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inchiesta Berlusconi
La lettera e il verbale di interrogatorio che potete leggere in versione integrale fanno parte di un troncone dell’inchiesta milanese sui presunti diritti gonfiati da Mediaset per l’acquisto di film. Questi documenti riguardano i rapporti tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’avvocato inglese David Mills. Entrambi sono accusati di corruzione in atti giudiziari. Secondo i magistrati Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, Silvio Berlusconi ha dato 600 mila dollari a Mills per aver mentito durante le sue testimonianze ai processi “tangenti Guardia di finanza-Fininvest” e “All Iberian” tra la fine del 97 e l’inizio del ’98. In entrambi i processi tra gli imputati c’era Silvio Berlusconi. Questi documenti ci sembrano molto significativi. Soprattutto la lettera, dato che David Mills quando l’ha scritta non poteva neppure immaginare che sarebbe finita nelle mani dei magistrati. Mills l’ha spedita al suo fiscalista per spiegare perché non vuole pagare le tasse su quei soldi: sono un “gift”, un regalo di Berlusconi. Una versione confermata nell’interrogatorio in Procura a Milano il 18 luglio 2004 ( come potete leggere) e poi invece ritrattata per due volte, in un memoriale consegnato ai magistrati e in un’intervista a un giornale inglese. Quei 600 mila dollari per Mills non sono più un regalo di Berlusconi come ringraziamento per non averlo messo “in un mare di guai”, ma soldi dell’armatore Diego Attanasio che si sono incrociati con quelli di Flavio Briatore e Paolo Marcucci.
Ma la nuova versione di Mills fa a pugni con i suoi movimenti bancari ricostruiti dai Pm De Pasquale e Robledo e con le testimonianze degli imprenditori chiamati in causa. Attanasio, Briatore e Marcucci lo hanno smentito categoricamente quando sono stati ascoltati dalla Procura milanese.
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