Memos
liguori
17 maggio 2017
Il silenzio del banchiere e le bugie di papà Renzi

La tenuta del governo italiano, il governo guidato da Paolo Gentiloni, è nelle mani di un privato cittadino. L’affermazione di per sé ha dell’incredibile. Ed è probabile che sia così…Eppure sembra credervi il privato cittadino Federico Ghizzoni, nato a Piacenza il 14 ottobre del 1955, banchiere italiano, ex amministratore delegato di Unicredit, una delle principali banche europee. Il banchiere ha parlato, pur dicendo di voler restare in silenzio. Repubblica, 15 maggio: «Adesso non parlo», dice Ghizzoni al cronista che lo ha raggiunto sotto la sua casa di campagna nel piacentino. «Non parlo – aggiunge – perché non si può mettere in mano ad un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo…E’ un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo». L’antefatto delle parole di Ghizzoni è noto. Tutto comincia il 9 maggio con le anticipazioni dell’ultimo libro (Poteri forti, o quasi) di Ferruccio De Bortoli, l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24-Ore. «Nel 2015 – scrive De Bortoli – l’allora ministra delle Riforme non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata». A fronte di queste affermazioni, la ministra Boschi – figlia dell’allora vicepresidente di Banca Etruria Pierluigi Boschi – smentisce tutto, anche per respingere le indirette accuse di un plateale conflitto di interessi: «non ho mai chiesto all’ex Ad di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria», scrive Boschi il 9 maggio sul suo profilo Facebook. De Bortoli, invece, conferma le sue affermazioni: “sono sicuro delle mie fonti”. Ecco quindi che le parole dell’ex ad di Unicredit Ghizzoni (“non si può mettere in mano ad un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo”) diventano molto importanti. Sembra voler dire: se parlo e dico quanto so, cade il governo. Quindi se Ghizzoni parlasse non sarebbe per smentire De Bortoli. E il banchiere immagina addirittura che la tenuta del governo Gentiloni dipenda proprio dai suoi silenzi. Questa è solo una delle vicende di questi ultimi giorni che fanno pensare a quanto possa essere instabile la poltrona di Gentiloni a Palazzo Chigi. L’altra vicenda che può indebolire l’esecutivo è quella delle intercettazioni tra Renzi e suo padre Tiziano, pubblicate ieri dal Fatto Quotidiano e contenute nel libro di Marco Lillo “Di padre in figlio”. Le intercettazioni risalgono al 3 marzo scorso. Da quelle conversazioni pubblicate emerge che Matteo Renzi, nel pieno della sua campagna per le primarie, vive con particolare apprensione le vicende giudiziarie di suo padre sul caso Consip. E anche di alcuni suoi compagni di partito, come il ministro Luca Lotti. “Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati”, dice Renzi a suo padre Tiziano. ”Non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca (Lotti, ndr)”. Renzi è preoccupato di cosa deve dire suo padre ai magistrati e anche di cosa può tralasciare. Nella conversazione Tiziano Renzi parla di un incontro al Four Season con un gruppo di imprenditori ai tempi delle primarie del 2012 in cui era accompagnato da sua moglie Laura Bovoli. E Matteo Renzi dice: “Non dire che c’era mamma, altrimenti interrogano anche lei”. Renzi è preoccupato ancora oggi, e il suo post su Facebook ieri tradisce un nervosismo dannoso per chi è il leader del principale partito di governo. “Chi ha sbagliato – ha scritto ieri Renzi – pagherà fino all’ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi – tra i giornalisti – ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all’uomo”. In mezzo tra il caso Boschi-Ghizzoni-De Bortoli, da un lato, e le intercettazioni tra i Renzi, dall’altro, c’è un puntello sicuro per il governo Gentiloni: l’assenza di una nuova legge elettorale. In parlamento un accordo non riesce a formarsi e ciò di fatto allunga la vita dell’esecutivo. Memos oggi ha ospitato Carlo Galli, deputato di Mdp, politologo all’università di Bologna; e Alberto Vannucci, politologo dell’università di Pisa, ex presidente di Libertà e Giustizia.

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Raffaele Liguori

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da lunedì a giovedì dalle 20.00 alle 20.30

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GLI ULTIMI PODCAST
19 aprile 2018
 
Memos di gio 19/04

Quinta e ultima puntata del ciclo che Memos ha dedicato all’analisi del voto del 4 marzo. Tra le parole di questa puntata: futuro, presente, visione, generazioni; sinistra, soluzioni, uguaglianza; sicurezza, mafie, corruzione, immigrazione. ..Ospiti: Leonardo Bianchi, giornalista e blogger, caporedattore di Vice Italia. E’ autore di “La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento” (Minimum fax, 2017); Ilaria Meli, dottoranda in sociologia all’Università La Sapienza di Roma. E’ stata ricercatrice presso l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano. (Le altre puntate di questo ciclo sono andate in onda il 22 e 29 marzo e il 5 e 12 aprile scorsi).

17 aprile 2018
 
Memos di mar 17/04

Molestie sessuali e luoghi di lavoro. Violenza maschile contro le donne e magistratura. A Como c’è stata una recente sentenza del Tribunale civile (sezione lavoro) che potrebbe aprire un nuovo filone della giurisprudenza in materia di violenze e molestie contro le donne. Il tribunale civile lariano ha condannato un imprenditore per le sole molestie verbali contro una lavoratrice. Il datore di lavoro dovrà risarcire la lavoratrice con circa 150 mila euro. Secondo il legale della donna la sentenza è stata pronunciata solo sulla base delle molestie verbali, tutte a sfondo sessuale. E’ questa la novità. A Memos ne abbiamo parlato con l’avvocato Domenico Tambasco, legale della lavoratrice; con Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil nazionale e con Linda Laura Sabbadini, statistica sociale e editorialista della Stampa.

16 aprile 2018
 
Memos Costituzione70

Seconda lezione del ciclo di incontri sui settant’anni della Costituzione organizzato da Radio Popolare e Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”, insieme all’Anpi di Milano. “Diritti e doveri nella Costituzione e nella realtà”, relatore Carlo Smuraglia, Presidente emerito dell’A.N.P.I. Smuraglia è stato partigiano combattente, professore ordinario di diritto del lavoro. E’ stato senatore, membro della Commissione antimafia, componente del Csm. Il suo ultimo libro: “Con la Costituzione nel cuore” (Edizioni Gruppo Abele, 2018).

12 aprile 2018
 
Memos di gio 12/04

Quarta puntata del ciclo che Memos dedica all’analisi del voto del 4 marzo. Tra le parole di questa puntata: democrazia, giustizia, sinistra; casa, partecipazione, immobilismo; territorio, mafie. Ospiti: Sabrina Garofalo, sociologa, ricercatrice presso il Centro di Women and Gender Studies “Milly Villa” dell’università della Calabria, autrice insieme a Ludovica Ioppolo di “Onore e dignitudine. Storie di donne e uomini in terra di ‘ndrangheta” (Falco Editore, 2015). Pierpaolo Farina, sociologo, dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata all’Università degli Studi di Milano, con un progetto di ricerca sulle ragioni economiche, politiche e sociali della sopravvivenza del fenomeno mafioso nel XXI Secolo. Fondatore di Wikimafia, la libera enciclopedia online sulle mafie, e curatore del blog “Qualcosa di sinistra”. (Le puntate precedenti di questo ciclo sono andate in onda il 22 e 29 marzo e il 5 aprile scorsi).

11 aprile 2018
 
Memos di mer 11/04

Il lavoro non è sicuro, nemmeno quando c’è. L’aumento delle morti bianche e la cultura della sicurezza che manca ancora. Sia tra le imprese, per le quali è solo un costo; sia tra le forze politiche, quando tagliano i fondi per i controlli di Asl e Regioni. Memos ne ha parlato con Sebastiano Calleri, responsabile salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per la Cgil; e Lelio Demichelis, sociologo che insegna all’università dell’Insubria di Varese e autore di “Sociologia della tecnica e del capitalismo” (Franco Angeli, 2017).

10 aprile 2018
 
Memos di mar 10/04

Stati Uniti, nuova recessione in arrivo? Quali segnali indicano la fine di un ciclo? I debiti federali o quelli delle famiglie e delle imprese americane? Quali effetti può avere sull’Europa, e l’Italia, che aspettano ancora di uscire dal tunnel della Grande Recessione del 2008? A Memos ne abbiamo parlato con l’economista dell’università Cattolica di Milano Andrea Boitani, autore di “Sette luoghi comuni sull’economia” (Laterza, 2017).

09 aprile 2018
 
Memos Costituzione70

Prima lezione del ciclo di incontri sui settant’anni della Costituzione organizzato da Radio Popolare e Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”, insieme all’Anpi di Milano. Relatore: Elvio Fassone, ex magistrato. Fassone è stato senatore per due legislature, ha fatto parte del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ autore di “Una costituzione amica” (Garzanti, 2012).

05 aprile 2018
 
Memos di gio 05/04

Terza puntata del ciclo che Memos dedica all’analisi del voto del 4 marzo. Le parole di questa puntata: interregno, vecchio e nuovo, destra e sinistra; emozioni, paura, bisogni; partito, territorio, marketing, comunicazione. Ospiti: Dino Amenduni, comunicatore politico e pianificatore strategico di Proforma, agenzia di comunicazione di Bari. Insegna Comunicazione politica ed elettorale all’Università di Bari. Lorenzo Marsili, scrittore e attivista politico. E’ tra i fondatori del Movimento “Democrazia in Europa”, DiEM25. Ha fondato e dirige European alternatives, un’organizzazione transnazionale per la democrazia e l’uguaglianza. (Le puntate precedenti di questo ciclo sono andate in onda il 29 e il 22 marzo scorsi).

04 aprile 2018
 
Memos di mer 04/04

Più anziani, meno giovani. La transizione demografica e l’economia che non cresce. L’immigrazione e le politiche per il welfare come antidoto alla crisi “secolare”. A Memos ne abbiamo parlato con il demografo Alessandro Rosina, l’economista Felice Roberto Pizzuti e la studiosa di statistica sociale Linda Laura Sabbadini. Il tema della puntata ha preso spunto da una recente ricerca della Banca d’Italia, “Il contributo della demografia alla crescita economica” (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2018-0431/index.html).

03 aprile 2018
 
Memos di mar 03/04

Due mesi dopo la strage del nazista Luca Traini siamo tornati a Macerata. I sei feriti di quell’atto terroristico stanno meglio, mentre in città è cresciuta la xenofobia. A Memos il racconto di Giovanni Lattanzi, coordinatore nazionale del Gruppo di Umana Solidarietà, l’associazione che ospita due dei migranti rimasti feriti. Ospite anche Valerio Calzolaio, scrittore e giornalista che vive a Macerata, coautore di “Libertà di migrare” (Einaudi, 2016) con Telmo Pievani.

29 marzo 2018
 
Memos di gio 29/03

Seconda puntata di un ciclo che Memos dedica all’analisi del voto del 4 marzo. Le parole di questa puntata: protesta, disagio, disillusione, lavoro, malcontento, giovani, futuro, alleanze, cooperazione, sfruttati. Ospiti: Marta Fana, economista, dottoressa di ricerca all’Istituto di Studi Politici di SciencesPo a Parigi, autrice di “Non è lavoro, è sfruttamento” (Laterza, 2017); e Raffaele Alberto Ventura, autore di “La teoria della classe disagiata” (Minimum Fax, 2017), scrive su Linus e Eschaton.it, lavora a Parigi nell’industria culturale.

28 marzo 2018
 
Memos di mer 28/03

Dall’Eni alle Poste, dall’Enel alla Cassa Depositi e Prestiti, come cambierà la geopolitica dei boiardi di stato con l’arrivo di un eventuale governo M5S e/o Lega? Cosa sarà della Rai, con le nuove norme che danno più potere all’esecutivo sulla tv pubblica? E sulla rete Tim, cosa deciderà un governo Di Maio e/o Salvini, quanto aiuterà Mediaset? Memos ne ha parlato con Gianni Dragoni, giornalista e curatore del blog “Poteri deboli”; e Marco Mele, giornalista e grande esperto di media e comunicazione.

 
 
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