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Caccia all'ideologico quotidiano

 

14/01/2007

Soluzioni faustiane

Prodotto e sottoprodotto

L'arcivescovo nudo

Prodotto e sottoprodotto

 

Nonostante i suoi polmoni malati, Laurence Sterne scrisse La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo tra il 1760 e il 1765. Si tratta di una curiosa forma di autobiografia che, anziché – com’è nelle consuetudini – dalla prima infanzia o dai momenti di cui si ha consapevolezza storica, prende le mosse dall’istante del proprio concepimento. L’autore – davvero straordinario per originalità creativa e per la caustica capacità di ordire paradossi che magari proprio paradossi paradossi non sono – inizia il racconto proprio dalla fase amorosa vissuta dal padre e dalla madre, immaginando che, una volta giunti a quello che comunemente viene considerato l’apice del rapporto sessuale, alla madre urga improvvisa una domanda, e chieda al marito: “Scusa, caro, non hai mica dimenticato di caricare la pendola ?”.

 

Devo riparare ad un errore. Non so ancora con precisione e dubito di saperlo mai quante sono le specie di scimmie sul pianeta. C’è chi dice che se ne ha traccia di almeno 6000 e che, attualmente, ne resistono 120. Può darsi, ma non è questo il punto. Dal 1968 vado ripetendo che la femmina umana è l’unica tra tutte le specie di scimmie viventi a poter avere l’esperienza dell’orgasmo. L’avevo letto nella Scimmia nuda di Desmond Morris e ora so che sono tutte balle.

L’università produce ancora martiri della scienza che dobbiamo ringraziare per il progredire delle nostre conoscenze. A costoro dobbiamo l’approntamento di delicate apparecchiature elettroniche in grado di tener sotto controllo i ritmi cardiaci e respiratori, nonché le contrazioni muscolari nell’utero e nella vagina della femmina nella fase stessa dell’accoppiamento. Quel lento processo di parcellizzazione che ha caratterizzato le professioni di alto profilo scientifico, poi, ha prodotto veri e propri specialisti nella masturbazione manuale di femmine di macachi orsini. Ed è grazie a loro ed al loro sacrificio che è stato possibile finalmente appurare che anche la femmina di macaco orsino – come quella del macaco del Giappone allo stato selvatico - può provare la medesima esperienza orgasmica della femmina umana.

 

Ne Il caso dell’orgasmo femminile, la biologa americana Elisabeth A. Lloyd si chiede perché sia evoluto l’orgasmo femminile e come è stato spiegato questo fenomeno dalla comunità scientifica. Scopre così che tutte le tesi fino ad ora escogitate soffrono di pregiudizi. E’ stato detto che l’orgasmo femminile garantirebbe il successo riproduttivo e che servirebbe al mantenimento del rapporto di coppia, ma, se da un lato nessun resoconto scientifico riesce a dimostrarlo, dall’altro è anche evidente che queste tesi sono figlie di un punto di vista strettamente maschile. Tanto è vero che le pretese indagini scientifiche del secolo scorso consideravano “disfunzionale” – che è come dire “malata” – la femmina che, durante il rapporto sessuale, non provava l’orgasmo.

Alla domanda sul perché sia evoluto l’orgasmo anche nella femmina, la Lloyd risponde dicendo che, per il momento, lo sa Dio: una spiegazione esauriente e scientificamente corretta non è ancora stata architettata. La meno peggio, a suo avviso, è quella di Symons che considera l’orgasmo femminile un sottoprodotto dello sviluppo embriologico. E’ noto che l’embrione maschile e femminile mantengono per un certo periodo le medesime caratteristiche fisiche e che, soltanto dopo il rilascio di certi ormoni, avviene un processo di specializzazione. I tessuti “nervosi ed erettili coinvolti nell’orgasmo in entrambi i sessi”, dunque, “emergono da una comune origine embriologica”. E così come i capezzoli si sarebbero evoluti nei maschi nonostante la forte pressione selettiva relativa ai capezzoli femminili – e dunque costituirebbero l’eredità di un vincolo embriologico di partenza -, così, nonostante la forte pressione selettiva relativa all’orgasmo maschile, si potrebbe formulare un’ipotesi circa l’evoluzione dell’orgasmo femminile.

 

Nessuna buona notizia per i maschietti. Sebbene il macaco orsino maschio possa eiaculare 59 volte in sei ore, le femmine di macaco orsino, a quanto sembra, ottengono l’orgasmo in due modi: o con la masturbazione o accoppiandosi con altre femmine. Il macaco orsino maschio – come altri maschi, magari macachi ma non orsini – non ha da esserne granché orgoglioso.

Stern, l’ingegnosissimo autore del Tristram Shandy, era ovviamente un maschio. Dall’etica fragile, visto e considerato che alla tomba, oltre che dai polmoni, è stato accompagnato da una cospicua infezione venerea. Il suo pseudo ricordo della notte in cui fu concepito – al di là della paradossalità dell’invenzione letteraria – risente di un assunto ideologico non molto dissimile da quello di Desmond Morris e degli altri scienziati sbeffeggiati dalla Lloyd. Secondo un modello che, preso alla lettera, implicherebbe un pianeta disabitato da tempo, accarezza l’idea, tacita nei figli, di una asessualità totale della propria mamma– così aliena da ogni orgasmo da preoccuparsi - transoccuparsi e postoccuparsi - d’inezie apparentemente innocenti della faccendarietà quotidiana, come quella di verificare se la pendola è stata caricata o meno. Angelo del focolare a tempo pieno, alla propria mamma viene risparmiato quel disdicevole che tanto viene invece apprezzato nelle mamme altrui.

 

Le 59 eiaculazioni in sei ore del macaco orsino vorrei considerarlo come un dato provvisorio ricavato, presumibilmente, da un esperimento interrotto. Lo sperimentatore a un certo punto avrà pur avuto bisogno di andare in bagno. O il macaco orsino sottoposto al test è morto.

 

F. A.

 

Note

De La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo segnalo l’edizione negli Oscar Mondadori, Milano 1974, con un’introduzione di Giorgio Melchiori. La scimmia nuda di Desmond Morris è stata pubblicato da Bompiani, Milano 1968. Il caso dell’orgasmo femminile di Elisabeth Lloyd è stato pubblicato da Codice, Torino 2006. Le analisi critiche della Lloyd, ovviamente, sono molto più ricche e articolate di come io le abbia qui riassunte. Per riferirne dignitosamente avrei avuto bisogno di tutt’altre misure. Ma il loro senso, comunque, è quello.

ogni domenica dalle 12.30 alle 13.00

a cura di Felice Accame e Carlo Oliva

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