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Ad alta velocità, verso il fascismo europeo

Stili terapeutici per passeggeri

 

Stili terapeutici per passeggeri.

Ben mimetizzati tra i passeggeri, sugli aerei vegliano gli sceriffi dell’aria. Giorni fa, a Miami, un uomo ha pagato con la vita un litigio con la moglie ed un tentativo di fuga dall’aereo su cui si apprestava a viaggiare. Aveva con sé una borsa, si è messo a gridare che dentro ci aveva una bomba, è corso fuori, la moglie ha gridato che era malato e due passeggeri, finti, veri sceriffi, lo hanno inseguito e l’hanno massacrato di pallottole. Di bombe, ovviamente, nemmeno l’ombra. Tra i tanti modi di dire, il poveretto ne ha scelto uno sbagliato. Stati depressivi e sistemi di sicurezza non sono compatibili. Nel mondo dei voli in aereo, non c’è posto per chi esce alterato da un litigio con la moglie. Invisibili fra i passeggeri comuni, sull’Eurostar, secondo quanto affermato da un volantino delle Ferrovie dello Stato, c’è l’esperto dell’antica tecnica giapponese dell’Ammà. Non dovrebbe risultare di grande efficacia contro eventuali veri terroristi armati fino ai denti, ma, in compenso, potrebbe servire affinché possano affrontare i loro compiti con maggior rilassatezza. L’antica tecnica dell’Ammà – recita il volantino – era praticata da non vedenti che, in virtù della maggior sensibilità del loro tatto, agendo sulla mappa dei meridiani così come disegnata dai teorici dell’agopuntura, riattivavano la circolazione dell’energia e riuscivano a sciogliere i punti di tensione eccessiva formatisi nel collo, nelle spalle e nella schiena. L’Eurostar è quel treno superveloce e supercostoso che sull’orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato arriva con un superanticipo rispetto alla realtà del viaggio che compie sui binari. Lo prendo tutte le settimane e lo so. O perché una porta non si chiude, o perché le porte non si aprono, o perché si ferma e non ci son più santi che lo smuovano, o perché semplicemente non c’è (“mancanza di materiale”, è la metafora ferroviaria per spiegare che manca il treno), l’Eurostar è in ritardo. Ora so anche che, nel salottino di prima classe della terza carrozza, se riesco a individuarlo, per quindici euro per quindici minuti, c’è un tale che, con pochi tocchi speciali delle sue mani saprà trasformare la mia furia di topo nell’ennesima trappola in beata acquiescenza.

 

F.A.

 

ogni domenica dalle 12.30 alle 13.00

a cura di Felice Accame e Carlo Oliva

caccia(at)radiopopolare.it

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