Memos
liguori
08 maggio 2017
Macron salva la Francia e l’Europa dall’abisso lepenista

Memos ha ospitato oggi tre approcci diversi per commentare la vittoria di Macron alle presidenziali francesi. ..Lo storico Adriano Prosperi si è soffermato su un aspetto della festa di ieri sera per Macron al Louvre, a Parigi. La sfilata solitaria del nuovo presidente prima di arrivare sul palco, quella camminata solitaria di Macron sotto le luci dei riflettori e in mezzo ai suoi sostenitori. Poi il discorso del nuovo presidente, con quel “vi proteggerò, combatterò per voi, vi servirò con umiltà” che univa direttamente il capo al suo popolo. «Questo protagonismo del capo – sostiene il professor Prosperi – ha degli aspetti che noi giustamente guardiamo con inquietudine per il nostro passato. Però il protagonismo di chi prende il potere e garantisce che si impegnerà con onore, con la sua forza e la sua intelligenza, per proteggere il suo popolo è un dato positivo. E’ un dato che fa i conti con la crisi verticale dei vecchi partiti, che non più capaci di trasmettere altro che meccanismi spesso corruttivi e distorti. Il problema – conclude Prosperi – è poi il controllo su chi assume questo ruolo, ad esempio l’informazione. Credo, però, che l’interesse per la politica non possa che nascere da questa chiarezza del rapporto tra chi chiede il potere e chi deve rispondere alla sua domanda». Ospite a Memos anche il politologo francese Jean-Yves Dormagen che si addentrato nell’analisi del voto di ieri. «Se si fa un paragone con il 2002, il ballottaggio Chirac-Le Pen padre, si capisce che la situazione oggi è molto differente. C’è stato un voto utile per Macron, ma molto più debole di quanto non fosse stato quello di quindici anni fa per Chirac. Il risultato del Fronte Nazionale è stato abbastanza alto, anche se deludente per loro. Infine c’è stato il rifiuto di scegliere tra l’esponente dell’estrema destra e il candidato del fronte repubblicano: un terzo degli elettori non hanno votato o hanno votato scheda bianca/nulla. Quest’ultimo – sostiene il politologo Dormagen – è un fatto nuovo per la politica francese. Inoltre va detto che Macron è minoritario nella società francese. Al primo turno ha fatto un risultato abbastanza basso, il 24% rispetto al 30% che in genere hanno ottenuto in passato i candidati che arrivano in testa. In più circa la metà dell’elettorato di Macron al primo turno aveva agito nella logica del voto utile, non di adesione al suo programma. Un’adesione bassa che si è ritrovata anche nei risultati di ieri: tra la metà e i due terzi di chi ha votato Macron lo hanno fatto per sconfiggere Marine Le Pen, ma non per adesione al suo programma. Se a questo dato – conclude la sua analisi il politologo francese – sommiamo anche il terzo di elettori astenuti o che hanno votato bianca/nulla allora la candidatura Macron si rivela debole e rappresenta anche l’esaurimento del fronte repubblicano, cioè della convergenza di voti sul candidato opposto a quello del Front National». Infine, Memos ha ospitato anche l’economista Mario Pianta che ha espresso tutti i suoi dubbi sulla capacità di Macron di salvare l’Europa dal declino causato dalle politiche di austerità. «Macron – racconta Pianta – l’abbiamo già conosciuto come banchiere, in perfetta continuità con le politiche neoliberiste. Come ministro dell’economia ha sostenuto le liberalizzazioni, politiche dell’offerta, detassazione, riduzione della spesa pubblica. Si tratta di tutto ciò che è sbagliato e ha portato alla stagnazione, ad una crisi che dura da dieci anni. Nel caso della Francia Macron ha alimentato la deindustrializzazione, la crisi produttiva che ha diviso il paese tra le campagne, dominate da Le Pen, e le città più dinamiche che mantengono un voto centrista o progressista. Non c’è nulla nella sua carriera, nella sua cultura, che possa far pensare che Macron sposterà l’Europa su una direzione diversa dalle traiettorie che hanno causato la crisi attuale».

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da lunedì a giovedì dalle 20.00 alle 20.30

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da lunedì a giovedì dalle 20.00 alle 20.30

 
 
1
2
3
>
>>
GLI ULTIMI PODCAST
24 aprile 2018
 
Memos di mar 24/04

Domani 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. Le torsioni della democrazia tra fascismi diffusi, razzismi e nazionalismi. La critica delle ideologie autoritarie, l’antifascismo. Memos ne ha parlato con lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna.

23 aprile 2018
 
Memos di lun 23/04

Il ricatto, i ricattatori e i ricattati. La minaccia allo stato da parte di cosa nostra e dei suoi intermediari. Cosa racconta la sentenza della Corte d’Assise di Palermo che ha condannato due ex boss della mafia (Bagarella e Cinà), insieme a tre alti ufficiali del Ros dei carabinieri (Mori, Subranni e De Donno) e all’ex senatore di Forza Italia Dell’Utri? In attesa delle motivazioni della sentenza, e degli altri gradi di giudizio, per i pm del processo sulla trattativa stato-mafia è il momento di allargare le indagini sulle stragi del 1992/93 alla ricerca di responsabilità di eventuali soggetti esterni a cosa nostra. Memos ne ha parlato con l’avvocato Alfredo Galasso, legale di parte civile in numerosi processi di mafia, tra cui il maxi-processo a cosa nostra della seconda metà degli anni ‘80.

19 aprile 2018
 
Memos di gio 19/04

Quinta e ultima puntata del ciclo che Memos ha dedicato all’analisi del voto del 4 marzo. Tra le parole di questa puntata: futuro, presente, visione, generazioni; sinistra, soluzioni, uguaglianza; sicurezza, mafie, corruzione, immigrazione. ..Ospiti: Leonardo Bianchi, giornalista e blogger, caporedattore di Vice Italia. E’ autore di “La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento” (Minimum fax, 2017); Ilaria Meli, dottoranda in sociologia all’Università La Sapienza di Roma. E’ stata ricercatrice presso l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano. (Le altre puntate di questo ciclo sono andate in onda il 22 e 29 marzo e il 5 e 12 aprile scorsi).

17 aprile 2018
 
Memos di mar 17/04

Molestie sessuali e luoghi di lavoro. Violenza maschile contro le donne e magistratura. A Como c’è stata una recente sentenza del Tribunale civile (sezione lavoro) che potrebbe aprire un nuovo filone della giurisprudenza in materia di violenze e molestie contro le donne. Il tribunale civile lariano ha condannato un imprenditore per le sole molestie verbali contro una lavoratrice. Il datore di lavoro dovrà risarcire la lavoratrice con circa 150 mila euro. Secondo il legale della donna la sentenza è stata pronunciata solo sulla base delle molestie verbali, tutte a sfondo sessuale. E’ questa la novità. A Memos ne abbiamo parlato con l’avvocato Domenico Tambasco, legale della lavoratrice; con Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil nazionale e con Linda Laura Sabbadini, statistica sociale e editorialista della Stampa.

16 aprile 2018
 
Memos Costituzione70

Seconda lezione del ciclo di incontri sui settant’anni della Costituzione organizzato da Radio Popolare e Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”, insieme all’Anpi di Milano. “Diritti e doveri nella Costituzione e nella realtà”, relatore Carlo Smuraglia, Presidente emerito dell’A.N.P.I. Smuraglia è stato partigiano combattente, professore ordinario di diritto del lavoro. E’ stato senatore, membro della Commissione antimafia, componente del Csm. Il suo ultimo libro: “Con la Costituzione nel cuore” (Edizioni Gruppo Abele, 2018).

12 aprile 2018
 
Memos di gio 12/04

Quarta puntata del ciclo che Memos dedica all’analisi del voto del 4 marzo. Tra le parole di questa puntata: democrazia, giustizia, sinistra; casa, partecipazione, immobilismo; territorio, mafie. Ospiti: Sabrina Garofalo, sociologa, ricercatrice presso il Centro di Women and Gender Studies “Milly Villa” dell’università della Calabria, autrice insieme a Ludovica Ioppolo di “Onore e dignitudine. Storie di donne e uomini in terra di ‘ndrangheta” (Falco Editore, 2015). Pierpaolo Farina, sociologo, dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata all’Università degli Studi di Milano, con un progetto di ricerca sulle ragioni economiche, politiche e sociali della sopravvivenza del fenomeno mafioso nel XXI Secolo. Fondatore di Wikimafia, la libera enciclopedia online sulle mafie, e curatore del blog “Qualcosa di sinistra”. (Le puntate precedenti di questo ciclo sono andate in onda il 22 e 29 marzo e il 5 aprile scorsi).

11 aprile 2018
 
Memos di mer 11/04

Il lavoro non è sicuro, nemmeno quando c’è. L’aumento delle morti bianche e la cultura della sicurezza che manca ancora. Sia tra le imprese, per le quali è solo un costo; sia tra le forze politiche, quando tagliano i fondi per i controlli di Asl e Regioni. Memos ne ha parlato con Sebastiano Calleri, responsabile salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per la Cgil; e Lelio Demichelis, sociologo che insegna all’università dell’Insubria di Varese e autore di “Sociologia della tecnica e del capitalismo” (Franco Angeli, 2017).

10 aprile 2018
 
Memos di mar 10/04

Stati Uniti, nuova recessione in arrivo? Quali segnali indicano la fine di un ciclo? I debiti federali o quelli delle famiglie e delle imprese americane? Quali effetti può avere sull’Europa, e l’Italia, che aspettano ancora di uscire dal tunnel della Grande Recessione del 2008? A Memos ne abbiamo parlato con l’economista dell’università Cattolica di Milano Andrea Boitani, autore di “Sette luoghi comuni sull’economia” (Laterza, 2017).

09 aprile 2018
 
Memos Costituzione70

Prima lezione del ciclo di incontri sui settant’anni della Costituzione organizzato da Radio Popolare e Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”, insieme all’Anpi di Milano. Relatore: Elvio Fassone, ex magistrato. Fassone è stato senatore per due legislature, ha fatto parte del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ autore di “Una costituzione amica” (Garzanti, 2012).

05 aprile 2018
 
Memos di gio 05/04

Terza puntata del ciclo che Memos dedica all’analisi del voto del 4 marzo. Le parole di questa puntata: interregno, vecchio e nuovo, destra e sinistra; emozioni, paura, bisogni; partito, territorio, marketing, comunicazione. Ospiti: Dino Amenduni, comunicatore politico e pianificatore strategico di Proforma, agenzia di comunicazione di Bari. Insegna Comunicazione politica ed elettorale all’Università di Bari. Lorenzo Marsili, scrittore e attivista politico. E’ tra i fondatori del Movimento “Democrazia in Europa”, DiEM25. Ha fondato e dirige European alternatives, un’organizzazione transnazionale per la democrazia e l’uguaglianza. (Le puntate precedenti di questo ciclo sono andate in onda il 29 e il 22 marzo scorsi).

04 aprile 2018
 
Memos di mer 04/04

Più anziani, meno giovani. La transizione demografica e l’economia che non cresce. L’immigrazione e le politiche per il welfare come antidoto alla crisi “secolare”. A Memos ne abbiamo parlato con il demografo Alessandro Rosina, l’economista Felice Roberto Pizzuti e la studiosa di statistica sociale Linda Laura Sabbadini. Il tema della puntata ha preso spunto da una recente ricerca della Banca d’Italia, “Il contributo della demografia alla crescita economica” (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2018-0431/index.html).

03 aprile 2018
 
Memos di mar 03/04

Due mesi dopo la strage del nazista Luca Traini siamo tornati a Macerata. I sei feriti di quell’atto terroristico stanno meglio, mentre in città è cresciuta la xenofobia. A Memos il racconto di Giovanni Lattanzi, coordinatore nazionale del Gruppo di Umana Solidarietà, l’associazione che ospita due dei migranti rimasti feriti. Ospite anche Valerio Calzolaio, scrittore e giornalista che vive a Macerata, coautore di “Libertà di migrare” (Einaudi, 2016) con Telmo Pievani.

 
 
1
2
3
>
>>
podcast
Clicca sull’icona per sottoscrivere il servizio podcast Memos