|
Caccia all'ideologico quotidiano
Uno sforzo particolare
Il doppio del candidato
Una contestazione molto tempestiva
Una contestazione molto tempestiva
“Ho sentito alcune frasi della – presumo – trasmissione LA CACCIA di oggi”, dice un’e-mail che abbiamo ricevuto, “e mi sorge spontanea una domanda: ma siete cretini oppure siete coscientemente in mala fede e mentite sapendo di mentire ? Ma non vi vergognate ?
D’accordo che ormai siamo nella Repubblica Popolare d’Italia, l’ultima repubblica comunista del mondo, ma speravo che un minimo di onestà intellettuale fosse rimasta. Grazie per la risposta…che ovviamente vi guarderete bene dal dare”.
In ventun anni di trasmissione sono stati rarissimi i casi di contestazione e di questo non possiamo che ringraziare la fiduciosa pazienza degli ascoltatori. Questo ascoltatore cui tentiamo di rispondere, invece, è di certo poco fiducioso e ancor meno paziente. Presume che si tratti della nostra trasmissione, non ne è neppure certo. Ed è incerto pure sul fatto di trovarsi di fronte a due cretini o a due persone in malafede. Fin qui brancoleremmo nel buio. Per nostra fortuna, prima di chiuderla lì, si lamenta per l’odioso regime comunista che, in questo momento, affliggerebbe il nostro Paese – regime comunista di cui noi due saremmo i legittimi rappresentanti. E’ la luce. Tutto ci si fa chiaro. Messe così le cose – nonostante tutto quel che testimonia le nostre esistenze, nonostante quaranta e più anni di cose dette e scritte (basta andare a leggerle), lo possiamo dire con un certo orgoglio: eravamo noi.
Quel che ci sfugge è cosa si possa aver detto per scatenare la contestazione. Mentre non possiamo che rimanere ammirati per la prontezza di riflessi del contestatore. Oltre all’acronimo che nasconde la persona, infatti, l’e-mail reca la registrazione del giorno e dell’ora di invio: domenica 14 maggio, alle ore 12.48. Scritta e inviata a trasmissione ancora in corso. Praticamente non avevamo ancora finito di parlare che il nostro esecrante aveva già capito tutto. Comunque, vediamo un po’: entro le 12 e 48, l’Oliva era riuscito a dire la sua sul modo con cui veniva etichettato il neo-presidente della Repubblica Napolitano dalla stampa di regime (non esattamente dello stesso regime di cui si parla nella lettera) ed io mi ero occupato molto lateralmente dell’Opus Dei, della corruzione del mondo del calcio e di un grave lapsus di Lapo Elkann. Del problema della tintura dei capelli come viatico ai rapporti sessuali non se n’era ancora parlato. La rapidità di pensiero del nostro è stata davvero straordinaria: anche avesse ritenuto Napolitano un comunista, nelle parole dell’Oliva non mi sembra che ci fosse né elogi né, tantomeno, venerazione, ma, al nostro, sono stati sufficienti i temi, Napolitano, Opus Dei, calcio corrotto, Lapo Elkann che straparla, per fare due due uguale comunisti. Comprendendo altresì il fatto che ci saremmo ben guardati dal rispondergli.
E qui c’è andato vicino. Vicinissimo. Anzi, praticamente ha centrato il bersaglio. Perché, infatti, per rispondere ad una contestazione occorre che, innanzitutto, questa contestazione riceva la forma di un’argomentazione. E qui – è il caso del profeta che autodetermina la propria profezia -, di argomentazioni, non ce n’è nemmeno l’ombra. L’urgenza, a volte, è traditrice.
F. A.
|