Psicoradio
radazione2010
20 giugno 2017
per cambiare. Una tesi su Psicoradio

Giulia Bosi è una ex studentessa che si è laureata da poco con una tesi su Psicoradio, alla facoltà di Umanistica dell’Università di Milano. Al centro della tesi, che ha come relatore il professore e giornalista Danilo De Biasio, c’è il racconto di Psicoradio e il tentativo di capire se l’ascolto dei suoi programmi possa influenzare idee e preconcetti sulla salute mentale. Per scoprir-lo Giulia ha utilizzato il metodo del focus group, tipico della ricerca sociologica qualitativa. I risul-tati sono stati sorprendenti: per chi non conosce quasi nulla del mondo della salute mentale l’ascolto di anche solo una puntata influisce positivamente sulle emozioni e sensazioni che, anche incon-sciamente, si provano nei confronti di chi soffre di un disagio psichico. “Quando sono arrivata nella vostra redazione, racconta Giulia ai nostri microfoni, non sapevo cosa aspettarmi. Poi sono successe tante cose: per esempio, per due giorni ho parlato con una redattrice pensando che fosse una tutor. Questo secondo me è un po’ l’essenza e l’anima di Psicoradio: il progetto è un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune; ovviamente ognuno ha le sue peculiarità, il suo carattere, la sua personalità, ed anche i suoi disturbi, ma non esistono differenze di trattamento tra chi è un paziente e chi non lo è. Io mi sono sentita accolta da questa atmosfera che mi ha veramente coinvolta ed entusiasmata ”. LO PSICODIZIONARIO – “BULIMIA” Ecco di nuovo lo Psico-dizionario, che spiega le parole della salute mentale viste con precisione ma anche dal nostro punto di vista. E anche con le poesie di redattrici e redattori. E’ la prima di due puntate, e questa settimana parliamo di “bulimia”, delle caratteristiche principali e di come riconoscerla. La bulimia condiziona largamente il modo di vivere delle persone affette da questa patologia, perchè altera la percezione di se stessi, del proprio corpo, interferendo con la vita di relazione e peggiorando la qualità della vita. Un sentimento spesso presente in chi soffre di bulimia la vergogna, la colpa. Bulicamente tossica di Morena Manzani – Che ne sapete dei miei profondi vuoti Dei miei inferni, le mie desolazioni Di una famiglia di scarafaggi e topi Di miseria e violente punizioni. (…) Ed il cibo diviene l’unico amore con cui voi nutrivate questo corpo Mi assopisce un attimo il dolore e per un attimo sparisce ogni ricordo Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura Da sempre mi amo e mi tradisco..Mangio e vomito, mistica lordura e ogni volta rinasco e mi abortisco

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La redazione di Psicoradio

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mercoledì dalle 21.00 alle 21.30

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GLI ULTIMI PODCAST
18 ottobre 2017
 
Pensieri come tarli Psicoradio intervista la dottoressa Teresa Cosentino

“In Italia ci sono circa ottocentomila persone che soffrono del Disturbo Ossessivo Compulsivo, con un’età compresa tra i 15 e 25 anni. A differenza di altre patologie di questa se ne parla ancora molto poco, ma è un disturbo che può limitare tanto la vita della persona nel suo quotidiano”. Con questi dati la dott.ssa Teresa Cosentino, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo comportamentale e cognitivo, apre l’intervista a Psicoradio. La redazione l’ha sentita in occasione di un convegno sul disturbo ossessivo compulsivo che ha organizzato a Roma durante la giornata mondiale della salute mentale. Cos’è questo disturbo? Come si manifesta? Queste sono alcune delle domande che i redattori e le redattrici di Psicoradio hanno rivolto alla dottoressa. “Può presentarsi in vari modi e avere anche definizioni cliniche differenti, potremmo però semplificare e riassumere il sintomo principale come un pensiero indesiderato che s’impossessa della mente della persona”, spiega Cosentino e continua “ad esempio esiste il disturbo ossessivo compulsivo da controllo e la persona che ne soffre spesso teme di aver dimenticato qualcosa o di aver compiuto un errore molto grave, e a causa di questo verifica più volte di aver chiuso bene il gas , la porta o apre la mail per controllare cosa ha scritto. Questa è ciò che potremmo definire compulsione”. La psicologa sottolinea che tra le persone che chiedono aiuto più della metà ha buona possibilità di guarigione e che, come nella maggior parte delle malattie psicofisiche, è molto importante la diagnosi precoce. Per quanto riguarda, invece, le diverse terapie esistenti, la dottoressa Cosentino sostiene che le linee guida internazionali sulla cura del disturbo ossessivo compulsivo affermano che la terapia cognitivo comportamentale ha lo stesso effetto, in alcuni casi, di quella farmacologica, perché lavora sui sensi di colpa che generano l’ossessione.

11 ottobre 2017
 
Chi ha paura di Psycho? La costruzione dell’immaginario attraverso le serie tv e il cinema

Quanto il cinema e la televisione influenzano la percezione che abbiamo del mondo della salute mentale? Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema Documentario all’Università della Svizzera Italiana, ci introduce in un’ampia riflessione su questo argomento. Citando diversi studi, spiega quanto siamo abituati ad abbandonarci ai racconti cinematografici e televisivi e quanto questi, nel tempo, influenzino negativamente la costruzione del nostro immaginario su chi è affetto da malattie mentali. Tutti hanno una tv e non è richiesta alcuna competenza per poterne usufruire.Lo studioso Gerbner, nella sua “Cultivation Theory”, parla di sindrome del mondo malvagio: più si guarda la tv più si percepisce il mondo reale come pericoloso. Anche la tv per bambini é soggetta ad influenze di questo tipo, utilizzando molti termini spregiativi verso chi ha un disturbo psichico. Oggi questa tendenza generalizzata sta lentamente cambiando, si raccontano anche storie di personaggi affetti da disturbi mentali che invece hanno un impatto positivo sul racconto. Questo sta avvenendo anche grazie alle proteste di associazioni di pazienti e familiari, che fanno sentire le proprie voci.

04 ottobre 2017
 
Psicoradio – Famiglia e dolore psichico

Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni Per la Salute Mentale), parla ai microfoni di Psicoradio al cuore di tutte le famiglie di pazienti psichiatrici. Sorella di due persone affette da gravi patologie psichiche, Gisella Trincas ha lanciato un appello alle famiglie dei pazienti psichiatrici: “Non rifiutateli. Uno dei più grandi dolori di chi soffre di una patologia mentale e’ il sentirsi abbandonato dalla propria famiglia” e ha raccontato la sua esperienza: “Quando mia sorella si ammalò, mia madre pensò che sua figlia fosse diventata cattiva. Non accettava che i comportamenti a volte aggressivi della figlia fossero conseguenza della malattia psichica. Era un modo per non interrogarsi su cosa potesse essere accaduto. Per fuggire dalle proprie responsabilità”. E invece il ruolo e il sostegno della famiglia intera, non solo da parte dei genitori, ma anche di fratelli e sorelle, sono fondamentali.

27 settembre 2017
 
Psicoradio – Lidia Ravera e l’inferiorità della donna

“La donna quando venisse private delle sue ovaie diviene un essere non meno infelice dell’uomo castrato, con tutte le conseguenze disastrose che si ripercuotono sul suo corpo e più ancora sulla sua mente.” – Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto? E soprattutto, c’è un genere superiore ed uno inferiore? A partire da un libro “scientifico” del 1947 – “L’anima della donna e le leggi naturali” di Carlo Ceni, Psicoradio si interroga sugli “eterni dilemmi” che continuano a influenzare la società. E infatti, questo libro, come tanti dell’epoca positivista di inizio novecento, sono la base di tanti luoghi comuni che continuano ad influenzare la convivenza del genere maschile e femminile. Secondo questo testo, l’istinto che guida l’uomo è sessuale mentre quello femminile è materno. – L’intelligenza è definita debole e paragonata a quella dei primitivi e degli animali; la resistenza al lavoro intellettuale è ritenuta scarsa, e queste deficienze sarebbero giustificate dalla funzione principale della donna, quella riproduttiva. La menopausa, infatti, provocherebbe un vero e proprio “collasso psichico” e morboso. – “Il lavoro intellettuale della donna può apparire brillante e rapido come quello dell’uomo. Ha tuttavia un limite: che non va oltre la potenzialità della sua mente debole […] Ogni applicazione mentale che richieda l’attenzione continua nell’apprendere cose nuove, ogni orientamento dell’attività diverso da quello acquisito dall’abitudine, ogni suo sforzo psichico, più o meno presto si ripercuote sulla costituzione psicorganica della donna dando luogo a un collasso, che si manifesta in un senso di stanchezza, di irritabilità […]ed essa fa ritorno alla quiete delle fatiche domestiche.” – La redazione ha commentato questo saggio dell’epoca. Tra le tante reazioni quella di Luca, che pensa che la donna non sia inferiore ma uguale all’uomo e che il pensiero di questo libro sia “razzista” e quella di Margherita che fa presente che oggi le donne, oltre alla funzione riproduttiva, si occupano di casa e giungono ai vertici di ogni ambito professionale. Tutto ciò nonostante ancora una parte della società la pensi come il libro, e cioè che le donne non siano in grado di resistere allo stress, alla fatica mentale e agli “sbalzi” dovuti al ciclo mestruale o alla menopausa. Di questo e del ruolo che la donna ha oggi, ne abbiamo parlato con Lidia Ravera, autrice del noto romanzo ”Porci con le ali”, un diario di due ragazzi adolescenti sulle loro prime esperienze di sesso e di politica. – “Le donne che si sono piazzate in politica, spesso sono uome, perché sono elette dalle segreterie dei vari partiti. Questo succede perché noi donne non scegliamo mai altre donne, non facciamo i conti con le nostre ambizioni e non abbiamo mai definito il nostro ruolo nella vita della polis”, spiega la scrittrice parlando del rapporto con il potere. Come si sopravvive, allora, a tutto questo? ..“Io ho due vantaggi: di riuscire a stare nel mondo della politica con lo sguardo sorpreso e melanconico della scrittrice; l’altro di essere ormai una donna grande e matura. Ho imparato con gli anni e sulla mia pelle a gestire questo mondo complicato”.

20 settembre 2017
 
Psicoradio – Il carnevale degli animali

Questa settimana dalle onde di Psicoradio gli ascoltatori vedranno prendere vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale. “Il carnevale degli animali – racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio – è una delle opere più famose del compositore francese. – L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”. Gli animali, già protagonisti di diverse puntate di Psicoradio, continuano a popolare la trasmissione attraverso le poesie di Baudelaire e Neruda dedicate ai gatti, in cui i rispettivi autori identificano nel felino domestico uno la femminilità, l’altro la libertà di essere se stessi. La puntata continua con i piccioni, ai quali è dedicata la poesia di Montale “La solitudine”: su questo stato d’animo, spesso compagno di artisti e “diversi”, riflettono gli psicoredattori Claudio e Morena che discutono inoltre di come e quanto gli amici animali abbiano colmato i vuoti della loro solitudine.

12 settembre 2017
 
La prima verità. Intervista a Simona Vinci

“Un lettino di ferro con le sbarre bianche e un corpo nudo: quello di una bambina tra i sette e dieci anni”. E’ l’apertura di “La Prima verità”, libro di Simona Vinci, vincitore del premio Campiello 2016. L’immagine è una foto del 1970, scattata per una inchiesta su un ospedale psichiatrico in cui si praticava l’elettrochoc a chiunque fosse considerato “ineducabile” o “pericoloso per sé e per gli altri”. L’autrice racconta a Psicoradio:” Me la porto dietro dovunque. Sono stata anche io una bambina ineducabile. Sono stata una bambina pericolosa per sé e per gli altri. Mi è andata bene. Se fossi nata solo cinque anni prima del 1970, in un altro contesto sociale, avrei potuto essere io quella bambina nuda, legata con cinghie di contenzione a un lettino spinto contro i margini dell’abisso”. “La Prima verità” racconta la storia di Angela, una giovane ricercatrice italiana, e della sua decisione di andare sull’isola-manicomio di Leros, dove fino alla metà degli anni 90 venivano recluse le persone con sofferenza psichica. E, dove a suo tempo la dittatura dei colonnelli aveva deportato poeti e dissidenti politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Con Angela Simona si fonde, per dar voce a quelle anime dimenticate dalla storia, grazie a polverose cartelle cliniche a cui Angela/Simona riesce ad accedere. Nell’intervista, Simona Vinci svela alla redazione di sentire fino da piccola voci e presenze, proprio come sua madre, ed e’ proprio la sofferenza psichica della madre ad averle fatto da specchio portandola a comprendere il suo bisogno di aiuto.” Mi sono rivolta a uno psicoterapeuta e non al Centro di salute mentale – rivela – perché io vivo in un paese e il pensiero che il mio disagio psichico potesse essere noto a tutti mi suscitava vergogna”

30 agosto 2017
 
psicoradio di mer 30/08

psicoradio di mer 30/08

23 agosto 2017
 
Belle storie – Quattro storie a lieto fine di ex psicoredattori

Marco e Cristina si sono conosciuti durante un viaggio in Francia. In quella vacanza, organizzata dal centro di salute mentale, Marco non ci voleva neanche andare. E invece gli ha cambiato l’esistenza, a dimostrazione di come la vita possa prendere pieghe inaspettate e regalare una felicità cui si era rinunciato. Poi c’è Rama, albanese del Kossovo, che dopo un periodo a Psicoradio sta facendo un tirocinio per imparare a fare il falegname, e se tutto andrà bene, potrebbe essere assunto. “Ho avuto periodi in cui sono stato molto male, e credevo che sarebbe andato tutto peggio -racconta – Psicoradio mi ha insegnato a stare insieme agli altri, a confrontarmi.” Il terzo protagonista è Andrea, edicolante sui generis che “fa concorrenza a se stesso”: oltre a vendere libri li regala. L’iniziativa si intitola: “Odor di carta… e di marciapiede”. “Volevo sfruttare la mia laurea in marketing – racconta Andrea – così ho deciso di regalare libri mettendoli dentro una cesta da fornaio, sul marciapiede davanti la mia edicola”. Un esempio di book-crossing. Infine ci sono Fabio e Cristina. Lui segue per passione giovani ciclisti da un punto di vista fisioterapico e scrive sul Faro, un giornalino che parla di salute mentale fatto da pazienti psichiatrici. Lei invece lavora tre giorni la settimana in una mensa scolastica e due in un laboratorio di restauro. I loro familiari fino ad un anno prima, non erano d’accordo sul matrimonio, lo consideravano prematuro, ma Fabio era sicuro della sua decisione, voleva sposare Cristina. Così sono convolati a nozze, ma per il momento hanno deciso di non diventare genitori.

16 agosto 2017
 
Ricordi verde acqua – Schegge d’eternitá fluttuano nei microfoni di Psicoradio

Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. “Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si è trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo – confessa Luca – Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici”. “Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa – racconta Angela, una tutor della radio – Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano”. Un altro tutor, Alarico, torna bambino e ripensa a quella notte d’estate del 1982 quando l’Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. “Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi”. Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e la tutor AnnaRosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro. Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l’acqua. Per Jung l’acqua e’ metafora dell’inconscio umano, con i suo abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose. “Chi guarda nello specchio dell’acqua – scrive Jung – vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso”.

09 agosto 2017
 
Animali

Psicoradio Estate – ANIMALI

02 agosto 2017
 
Nemico cibo – Dialogo aperto sui disturbi alimentari

In questa puntata conversiamo con la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, psicanalista, psichiatra, tra le fondatrici di Officina Mentis, associazione psicanalitica di Bologna. Con lei abbiamo analizzato i principali disturbi (l’anoressia nervosa, la bulimia, la pica), i decorsi, e anche qualche ipotesi sul perché nascano i disturbi alimentari. L’anoressia ad esempio si manifesta soprattutto nell’età dello sviluppo, riguarda donne per il 95% e solo il 5% di uomini, ed è una malattia del benessere, diffusa nella società occidentale. La bulimia, che consiste nella continua assunzione di cibo, è di difficile diagnosi perché la persona non cambia di peso, dato che si induce il vomito. Dal punto di vista psicologico ci sono molte teorie sulla loro origine, una delle quali sostiene che l’anoressia abbia alla base un legame conflittuale con la madre. Nel caso delle pazienti viste dalla dottoressa Pierantozzi, invece, l’anoressia spesso riguardava il rifiuto di diventare grande, la negazione delle pulsioni sessuali, che infatti in età adolescenziale si manifestano con grande forza. Seguono le testimonianze di alcune persone che hanno vissuto sulla propria pelle i disturbi alimentari e quella di una mamma che racconta della figlia anoressica.

25 luglio 2017
 
Il vivifico veleno del punk – Intervista a Helena Velena, eclettica artista, profetessa transgender, scrittrice e teorica delle controculture

“Tutto esiste perché esiste il suo contrario. Tutto è anche il suo contrario. Quella che era la normalità è la nuova follia e quello che era rivoluzionario, adesso è conservatore.” Ai microfoni di Psicoradio scorre il veleno vivifico di Helena Velena, all’anagrafe Gianpaolo Giorgetti. Jumpy Velena muove i primi importanti passi a Radio Alice, una delle fondamentali esperienze del Settantasette bolognese. E’ stata un personaggio di spicco della scena punk bolognese dei Settanta, “madre” fondatrice del gruppo musicale RAF Punk e dell’etichetta discografica Attack Punk Records, con cui pubblicò all’epoca alcuni dei gruppi chiave della scena punk e hardcore italiana, primi fra tutti i CCCP Fedeli alla linea e i Disciplinatha. Nell’ambito della puntata di Psicoradio racconta come rimanere fedeli a se stessi senza per forza sclerotizzarsi ideologicamente. Nel corso dell’intervista Helena Velena affronta in modo politicamente scorretto molti temi di ampia portata sociale. E si prosegue sino al termine della puntata sulla scia del punk con le presentazioni musicali di Morena, Vanes e Alarico che ricordano il punk attraverso le note e le voci di artisti del calibro di Nina Hagen e Lene lovich, Clash, Germs…

 
 
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