Memos
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28 marzo 2017
Legge elettorale, l’Italia deve attendere

I tempi della nuova legge elettorale si allungano. ..La discussione in aula alla Camera sarebbe dovuta iniziare ieri. Invece, resta ferma in commissione affari costituzionali. Dal 2005 ad oggi sono state votate dal Parlamento due leggi elettorali (Porcellum e Italicum) ed entrambe sono state dichiarate incostituzionali dalla Consulta. I precedenti, dunque, pesano. E anche questa è una ragione dei tempi che si allungano. Insieme al fatto che il principale gruppo parlamentare, il Pd, è nel pieno di uno scontro congressuale che finirà soltanto tra un mese, con le primarie del 30 aprile. Le leggi del recente passato (con l’Italicum entrato in vigore, ma mai applicato) sono state un esempio di come si possano approvare norme violando la Costituzione. Difficile, quindi, ispirarsi a quei modelli che sono stati sostanzialmente sistemi proporzionali con un premio di maggioranza alla coalizione (Porcellum) o al partito (Italicum) vincente. Ma il proporzionale sembra destinato a resistere. Al momento sono in ribasso le quotazioni per un maggioritario vecchio stile, come era stata la legge del 1994 che porta il nome dell’attuale presidente della repubblica, il Mattarellum. Ma il proporzionale del futuro, sarà “corretto con premio” o “liscio”? Anche qui il rischio di finire nel mirino della Consulta è alto, perché le bocciature del passato hanno preso di mira proprio i premi di maggioranza ritenuti dalla Corte costituzionale troppo generosi e distorsivi della rappresentanza. ..Un altro punto incerto è quello delle coalizioni o delle liste dei partiti. L’eventuale premio spetterà al partito o alla coalizione di partiti che prenderà più voti? E’ questa un’altra differenza sostanziale. Le forze politiche che pensano di creare maggioranze omogenee prima del voto sceglieranno la coalizione. Ma quali sono oggi i partiti che spingono per una coalizione? A destra nessuno sembra volerla. Meloni e Salvini tengono sulle spine Berlusconi: “se Forza Italia esce dal Ppe in Europa, l’accordo si trova domani”, sostiene la leader di Fratelli d’Italia Meloni. Ma a Berlusconi serve il Ppe per avere una patente di presunto moderato europeista. ..A sinistra la coalizione ampia del centrosinistra, al momento, la vuole soltanto Pisapia. Difficile un sì da Sinistra italiana e Possibile. Quanto a Bersani e gli scissionisti Pd molto dipenderà dal rapporto che vorranno stringere con il Campo progressista di Pisapia. Infine il Pd, in balia del congresso e delle ipotesi che potranno prevalere a seconda di chi (Emiliano, Orlando e Renzi) e di come (con quanti voti) vincerà le primarie. Tutto questo per dire che occorrerà aspettare ancora per avere una legge elettorale in Italia. Da qui ad allora non sono esclusi rimescolamenti di carte e ribaltoni nelle posizioni dei partiti. Per fare il punto sulla legge elettorale Memos ha ospitato oggi il costituzionalista Andrea Pertici, dell’università di Pisa.

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GLI ULTIMI PODCAST
16 gennaio 2018
 
Memos di mar 16/01

Razzismo del terzo millennio. Dal leghista Fontana la conferma del tentativo della destra di voler sfondare un argine democratico. Nelle sue parole i concetti antiscienfici e fascistoidi di razza, la fake news dell’invasione degli immigrati. Memos ne ha parlato con Massimiliano Panarari, docente di comunicazione politica alla Luiss (Panarari è stato presidente dell’Istituto “Ferruccio Parri Emilia-Romagna” fino al novembre scorso). Ospite oggi a Memos anche Simon Levis Sullam, storico alla Ca’ Foscari di Venezia. 1938-2018: ottant’anni fa le leggi razziali del fascismo, la base su cui sarà fondato lo sterminio degli ebrei in Italia (“I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-45”, Feltrinelli 2015).

15 gennaio 2018
 
Memos di lun 15/01

Lavoro, quando domanda e offerta non si incontrano. Al nord, in almeno quattro regioni, gli imprenditori dicono di non trovare i profili professionali che cercano. Lo ha raccontato il giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, ospite oggi a Memos. Sono profili spesso molto specializzati e di nicchia, come lo “squadrabordista” o il “pressopiegatore” nella provincia di Pordenone, oppure profili più generici, come gli alberghieri in Sardegna. Ma la mancanza di lavoro stabile e qualificato spesso si scontra con imprese che non investono in formazione e ricerca, racconta l’economista Roberto Romano, dell’ufficio studi di Cgil Lombardia. Oppure con imprese disposte ad assumere solo a tempo determinato, come mostrano gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione. Ospite a Memos anche Gianfranco Viesti, economista dell’università di Bari.

11 gennaio 2018
 
Memos di gio 11/01

Lavorare meno e riprendersi la sovranità sul tempo. In Germania il sindacato dei metalmeccanici Ig Metall ha proposto una riduzione dell’orario di lavoro da 35 a 28 ore settimanali. La vertenza con gli industriali è in corso. La proposta sindacale sostiene: riduzione volontaria dell’orario, e del salario, con alcune eccezioni. Ad esempio, per i lavoratori che riducono a 28 ore il loro orario, e hanno bambini o anziani a carico, la riduzione del salario – secondo Ig Metall – dovrebbe essere in parte compensata dal datore di lavoro. La piattaforma del sindacato tedesco è stata preparata dopo una campagna sui tempi di vita e tempi di lavoro durata circa due anni e dal titolo: “La mia vita – il mio tempo”. A Memos ne abbiamo parlato con Reinhard Bispinck, responsabile fino a pochi mesi fa dell’Istituto di Ricerche economiche e sociali della Fondazione Hans Boeckler di Dusseldorf, una importante fondazione legata al principale sindacato tedesco DGB. Memos ha ospitato anche i commenti della sociologa Chiara Saraceno e di Salvo Leonardi, ricercatore della Fondazione “Giuseppe Di Vittorio” (Cgil, Roma).

10 gennaio 2018
 
Memos di mer 10/01

Cetraro, stato di emergenza per ‘ndrangheta. Un comune di diecimila abitanti, in provincia di Cosenza, lo ha proclamato all’unanimità due settimane fa. Il sindaco Angelo Aita, ospite a Memos, racconta la vita a Cetraro e il tentativo di riscatto dal potere mafioso. Nella puntata di oggi Lucio Musolino, giornalista del Fatto Quotidiano, ha raccontato gli ultimi sviluppi dell’inchiesta Stige della Dda di Catanzaro, con quasi 150 arresti eseguiti ieri. Svelato un livello radicato di colonizzazione ndranghetista che arriva fino ai vertici di diverse istituzioni locali. Un commento del professor Enzo Ciconte, storico e uno dei massimi studiosi della ‘ndrangheta.

09 gennaio 2018
 
Memos di mar 09/01

Costituzione, da 70 anni in vigore. Attuale e inattuata, la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista all’esame di due giuristi: Andrea Pertici dell’università di Pisa e Massimo Villone dell’università di Napoli.

08 gennaio 2018
 
Memos di lun 08/01

Fuoco sui rifiuti. Gli incendi nei siti di stoccaggio e le mafie. Ne abbiamo parlato con Antonio Pergolizzi, responsabile dell’Osservatorio Legalità e Ambiente di Legambiente, e Gian Antonio Girelli, presidente della Commissione Antimafia del consiglio regionale della Lombardia. E’ possibile un’economia senza scarti? Lo abbiamo chiesto all’economista dell’università Tor Vergata di Roma, Leonardo Becchetti, uno dei principali sostenitori in Italia delle tesi sull’economia circolare.

07 dicembre 2017
 
Memos di gio 07/12

Stasera vi abbiamo riproposto la puntata di Memos del 20 novembre scorso, Giornata internazionale dell’infanzia. Tre gli ospiti della puntata, il professor Ennio Codini – che sentirete presentare nei dettagli all’inizio della trasmissione – e poi Fosca Nomis, responsabile relazioni istituzionali di Save the Children. A conclusione della puntata, la storica Vanessa Roghi e il suo don Lorenzo Milani.

06 dicembre 2017
 
Memos di mer 06/12

I fascisti di Forza Nuova a Roma e lo squadrismo davanti alla sede di Repubblica e l’Espresso. E’ successo nel pomeriggio di oggi. A Memos ne parliamo con Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica e lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna.

05 dicembre 2017
 
Memos di mar 05/12

Antifascismo, rimuovere l’oblio sulle parole della nostra Costituzione. Un nuovo discorso sul significato oggi di libertà, diritti, democrazia, uguaglianza. A Memos il giornalista Furio Colombo e lo scrittore Paolo Di Paolo.

04 dicembre 2017
 
Memos di lun 04/12

Paura, rabbia, rancore. L’Italia, un paese intrappolato nell’interregno dell’incertezza. L’ascensore sociale è sbloccato, ma si muove solo verso il basso. E’ un pezzo della fotografia del paese contenuta nel rapporto Censis 2017 presentato la settimana scorsa a Roma. Memos ne ha parlato oggi con i sociologi Aldo Bonomi e Carlo Bordoni.

30 novembre 2017
 
Memos di gio 30/11

Fascismi, sconfiggiamoli a casa nostra. Cosa ha reso “plausibile il discorso fascista”? Dal bagnino di Chioggia all’irruzione contro l’associazione “Como Senza Frontiere”. A Memos gli storici Luca Baldissara e Adriano Prosperi.

29 novembre 2017
 
Memos di mer 29/11

Sfruttamento e riscatto. Le parole della protesta degli studenti e dei ricercatori. Contro l’alternanza scuola lavoro e per la liberazione delle istituzioni pubbliche della formazione. La settimana scorsa ci sono stati cortei in diverse città italiane, altri se ne annunciano per il prossimo 16 dicembre. Per quel giorno il ministero dell’istruzione ha convocato gli “Stati Generali dell’Alternanza”. Che idea della formazione c’è dietro la pratica dell’alternanza scuola-lavoro? E soprattutto quale idea di lavoro risulta da queste pratiche? Perchè in Italia si disinveste dalla ricerca e si lascia la crescita e lo sviluppo nelle mani degli incentivi fiscali, anziché degli investimenti? A Memos oggi ne abbiamo parlato con Giacomo Cossu (Rete della Conoscenza), Franscesco Sylos Labini (fisico, ricercatore e presidente di Roars) e Gianfranco Viesti (economista e curatore della ricerca sugli atenei italiani “L’Università in declino”). La trasmissione si è conclusa con Maria Silvia Fiengo, editrice (Lo Stampatello), che ha raccontato l’iniziativa “Mille libri in omaggio alle scuole”.

 
 
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