Memos
liguori
16 marzo 2017
Il futuro del nostro lavoro e del nostro corpo

Come sta cambiando l’idea del nostro futuro? Quali lavori resteranno, si modificheranno radicalmente o scompariranno? Anche il nostro corpo è destinato a cambiare? Sono alcune domande che Memos ha girato al futurologo americano Alec Ross, autore di “Il nostro futuro” (Feltrinelli, 2016). ..Ross, 45 anni, è stato consigliere per l’innovazione di Hillary Clinton, ha lavorato anche per l’ex presidente Obama. «Nel futuro – racconta a Memos – grazie all’intelligenza artificiale verrà sostituito non soltanto lavoro manuale e routinario, ma anche ed in modo crescente il lavoro cognitivo e non routinario, di persone che vanno al lavoro con giacca e cravatta». Ross parla di commercialisti, avvocati, anestesisti. Ci sono anche dei rischi, però. «Già oggi – dice Alec Ross – sta succedendo che stiamo creando più disoccupazione e allo stesso tempo più miliardari. I soggetti che stanno creando le tecnologie hanno quantità di soldi inimmaginabili in passato». Come il lavoro anche l’idea del nostro corpo, secondo Ross, è destinata a cambiare. «Due cose – dice Alec Ross – cambieranno il corpo così come lo conosciamo oggi. La prima riguarda il cosiddetto “xenotrapianto”. Oggi, grazie ai progressi della genetica, organi come polmoni o reni vengono fatti crescere ad esempio nei maiali usando del Dna umano. Ci sarà un momento in cui saremo in grado di trapiantare organi, come un rene, cresciuti in una fattoria di animali e poi impiantati in essere umani. La seconda cosa che cambierà – aggiunge il futurologo americano – riguarda il fatto che i nostri corpi non necessariamente dovranno avere una base chimica di carbonio. Sempre di più useremo la robotica per migliorare ciò che siamo dal punto di vista fisico».Come si governa il cambiamento? Alec Ross sostiene che sarà necessario «riscrivere il nostro contratto sociale, la relazione tra lo stato, il capitale e il lavoro, bilanciando gli interessi» dei vari soggetti coinvolti. Nell’intervista a Memos c’è anche un giudizio su Donald Trump. «Trump – sostiene Ross – ha vinto perché è stato attraente per un enorme numero di persone negli stati centrali degli Usa, con un basso livello di istruzione. Persone nelle quali ha acceso il fuoco del nazionalismo, dell’anti-immigrazione. Quando le persone sono giù, indebolite – conclude Alec Ross – spesso si profila un autoritario carismatico che finisce poi per piacere quando ci si trova in un clima di sfrenato nazionalismo».

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GLI ULTIMI PODCAST
18 gennaio 2018
 
Memos di gio 18/01

Liste pulite, che fine ha fatto il codice di autoregolamentazione proposto dalla Commissione antimafia? E l’appello ai partiti del ministro Minniti sul “patto di civiltà” contro i voti mafiosi? Tra dieci giorni scadono i termini di presentazione delle liste per le elezioni del 4 marzo. A Memos Alberto Vannucci (professore all’università Pisa di Scienza politica) e Davide Mattiello della Commissione parlamentare antimafia (deputato Pd).

17 gennaio 2018
 
Memos di mer 17/01

Tutto un programma, sei conversazioni sull’Italia e la politica alla vigilia delle elezioni del 4 marzo. Prima ospite: Michela Marzano, professoressa di filosofia morale alla Sorbona di Parigi, deputata uscente, eletta nel Pd e poi passata al gruppo misto a metà legislatura. Marzano non sarà candidata alle prossime elezioni.

16 gennaio 2018
 
Memos di mar 16/01

Razzismo del terzo millennio. Dal leghista Fontana la conferma del tentativo della destra di voler sfondare un argine democratico. Nelle sue parole i concetti antiscienfici e fascistoidi di razza, la fake news dell’invasione degli immigrati. Memos ne ha parlato con Massimiliano Panarari, docente di comunicazione politica alla Luiss (Panarari è stato presidente dell’Istituto “Ferruccio Parri Emilia-Romagna” fino al novembre scorso). Ospite oggi a Memos anche Simon Levis Sullam, storico alla Ca’ Foscari di Venezia. 1938-2018: ottant’anni fa le leggi razziali del fascismo, la base su cui sarà fondato lo sterminio degli ebrei in Italia (“I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-45”, Feltrinelli 2015).

15 gennaio 2018
 
Memos di lun 15/01

Lavoro, quando domanda e offerta non si incontrano. Al nord, in almeno quattro regioni, gli imprenditori dicono di non trovare i profili professionali che cercano. Lo ha raccontato il giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, ospite oggi a Memos. Sono profili spesso molto specializzati e di nicchia, come lo “squadrabordista” o il “pressopiegatore” nella provincia di Pordenone, oppure profili più generici, come gli alberghieri in Sardegna. Ma la mancanza di lavoro stabile e qualificato spesso si scontra con imprese che non investono in formazione e ricerca, racconta l’economista Roberto Romano, dell’ufficio studi di Cgil Lombardia. Oppure con imprese disposte ad assumere solo a tempo determinato, come mostrano gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione. Ospite a Memos anche Gianfranco Viesti, economista dell’università di Bari.

11 gennaio 2018
 
Memos di gio 11/01

Lavorare meno e riprendersi la sovranità sul tempo. In Germania il sindacato dei metalmeccanici Ig Metall ha proposto una riduzione dell’orario di lavoro da 35 a 28 ore settimanali. La vertenza con gli industriali è in corso. La proposta sindacale sostiene: riduzione volontaria dell’orario, e del salario, con alcune eccezioni. Ad esempio, per i lavoratori che riducono a 28 ore il loro orario, e hanno bambini o anziani a carico, la riduzione del salario – secondo Ig Metall – dovrebbe essere in parte compensata dal datore di lavoro. La piattaforma del sindacato tedesco è stata preparata dopo una campagna sui tempi di vita e tempi di lavoro durata circa due anni e dal titolo: “La mia vita – il mio tempo”. A Memos ne abbiamo parlato con Reinhard Bispinck, responsabile fino a pochi mesi fa dell’Istituto di Ricerche economiche e sociali della Fondazione Hans Boeckler di Dusseldorf, una importante fondazione legata al principale sindacato tedesco DGB. Memos ha ospitato anche i commenti della sociologa Chiara Saraceno e di Salvo Leonardi, ricercatore della Fondazione “Giuseppe Di Vittorio” (Cgil, Roma).

10 gennaio 2018
 
Memos di mer 10/01

Cetraro, stato di emergenza per ‘ndrangheta. Un comune di diecimila abitanti, in provincia di Cosenza, lo ha proclamato all’unanimità due settimane fa. Il sindaco Angelo Aita, ospite a Memos, racconta la vita a Cetraro e il tentativo di riscatto dal potere mafioso. Nella puntata di oggi Lucio Musolino, giornalista del Fatto Quotidiano, ha raccontato gli ultimi sviluppi dell’inchiesta Stige della Dda di Catanzaro, con quasi 150 arresti eseguiti ieri. Svelato un livello radicato di colonizzazione ndranghetista che arriva fino ai vertici di diverse istituzioni locali. Un commento del professor Enzo Ciconte, storico e uno dei massimi studiosi della ‘ndrangheta.

09 gennaio 2018
 
Memos di mar 09/01

Costituzione, da 70 anni in vigore. Attuale e inattuata, la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista all’esame di due giuristi: Andrea Pertici dell’università di Pisa e Massimo Villone dell’università di Napoli.

08 gennaio 2018
 
Memos di lun 08/01

Fuoco sui rifiuti. Gli incendi nei siti di stoccaggio e le mafie. Ne abbiamo parlato con Antonio Pergolizzi, responsabile dell’Osservatorio Legalità e Ambiente di Legambiente, e Gian Antonio Girelli, presidente della Commissione Antimafia del consiglio regionale della Lombardia. E’ possibile un’economia senza scarti? Lo abbiamo chiesto all’economista dell’università Tor Vergata di Roma, Leonardo Becchetti, uno dei principali sostenitori in Italia delle tesi sull’economia circolare.

07 dicembre 2017
 
Memos di gio 07/12

Stasera vi abbiamo riproposto la puntata di Memos del 20 novembre scorso, Giornata internazionale dell’infanzia. Tre gli ospiti della puntata, il professor Ennio Codini – che sentirete presentare nei dettagli all’inizio della trasmissione – e poi Fosca Nomis, responsabile relazioni istituzionali di Save the Children. A conclusione della puntata, la storica Vanessa Roghi e il suo don Lorenzo Milani.

06 dicembre 2017
 
Memos di mer 06/12

I fascisti di Forza Nuova a Roma e lo squadrismo davanti alla sede di Repubblica e l’Espresso. E’ successo nel pomeriggio di oggi. A Memos ne parliamo con Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica e lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna.

05 dicembre 2017
 
Memos di mar 05/12

Antifascismo, rimuovere l’oblio sulle parole della nostra Costituzione. Un nuovo discorso sul significato oggi di libertà, diritti, democrazia, uguaglianza. A Memos il giornalista Furio Colombo e lo scrittore Paolo Di Paolo.

04 dicembre 2017
 
Memos di lun 04/12

Paura, rabbia, rancore. L’Italia, un paese intrappolato nell’interregno dell’incertezza. L’ascensore sociale è sbloccato, ma si muove solo verso il basso. E’ un pezzo della fotografia del paese contenuta nel rapporto Censis 2017 presentato la settimana scorsa a Roma. Memos ne ha parlato oggi con i sociologi Aldo Bonomi e Carlo Bordoni.

 
 
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