesava 1198 libbre (una libbra corrisponde a gr. 453,59237) e che calcolando la media aritmetica di tutte le stime eseguite dai singoli concorrenti si otteneva 1207 libbre, ovvero solo 9 libbre in più rispetto al peso reale del bue – 9 libbre in più che, comunque, era il risultato più vicino al vero di quanto chiunque avesse pronosticato. La vox populi – era questo il titolo dell’articolo –  insomma, era più acuta di quella di ciascun singolo concorrente.
    Forse scaturito da una riflessione del genere, in Svezia credo sia tuttora in corso un esperimento sociopolitico in cui, individuata una certa Marianne – 40 anni, nubile, senza figli, domiciliata in un bilocale, con un reddito annuo di 26mila euro – e definitala “cittadino medio”, si è deciso di rivolgersi a lei per sottoporle tutti i problemi della comunità cui appartiene. Come la pensa lei, in definitiva, la pensa la maggioranza.
    Sono informazioni che ho raccolto in Trappole mentali del filosofo neuroeconomico Matteo Motterlini, ma di qualcosa del genere avevo già parlato tempo fa, riferendo di quell’arguto libello di Ernesto Screpanti, Un mondo peggiore è possibile, dove, calcoli da economista alla mano, si giungeva alla conclusione che, in Italia, facendoci risparmiare tempo denaro e rabbia e ottenendo comunque gli stessi risultati, avrebbe potuto votare soltanto Rutelli.  E’ la scoperta della rappresentatività.

Secondo il biologo Lewis Wolpert, la rappresentatività sarebbe un modo di procedere fondamentale della mente umana nel predisporsi a nuove conoscenze. Giudichiamo una novità, dice Wolpert, “in base alla sua corrispondenza con ciò che conosciamo già” – e questa costruzione mentale ci fornirebbe regolarità anche nella sequenza di eventi più casuale. “Quando si affermò per la prima volta che la malaria viene trasmessa da una zanzara” – è un suo esempio –  “la tesi non fu accettata, probabilmente perché il fatto che un minuscolo insetto potesse provocare una malattia terribile era contrario alla rappresentatività”. “Se si legge la descrizione di una giovane donna bellissima” – è un altro esempio suo –  “non viene in mente a nessuno che sia un ingegnere”.

Motterlini ci propone anche tre ritratti di leader politici. Il primo è stato coinvolto in lotte di potere e in casi di corruzione lobbistica, notoriamente ha due amanti, consulta astrologi, fuma come un turco e beve dai 6 ai 10 martini al giorno. Il secondo è già stato rimosso due volte dal suo posto, tende alla depressione e dorme fino a mezzogiorno, beve una bottiglia di whisky al giorno e, da giovane, faceva uso di oppio – e, già che c’era, lo aggiungo io, anche di cocaina. Il terzo è un fervente patriota, pluridecorato al valor militare, vegetariano, non fuma, beve una birra ogni tanto ed è riservatissimo circa la propria vita sessuale. Secondo gli scienziati della rappresentatività, se ci si chiedesse a chi di costoro affideremmo i nostri destini – o per chi voteremmo alle elezioni –  il risultato sarebbe scontato.

Anche il secondo e anche il terzo, volendo guardarci più attentamente, hanno nutrito vari interessi – non sempre conflittuali – per l’astrologia. Ma, nel loro caso, li si è esentati. La selezione dei tratti che, per così dire e molto sbrigativamente, li caratterizzerebbe ha evitato questo particolare, che, per me, invece, avrebbe un’importanza di non poco conto. Faccio un esempio: se mi si parla di una donna colta e coraggiosa, antimilitarista e anarchica tenderei a considerarla affidabile, ma nel momento in cui mi si aggiungesse che leggeva la mano e che aveva aderito alla religione islamica, sarei indotto a riconsiderare la cosa. Volta la carta ed è il caso di Leda Rafanelli: quando feci notare che anarchismo da una parte e lettura della mano e islamismo dall’altra erano incompatibili o che, fatti risultare compatibili a viva forza, avrebbero impoverito fino a ben poca cosa l’anarchismo, alcuni intellettuali elettisi a difensori della paciosa memoria anarchica se la son presa con me sostenendo anche – e dandosi una zappata sui piedi – che io parlavo così soltanto perché non mi ero mai fatto leggere la mano da lei.

Volta la carta e c’è Fabrizio De André. Sono andato a vedere la mostra che le istituzioni gli hanno dedicato a Palazzo Ducale, a Genova, e non ho potuto fare a meno di notare che una delle buie sale, così mirabolanti e così pre-esoteriche in fatto di soluzioni tecnologiche, è intitolata ai “tarocchi”. Compro il catalogo e mi imbatto in un articolo di sua moglie, Dori Ghezzi che, ricordandolo per una “cultura veramente notevole” racconta che suo marito “era innamorato dell’astrologia”, una “scienza” che, bontà sua, definisce “diversa”. “Amava approfondirne lo studio”, dice, “al punto da riuscire a fare da solo un quadro astrale o un oroscopo personale, attraverso calcoli difficilissimi”. Controllo in rete, nel sito della Fondazione Fabrizio De André e constato che De André “all’astrologia credeva ma non lasciava che questa invadesse particolarmente la sua vita e il suo destino. Proprio perché preciso e puntuale in tutto, amava confrontarsi scientificamente con testi (…). La riteneva, senza alcun dubbio, una “scienza” forse inesatta ma sotto molti aspetti attendibile”. Fabrizio – è la conclusione – “ha approfondito molto la materia documentandosi ma, come sua abitudine, questo non gli bastava tanto da impegnarsi attraverso studi suoi personali nella ricerca della verità”.
    Già queste pretese di verità – tutta questa retorica di deferenza intorno alla “scienza” – la dicono lunga sui guasti cui può portare l’astrologia. “La verità”, come diceva Von Foerster, “è l’invenzione di un bugiardo” e, potrei aggiungere io, di un bugiardo potente che di quella bugia si autoalimenta. Al di là delle buone intenzioni che le anima, queste persone non sono pienamente consapevoli delle fonti del loro sapere, non si rendono conto della natura delle proprie indulgenze nei confronti di un nemico cui credono di contrapporsi e, alla fin fine – rifugiati privilegiati nella sfera imperturbata dell’artistico o in quella della purezza anarchica –  è come se incassassero con la mano sinistra l’assegno in termini di cultura padronale che, sdegnosamente, hanno rifiutato con la mano destra.

La selezione dei tratti che caratterizzano una persona è sempre e comunque guidata da uno scopo. Quando Motterlini ci pone la domanda su quale dei tre uomini politici che ci descrive appare ai nostri occhi più affidabile, sceglie con cura avendo ben presente l’attuale mercato dei valori. Al listino, oggi, il non fumare o il non bere, per esempio, o l’essere vegetariano o buon patriota, vale più dell’essere incallito fumatore, del darci dentro con il tasso alcolico, dell’arrostirsi sulla brace una bistecca dopo l’altra e del pensare che “nostra patria è il mondo intero”. Scegliendo, e omettendo, Motterlini ci conduce dove vuole lui – ovvero, prima, a farci escludere i primi due candidati, che, sapere storico alla mano, sono rispettivamente Franklin Delano Roosevelt e Winston Churchill, in rappresentanza di America e di Inghilterra (il che è come dire in rappresentanza del Bene che ha vinto la seconda Guerra mondiale), e poi a preferire l’affidabilissimo Adolf Hitler in rappresentanza del Male che perde.
    Nessuna selezione ha senso per nessuno se non ne vengono dichiarati i criteri. Che il cervello cerchi scorciatoie cognitive è più che ovvio. Ogni essere vivente, al mondo, corre i suoi rischi e certe decisioni è meglio prenderle alla svelta. Ma nel considerare qualcosa come rappresentativo non siamo così tontoloni come forse gli scienziati vorrebbero, perché di mezzo ci va tutta la nostra autonomia politica e tutta la gerarchia di scopi in base alla quale operiamo le nostre scelte. Se con quella tal persona voglio costruirci un ponte è un conto, ma se con quella stessa tal persona voglio andarci a letto, è presumibile che cerchi di sapere se è una bella ragazza prima di preoccuparmi se, al contempo e secondariamente, sia anche ingegnere.

F. A.

Nota

Trappole mentali di Matteo Motterlini è pubblicato da Rizzoli, Milano 2008. La questione è affrontata da pag. 161 a pag. 172. Un mondo peggiore è possibile di Ernesto Screpanti è pubblicato da Odradek, Roma 2006. La soluzione “Rutelli” è a pag. 64. Per il concetto di “rappresentatività”, cfr. L. Wolpert, Sei cose impossibili prima di colazione, Codice, Torino 2008, pagg. 80-81. Su Churchill, la cocaina e gli astrologi, cfr. G. Galli, La magia e il potere, Lindau, Torino 2004, pag. 343 e pag. 347.

Recentemente e seraficamente è stato pubblicato Leda Rafanelli tra letteratura e anarchia (relazioni presentate al convegno Leda Rafanelli – Una vita anarchica, svoltosi a Reggio Emilia il 27 gennaio 2007) a cura di Fiamma Chessa, Archivio Famiglia Berneri, Reggio Emilia 2009.
Il catalogo della mostra a Palazzo Ducale di Genova si intitola Fabrizio De André La mostra ed è stato curato da V. Bo, Guido Harari e Studio Azzurro, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano), 2008.

ogni domenica dalle 12.30 alle 13.00

a cura di Felice Accame e Carlo Oliva

caccia(at)radiopopolare.it

20/12/2009

13/12/2009

06/12/2009

29/11/2009

22/11/2009

15/11/2009

08/11/2009

01/11/2009

25/10/2009

18/10/2009

11/10/2009

21/06/2009

14/06/2009
07/06/2009

31/05/2009

10/05/2009

03/05/2009

26/04/2009

19/04/2009

05/04/2009

29/03/2009

15/02/2009

08/02/2009

01/02/2009

25/01/2009

18/01/2009

11/01/2009