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Questa sezione contiene molti percorsi discografici e non solo, consigliati da addetti ai lavori, ma anche da semplici appassionati e simpatizzanti di Progressive Rock, genere musicale che miete ancora molte "vittime"......
GENESIS CLONES... (scritto verso gli inizi degli anni 90) - Parte I -
Nel variegato universo del rock progressivo il gruppo più imitato è sicuramente quello dei Genesis. E’ vero che anche mostri sacri come i King Crimson, gli Yes o gli Emerson Lake & Palmer hanno trovato schiere di band clonatrici, non parliamo poi del piu ampio orizzonte del hard rock in genere, tanto per esemplificare ricordo, a meta degli anni ottanta, una folta schiera di imitatori dei Led Zeppelin (ricordate i Kingdom Come o lo sfacciato “Strange and Beautiful” dei Crimson Glory?) oppure certe fatiche dei Kyuss, dei Candlemass o dei Solitude Aeturnus a loro volta molto vicine ai primi Black Sabbath.
Comunque nessun altro gruppo come quello di “Selling England by the pound” ha indirettamente prodotto così folti gemellini “progressivi”. Queste band non si sono fatte solo ispirare dai suoni di Gabriel e compagni ma hanno quasi sempre imitato alla perfezione il mitico gruppo in ogni suo peculiare aspetto: la teatralità dei gigs, le note surreali, le tematiche oniriche ecc. A questo punto bisogna precisare un dettaglio, una tesi supportata soltanto dalla scarsa modestia dell’autore di questo articolo: l’ascoltatore frettoloso tende spesso a definire certe band come Genesis-alike solo per il fatto del vocalist. Complessi come gli italianissimi Acqua Fragile di Bernardo Lanzetti avevano soltanto un cantante dalla voce di stampo marcatamente gabrielliano, cosa che non è sufficiente per creare un duplicato di un gruppo dove i ricami musicali spesso sono certamente in primo piano rispetto alla voce, non per ultimo perché l’ugola di Gabriel è forse più “particolare” che virtuosa.
Oggigiorno l’amante dei Genesis (quelli prima maniera, non quelli del batterista pelato e dei suoi meccanici) si trova davanti ad un dilemma: dopo avere acquistato la discografia completa dei Genesis dei tempi d’oro (scarsina, sta quasi sulle dita di una mano...) e dopo essersi preso delle fregature terribili con certi bottleg d’epoca eccessivamente ruvidi ed eventualmente dopo avere riacquistato l’intera discografia ristampata in giappone con tanto di tossìo di Phil Collins sul termine di un brano a guisa di bonus track, resta a bocca asciutta: e allora lo spacciatore di fiducia (o la fanzine o l’amico laido, è lo stesso), sapendo della sua passione, gli sventolerà davanti la copertina di un gruppo a lui sconosciuto dicendogli: “compralo, è tipo Genesis”. Ora se il suddetto soggetto non è un purista maniacale (non lo è quasi mai anche perché è quasi sempre arrivato ai Genesis tramite i Marillion) si troverà davanti ad uno stuolo di cloni: certi gradevolissimi, altri sfacciati, altri ancora irrilevanti, da non perderci i soldi.
Eccoci allora arrivati ad una breve (e non esauriente) panoramica di chi si è fatto notevolmente ispirare dalla Band inglese producendo comunque dei lavori pregevoli, il cui acquisto dovrebbe soddisfare gli affamati. Penultimo avvertimento prima di iniziare: se non possedete perlomeno Trespass, Nursery Crime, Foxtrot, Selling England by the pound e The Lamb, andate subito a comprarli (Nice Price, in qualsiasi Ipermercato!) ed ignorate la seguente disquisizione. Per quelli ancora meno acculturati: giù le mani dal primo album che è in vendita (a prezzo ultraribassato: don’t pay more than 15.000!!!) sotto diversi titoli: “from genesis to revelation”, “the first album” ecc., visto che questo predecessore di “Trespass” (e non pubblicato dalla Charisma) è proprio insignificante al 100% ed’è persino stato escluso dalla discografia ufficiale della band!
Ultimo avvertimento: Questo articolo vorrebbe essere una sorta di “work in progress” in attesa di ulteriori integrazioni da parte dei lettori interessati a questo tema.
Al via, partiamo subito con la clonazione sicuramente più sfacciata: i Kyrie Eleison. Band austriaca, ha all’attivo due ristampe CD: un recente release di certi oscuri ed inediti demo andati persi (“Blind Window Suite”, consigliato soltanto ai più appassionati) e il monumentale “Fountain Beyond the Sunrise”. Già la copertina non lascia dubbi: un paesaggio onirico disegnato davvero bene, manco si trattasse di una produzione Major! E non dimentichiamo che sto parlando di un disco autoprodotto, registrato su un patetico due piste in una tiratura all’epoca limitatissima!! Effettivamente il suono del Cd risente parecchio di questo handicap e il fruscio di fondo è davvero forte e non facile da digerire per un disco così elaborato e musicalmente decisamente complesso. Il contenuto musicale invece è Genesis al mille per mille: a partire dalla voce del vocalist per arrivare ai ricami di tastiera e gli assoli di chitarra, non ci sono dubbi, sembrano degli outtakes inediti dei tempi di Foxtrot, e l’amante del genere non potrà che cercare di trattenere la pelle d’oca (che emozione il mio primo impatto con questo famigerato disco: la voce, il mellotron, mi sembrava di sprofondare!).
E’ proprio l’area teutonica ad avere sfornato le copie più clamorose, anche i tedeschi Neuschwanstein (dal nome di un famoso castello bavarese) non scherzano in fatto di influenze. Il loro unico disco “Battlement”, recentemente ristampato e remissato dalla Musea, è più giocoso e soprattutto meno pretenzioso del lavoro dei Kyrie Eleison, ma ha una ottima produzione che non ha risentito di ristrettezze economiche. La band purtroppo si è sciolta quasi subito dopo l’uscita di questo disco che comunque raccomando caldamente.
Sempre la Musea ha ristampato il raffinato “Sad Cypress” dei tedeschi Ivory: frutto di un progetto capitanato dal settantenne padre (direttore d’orchestra!) del tastiersta è un disco molto curato anche se forse leggermente noioso e a tratti troppo artificioso: qui le influenze si estendono al primissimo periodo post-Gabriel ed è perciò consigliato anche agli appassionati di quei dischi, comunque molto sinfonici.
Restiamo in Germania con una band sicuramente più fortunata: gli Anabis. Ristampati dalla W.m.m.s. hanno al loro attivo vari dischi, indice di un maggior successo rispetto ad altre simili band. Questo è sicuramente dovuto al fatto che gli Anabis hanno saputo sviluppare anche idee proprie (l’uso del Kazoo, o di sonorità strettamente medievali tanto per fare un esempio) senza mai perdere d’occhio il loro principale punto di riferimento. Degli Anabis segnalo l’ottimo “Heaven on Earth” e il più leggero “Wer Will?”, quest'ultimo cantato in tedesco, e per ora reperibile solo in vinile.
Un discorso a parte va fatto per i celebri Marillion del periodo di Fish: per loro è stato sicuramente stato abusato il paragone genesisiano. Certo nei primi lavori (il 12’’ di Grendel e l’ottimo Script for a jester’s tear) non mancano riferimenti, citazioni od omaggi alla truppa di Nursery Crime, ma sicuramente Rothery e compagni hanno avuto il grande merito di sapersi sempre più emancipare dal fantasma dei Genesis, arrivando negli ultimi anni persino alla separazione da Fish, le cui carateristiche vocali hanno sicuramente alimentato i critici maggiormente in malafede, gli stessi che hanno alimentato le polemiche attorno al supposto “plagio” della band di Aylesbury.
Tralascio volutamente i cloni Genesisiani del new-prog (davvero insipidi) e ricordo per ultimi gli altoatesini Madpuppet: la ristampa del loro bellissimo “Masque” (W.m.m.s.) non dovrebbe mancare nella collezione di ogni amante del rock progressivo: disco intensissimo e vario, mostra una musica mai ripetitiva, capace di leggere le basi Genesis in chiave rock, medioevale, funkeggiante (?) o floydiana, senza mai annoiare l’ascoltatore. La stessa band ha all’attivo anche un secondo lavoro decisamente sottotono (Not only Mad) e ha recentemente prodotto un disco nuovo, si tratta di un concept secondo i migliori luoghi comuni progressivi ( castelli, maghi e guerrieri) di cui non posso che dire bene, ma che si discosta dalle tematiche “genesisiane”.
(continua….)
Matthias SCheller
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