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"La giustizia non può funzionare se non cambia il rapporto tra il cittadino e le regole. Bisogna fare in modo che si smetta di pensare che la repressione penale sia al centro di tutto. Esistono responsabilità di carattere politico, professionale, personale che non c'entrano niente con il diritto penale e che sono il presupposto perché la pena sia marginale anche se è essenziale che venga applicata. Ma la stragrande maggioranza dei cittadini dovrebbe osservare la legge perché è convinta che vada osservata. In 33 anni di professione  ho maturato la convinzione che ci vuole qualcosa oltre il fare il  giudice o il pubblico ministero. Quindi per me è diventato inderogabile lasciare la magistratura e mettere a fare quello che sto facendo".
Questa è una delle tante riflessioni di Gherardo Colombo, dimessosi dalla magistratura nel maggio scorso e che ha partecipato mercoledì 12 settembre al microfono aperto di Radio Popolare su "Legalità, impegno civile, sicurezza".

 

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