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Caccia all'ideologico quotidiano
18/03/2007
Le maniche della Madonna
Come rovinare la vita a voi e ai vostri cari con una modica spesa
Una curiosa mancanza di sensibilità storica
Come rovinare la vita a voi e ai vostri cari con una modica spesa
Allorché Charlie Chaplin, nelle famose sequenze di Tempi moderni, cercando di mantenere intatto il proprio sussiego, tenta sempre più affannosamente di mantenere il ritmo alla catena di montaggio, stava svolgendo una critica serrata alle idee dell’ingegner Frederick Winslow Taylor (1856-1915). È a costui, infatti, che ogni sindacalista che si rispetti si riferisce quando, più a parole che a fatti, indica nel taylorismo il male supremo. Ingegnere ottocentesco, Taylor rappresenta bene le esigenze del grande capitale. La sua “razionalizzazione” del lavoro in altro non consiste se non nella scrupolosa scomposizione delle varie mansioni produttive fino a ridurle alle operazioni più elementari, facilitandone così la ripetizione. A tutto vantaggio della massimizzazione del prodotto. E a tutto vantaggio – anche - di quel processo di alienazione che separa inesorabilmente il lavoratore da questo prodotto che pur sempre in qualche modo è suo, ma di cui, nella ripetizione ossessiva cui è sottoposto, perde il senso.
In un loro libro recente, prontamente tradotto in Italia, Russell A. Barkley e Christine M. Bentos si occupano di Figli irrequieti e le provano tutte per riuscire a dirci Come migliorarne il comportamento. Lo logica della loro impresa è chiara fin dal principio. Cominciano con il patologizzare a dovere i comportamenti che caratterizzerebbero un figlio irrequieto e mostrano tre alternative: o è affetto da ADHD (che sta per Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), o da ODD (che sta per Oppositional Defiant Disorder), o da CD (che sta per Conduct Disorder). E, ciò detto, passano alla terapia o, meglio, ad istruire i genitori perché passino loro alla terapia. Impartite comandi indifferibili, assicuratevi di dire solo quello che intendete comunicare, dichiarate, non chiedete, mantenete le cose semplici (se la richiesta è complessa, suddividerla in tappe più semplici), assicuratevi che il bambino vi abbia sentito e assicuratevi di essere capiti. Per assicurarvi che il bambino abbia sentito e che abbia capito, ovviamente, disfatevi della concorrenza. Per esempio: c’è un televisore acceso ? Un computer ? Un videogioco ? Ah sì ? Bene, e voi lo spegnete.
Istituite un sistema domestico a punti – predisponendo apposite schede per le registrazioni - e servitevi di un timer per scandire le diverse fasi delle istruzioni che impartite. Barkley e Bentos
fanno un esempio di scheda: - sparecchia la tavola (5 minuti)
- passa il pennello sui piatti per scrostarli (5 minuti)
- metti via gli avanzi (5 minuti)
- carica la lavastoviglie (5 minuti)
Facendo poi corrispondere ad ogni risultato conseguito il relativo punteggio. Per correggere eventuali errori da parte dei bambini vengono consigliate tre soluzioni: la punizione, la multa e la sedia del time-out. Se vi trovate fuori casa, tuttavia, è probabile che possiate infliggere punizioni e comminare multe a piacimento, ma, giocoforza, vi trovate privi di questa sedia del time-out – perché portarsela dietro ovunque non deve essere agevole. Ricorrerete, allora, a time-out di pronto soccorso, come: con la faccia contro un muro se siete per la strada, sul pavimento del sedile posteriore se avete l’automobile a portata di mano, con la faccia contro il bancone dei surgelati se siete al supermercato, nel vestibolo o nella toilette se siete in un luogo di culto o nella cosiddetta ‘stanza dei pianti’ dedicata ai “bambini capricciosi” se siete al ristorante. Se, invece, vi trovate in casa d’altri, dopo aver preannunciato che state seguendo una nuova linea educativa nei confronti di vostro figlio, chiedete che vi venga messa a disposizione una sedia da time-out o, quantomeno un angolino recondito dell’appartamento dove piazzare il bambino, faccia al muro, alla prima che vi fa.
Annotano a questo punto gli autori - lui è direttore della cattedra di psicologia e professore di psichiatria e neurologia presso il Centro Sanitario dell’Università del Massachussetts a Worcester,
lei è laureata presso il St. John’s College e vive e lavora a Chicago, se sai dove si aggirano, forse, riesci ad evitarli – che, se il bambino diventa fisicamente aggressivo….”può darsi benissimo che soffra di Disturbo della Condotta e che debba essere curato da uno specialista” (pag. 156).
La quantità di America che trasuda da tutto ciò è francamente eccessiva. Se in un ristorante è prevista una “stanza dei pianti” è segno del fatto che risponde ad un’esigenza funzionale piuttosto diffusa e se questa esigenza è diffusa significa che diffuso è il comportamento che si vorrebbe confinare, relegare, nascondere. La metaforizzazione del time out diventa qualcosa di ben diverso da un semplice intervallo che frammenta in segmenti il flusso della partita – da occasione di ripensamento e di ripristino per entrambi i contendenti su richiesta unilaterale si trasforma nell’innegabile vantaggio dell’uno sull’altro. Genitore e figlio, comunque, avversari.
La quantità di America malata che trasuda da tutto ciò è francamente eccessiva.
Per conferire praticità alla scienza, ovvero per rendere di pronto uso e prontissimo abuso l’assunto ideologico mimetizzato neppur tanto abilmente nella scientificità, alla fine del libro c’è il test:
vostro figlio
ha ingaggiato spesso scontri fisici, sì - no
ha usato un’arma capace di causare gravi danni (mazza da baseball, mattone, bottiglia rotta, coltello, pistola)
ha manifestato crudeltà verso le persone
………………………. Verso gli animali
Ha commesso un furto affrontando la vittima
Ha costretto qualcuno a compiere attività sessuali con lui
Ha deliberatamente appiccato il fuoco
Ha rubato oggetti di valore
Spesso rimane fuori la notte
È scappato di casa
Marina la scuola ?
Beh, se rispondete sì a tre o più di queste domande “potrebbe darsi che il ragazzo soffra di Disturbo della Condotta”. Il volume costa 16 euro.
Ogni sindacalista che si rispetti, probabilmente, ci dirà che il taylorismo è roba vecchia, prerogative padronali sconfitte da tempi immemorabili. Io ne dubito, perché non ritengo che la mansuetudine dei lavoratori sia prova di bisogni soddisfatti tramite le proprie vittorie – potrebbe essere un risultato del trionfo del taylorismo medesimo esteso dalle pratiche manuali a quelle intellettuali.
Se questo aspetto delle umane vicende può costituire un esempio, allora, l’attuale taylorizzazione nella pratica educativa – nonostante quella sua evidente demenzialità che ci induce al sorriso più ancora di quanto non facciano le pratiche educative nel collegio frequentato cent’anni or sono da Gian Burrasca, nonostante l’intrinseca stupidità repressiva che la pervade, nonostante l’urgenza che di fronte a genitori di questa fatta sentiremmo di chiamare subito la croce verde – potrebbe fin aver successo. Come se, una volta scoperto il segreto della malleabilità, se ne applicasse la formula un po’ prima del momento in cui qualcuno acceda alla dignità di lavoratore. Secondo la nota consapevolezza che il più probabile galeotto è quello che, prima, è stato in riformatorio.
F. A.
Nota
Figli irrequieti è pubblicato da Armando, Roma 2007.
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