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L'unico che alza la mano

 

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Il 16 ottobre scorso Silvio Berlusconi si dice preoccupato perché, essendo il mercato azionario al minimo dei prezzi, fondi sovrani arabi comprano a man bassa. Così preoccupato da promuovere una legge che, in qualche modo, impedisca agli arabi di continuare nei loro acquisti.

In proposito, vorrei fare due considerazioni. I fondi sovrani arabi sono ricchi dei nostri quattrini, nel senso che il nostro Paese – come gli altri Paesi europei – compra loro il petrolio necessario per far andare avanti i nostri artificiosi bisogni. Alzi la mano, ora, chi poteva ritenere che questi soldi sarebbero stati utilizzati dai potentati arabi per migliorare le condizioni di vita della loro popolazione.

Poi. Il mercato borsistico dovrebbe rappresentare il meglio del pensiero liberista. Sacra e inviolabile la libertà del globulante mercanteggiare, dello speculare, del far la cresta in nome della vita propria e della morte altrui. Ora Berlusconi – forse l’unico, prima, ad aver alzato la mano – ci spieghi perché gli arabi non potrebbero comprare azioni delle aziende italiane. Nei giorni scorsi – nei giorni della tragedia dei titoli a picco – non cercava forse ottimisti e ricchi che comprassero  a piene mani invece di vendere? Ora li ha trovati, ma, a quanto pare, non gli vanno bene. C’è da chiedersi – mi dica di no -, c’è da chiedersi quando riusciranno a scrivere le regole del gioco a cui, a costo di tanto sangue, vogliono assolutamente vincere.

 

F.A.

ogni domenica dalle 12.30 alle 13.00

a cura di Felice Accame e Carlo Oliva

caccia(at)radiopopolare.it

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