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Questa sezione contiene molti percorsi discografici e non solo, consigliati da addetti ai lavori, ma anche da semplici appassionati e simpatizzanti di Progressive Rock, genere musicale che miete ancora molte "vittime"......
Discografia ragionata sui CAMEL
Camel 1973: Disco d'esordio per la formazione base (Bardens, Ward, Latimer Ferguson). E' uno dei dischi più controversi dell'intera discografia del cammello. Caratterizzato da pesanti influenze canterburiane evidenzia un songwriting spesso molto scorrevole. A mio modesto parere non si tratta di un capolavoro. un buon album di esordio e nulla più. Il brano migliore è senza dubbio Never Let go. E' ristampato su CD dalla Camelproductions.
Mirage 1974: Cambiano lievemente le coordinate sonore del gruppo per questo classico del progressive sinfonico. Scompare quasi del tutto il verbo canterburiano in favore dei sinfonismi del duo latimer-bardens. Un grande disco con Nimrodel e Lady Fantasy come superclassici.
The snow goose 1975: Il capolavoro assoluto del gruppo. Grandi atmosfere sinfoniche guidate dalle chitarre e dalle tastiere supportate dagli interventi dell'orchestra. Interamente strumentale (con l'eccezione di alcuni vocalizzi) rappresenta sicuramente un must del prog sinfonico dei '70.
Moonmadness 1976: Probabilmente il disco più amato dagli stessi camel (o almeno da latimer). Siamo in presenza qui di semplici canzoni e non di un concept come per il disco precedente. Canzoni, dicevamo, ma di un livello qualitativo medio stupefacente. Da citare Song within a song, spirit of the water e Air borne.
Raindances 1977: Se ne va Ferguson sostituito da Richard sinclair (cosa che non aiuterà di certo a far luce sull'equivoco Camel/Canterbury). In realtà delle sofisticate atmosfere della cittadina inglese non rimane molto in questo disco che si segnala soprattutto per la presenza di Mel collins ai fiati e per alcune songs pregevolissime come First Light e Unevensong.
A Live Record 1977 Doppio dal vivo riassuntivo dei primi anni di vita della band. Il primo disco contiene versioni convincenti di classici assoluti come Never let go e Lady Fantasy, mentre il secondo cd contiene la riproposizione integrale della suite di the snow goose. Un live eccellente.
Breathless 1978: Un po' di stanca si comincia ad avvertire con questo disco che segna l'addio di Bardens al gruppo. I rapporti tesi con latimer non facilitano le operazioni e il disco certo non ne guadagna, strizzando troppo spesso l'occhio al pop. I tempi stavano cambiando. Il brano migliore è echoes, ancora presente nelle scalette live del gruppo.
I Can See Your House From Here 1980: Reclutati Schellhaas, kit watkins e colin Bass per far fronte alle defezioni Latimer e ward danno vita a questo disco spurio, dove a fianco di brani ancorati alla miglior tradizione romantico-sinfonica del gruppo compaiono episodi francamente imbarazzanti. Da comprare per il supermegaclassico Ice.
Nude 1981: Anche Watkins lascia la nave, ma per il resto la formazione rimane invariata rispetto al disco precedente. Ormai Latimer ha in mano saldamente il gruppo, leader incontrastato. Da qui in avanti camel sarà sinonimo di Andy Latimer. E' un bel disco Nude. Un concept nella miglior tradizione progressiva, peino di belle canzoni legate da strumentali di pregio. Il clamoroso insuccesso di questo album porterà a quello che segue.
The single Factor 1982: forse il peggiore disco della storia dei camel. Il fatto è che questo è un disco pop. La causa va probabilmente ricercata nelle pressioni della casa discografica per avere un prodotto più commerciale (fatto confermato da anthony Phillips che parteciperà alle incisioni). Alcuni brani rimangono però pregevoli come ad esempio Selva.
Stationary Traveller 1984: concept dedicato alle tristi vicende di chi tenta di superare il muro di Berlino si caratterizza per l'elevato standard delle canzoni. soprattutto gli strumentali si segnalano per la grande creatività ritrovata da Latimer. Un piccolo gioiello.
Pressure Points 1984: Live riassuntivo della produzione anni 80 del gruppo si segnala per l'assenza dei due brani migliori di quella dedica ossia Ice e stationary traveller. Non basta il ripescaggio di Rahyader in chiusura di disco per salvare un live abbastanza sciatto. meglio la versione VHS anche se caratterizzata da inserti filamati al limite del dilettantesco.
Dust And Dreams 1992: Il ritorno del cammello con un disco bellissimo, che segnerà le produzioni degli anni a venire. Ispirato a Grapes of Wrath di Steinbeck il disco si snoda lungo sedici bellissimi brani che vanno a costituire un concept unico nel suo genere. Un piccolo capolavoro dove le atmosfere sinfoniche dettate dalla chitarra di latimer (mai così protagonista) la fanno da padrone. I comprimari sono il fido colin Bass, la superstar delle tastiere Mickey simmonds e paul burgess alla batteria. Il disco segna anche la nascita della Camelproductions e quindi, di fatto, il passaggio all'autoproduzione.
Never Let go 1993: Per festeggiare il ventennale di carriera latimer da alle stampe questo doppio dal vivo che a fianco della riproposizione della versione integrale di DAD ripropone alcuni dei classici più amati: Ice, Never let go, lady fantasy, echoes e altre vengono riproposte con una forza ed una convinzione incredibili. Un live bellissimo solo appena guastato da una incisione non perfetta. I mezzi sono quelli che sono....
Harbour of Tears 1996: Il capolavoro degli anni '90. Un disco bellissimo con influenze irlandesi nella prima parte e di puro prog rock nella seconda. Un concept da lacrime dove la chitarra di latimer disegna percorsi affascinanti e commoventi oltre ogni immaginazione per un gruppo che si avvicina ai 25 anni di carriera. Imperdibile.
Coming Of Age 1997: Disco riassuntivo della tournee di HOT. caratterizzato da una incisione superiore al live precedente ripropone la versione integrale dell'ultimo album di studio più il solito lungo ripescaggio di classici, con un occhio particolare questa volta a Nude e Snow goose
Rajaz 1999: Ultimo disco di studio per il cammello che abbandona la forma concept (anche se non completamente) per un disco più rock e meno orchestrale se così si può dire. Un disco riuscito con la ripresa di atmosfere "arabe". forse inferiore ai due passi precedenti ma comunque notevole.
Sono poi usciti per la camelproductions alcuni live (1972, 1982, 1981) pubblicati essenzialmente per monetizzare un po'. D'altronde non si campa di sole royalties cammelliane :-)
Napra
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