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il magazine di costume e società

 

itinerari nella milano liberata

A cura di Mario Abbiezzi, storico della Resistenza.

 

 

1. Valentino Cerchierini

 

Via Padova, 25 Aprile 1945. All'altezza del Ponte Nuovo i partigiani organizzano una specie di barricata per bloccare la ritirata delle SS e della X Mas. Sono armati di fucili e pistole, mentre i nazifascisti hanno in dotazione anche un'autoblindo. Questi ultimi forzano il blocco sparando con armi pesanti e a poche ore dall'insurrezione di Milano cade il gappista Valentino Cerchierini, detto El Gatt. Qualche ora dopo, i nazifascisti in fuga, arrivati all'altezza del Ponte Vecchio, prendono in ostaggio alcuni civili -tra questi anche bambini- per aprirsi una via di fuga. La minaccia è chiara: o la fuga o la vita degli ostaggi. Il parrocco della zona, Don Enrico Bigatti, chiamato dalla popolazione, esce dalla Canonica urlando “basta!, basta morti!”verso i nazifascisti.

Miracolosamente ottiene la salvezza degli ostaggi, mentre i nazifasciti continuano la loro fuga.

 

ITINERARIO: Via Padova sulla strada tra i due ponti. La lapide che ricorda Valentino Cerchierini si trova in Piazza Costantino 1 -sede del vecchio Municipio del Comune di Crescenzago- dove attualmente esiste una sede Anpi.

 

 

2. Vincenzo Forte e Luigi Pestalozza

 

Due storie a Porta Romana, a cavallo tra il 1944 e il 1945. Vincenzo Forte, classe 1912, emigrato da Spinazzola (Bari) a Milano, si arruola nelle Brigate Greppi e viene incaricato di infiltrarsi nella Polizia Ausiliaria (Ministero Interni Rsi) per passare notizie utili alle forze partigiane. Incarico che svolge per tutti i 20 mesi della Resistenza. Le Brigate Greppi organizzano con alcuni studenti l'occupazione dell'Università Bocconi per cercare sponde tra i giovani. Forte è uno dei protagonisti assoluti. Luigi Pestalozza è invece un giovane partigiano che viene catturato con un amico e portato in Piazza Cinque Giornate per essere fucilato. “Mani in alto, appena abbassate le mani spariamo” è l'ordine del comandante del plotone. Passa alcuni minuti, e si presenta un Capitano della X Mas che parla al comandante del plotone; si avvicina ai due partigiani e dice loro: “Andate, siete liberi”. I due partigiani si allontano e non sapranno mai chi era il partigiano infiltrato nella X Mas che gli ha salvato la vita. Luigi Pestalozza diventerà uno dei più importanti musicologi italiani, docente di Storia della Musica presso l'Accademia di Brera.

 

ITINERARIO: Università Bocconi – Porta Romana - Piazza Cinque Giornate. Visto il lieto fine di entrambe le vicende, non esistono lapidi. Questi fatti sono rimasti secretati sino alla fine della guerra e vengono resi noti negli atti ufficiali delle Brigate Greppi che sono consultabili presso il Cipes, Centro di Iniziativa Politica e Sociale – Centro di documentazione Carlo Cuomo. Email. cipes.lomb@fastwebnet.it www.cipes.altervista.org

 

 

3. Adele Del Ponte

 

Niguarda. Adele del Ponte entra nei Gruppi di Difesa della Donna dove conosce Gina Galeotti Bianchi (Lia), Norina Brambilla Pesce, Stellina Vecchio che sono le responsabili del movimento partigiano femminile in città. I compiti del Gruppo: portare notizie, diffondere l'Unità Clandestina e Noi Donne (organo della Resistenza femminile)e sostenere le famiglie dei partigiani caduti o feriti. Un lavoro che Adele svolge nei venti mesi della resistenza. A fine guerra lavora per la Fiom Cgil Che lascerà per dedicarsi all'insegnamento. Frequenta le Magistrali e al termine degli studi diventerà maestra elementare. Si impegnerà per democratizzare l'insegnamento nozionistico che in quegli anni era usato nelle scuole italiane.

 

ITINERARIO MINIMO A NIGUARDA: L'ordine di insurrezione parte il 24 Aprile da Niguarda e si estende a tutta la città. Via De Castilla (abitazione di Gina Galeotti Bianchi, Lia) – Via Hermada (presso le case della Lega delle Cooperative di Niguarda, sede del movimento femminile) – Via Ornato (luogo dell'assassinio di Lia) – Ex Fabbrica Sant'Agostino, Via Palanzone, visibile solo in parte, ex azienda tessile in cui lavorarono molte partigiane.

 

 

4. Laura Conti

 

Originaria di Udine, studentessa in medicina a Milano, partigiana catturata e deportata a Bolzano. Viene impiegata nell'Infermeria del Campo di smistamento, Lì conosce Ada Bufalini, medico, moglie di Carlo Venegoni, che diventerà uno dei responsabili della Camera del Lavoro milanese del dopoguerra. Formano un gruppo di partigiani in contatto con il Cln di Bolzano, tanto che riescono a far uscire notizie sulla vita del Campo e a scavare un passaggio segreto che permette queste comunicazioni. Una di queste comunicazioni raggiunge la Svizzera e viene ritrasmessa dai microfoni di una radio. La trasmissione è ascoltata da un'impiegata del campo che informa il Comandate, che convoca immediatamente Laura Conti. Paradossalmente la posizione della deportata diventa quella vincente. Siamo a fine guerra. Il Comandante SS percepisce che tutto è perduto e lascia andare Laura Conti senza prendere provvedimenti. Nel dopoguerra diveterà una delle protagoniste della lotta per la tutela e la difesa dell'ambiente.

 

ITINERARIO: 1. Carcere di San Vittore. Da qui partivano i partigiani catturati dai nazifascisti verso i campi di smistamento italiani, Fossoli e Gries Bolzano – 2. Via Rovello. L'attuale sede del Piccolo Teatro ospitava la caserma principale della repubblichina Legione Autonoma Ettore Muti. Nelle stanze di quel vecchio Dopolavoro del Comune di Milano vennero torturate decine di partigiani. Giorgio Strehler, ricordando il giorno in cui con Paolo Grassi prese possesso di quei locali per dare vita al Piccolo Teatro di Milano: “Quando Paolo e io lo scoprimmo, questo teatro era abbandonato, era pieno di buio e dentro c’era stato l’orrore. Abbiamo trovato, una mattina che era piena di sole, tracce di sangue sui muri. I camerini erano stati celle di tortura durante la Resistenza, erano serviti per rinchiudere il dolore dell’uomo, la rivolta di chi si rifiuta all’orrore e alla sopraffazione”. 3. Villa Triste. Sita in Via Paolo Uccello 17 (Fiera - Sempione), era sede della Polizia Fascista e luogo di interrogatorio e tortura per i partigiani catturati. Una lapide la storia di Villa Triste. 4.Per chi volesse spingersi fino a Bolzano, in località Gries si può vedere solo il muro di cinta del Campo di Smistamento, perchè le baracche furono demolite nel primo dopoguerra.

 

Links.

 

Sito Aned, Associazione Nazionali Ex Deportati

 

Pagina dedicata a Laura Conti

 

La storia della famiglia di Carlo Venegoni

 

 

A cura di Claudio Agostoni e Paolo Maggioni

Per contatti: jalla(at)radiopopolare.it

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