Memos
liguori
25 maggio 2017
I “Sette Grandi” senza una leadership

Il vertice dei G7 (26-27 maggio) non è mai stato nei suoi oltre quarant’anni di storia così vicino ad alcune delle aree di crisi internazionali più gravi. Taormina è a due passi da quel Canale di Sicilia attraversato ogni giorno da centinaia di persone in fuga dalla disperazione, provocata dalla guerra e dalla povertà. Molti di loro, milletrecentoquaranta persone dall’inizio di quest’anno, sono morti durante la traversata. Taormina è lontana cinquecento chilometri dalla coste libiche e duemila da quelle siriane. Libia e Siria, due paesi in cui la guerra e i conflitti armati hanno fatto centinaia di migliaia di vittime dal 2011. Bisogna risalire al 1994, a Napoli, sempre in Italia, per ritrovare un vertice del G7-G8 più vicino geograficamente a zone di crisi. Allora, in quell’estate di ventitre anni fa, era la guerra di Bosnia a far sentire la sua eco a quattrocento chilometri di distanza. Il governo italiano ha scelto Taormina perché vuole che il vertice abbia al centro il grande tema planetario delle migrazioni, di cui il Mediterraneo rappresenta solo uno spicchio. Nel 2015 su 65 milioni di persone migranti, soltanto un milione ha attraversato il Mare Nostrum. A Taormina, però, sarà difficile che l’uomo dei muri, Donald Trump, riesca a concedere alcunchè agli altri leader, in particolare agli europei. Di fronte all’estremismo xenofobo di Trump, gli altri leader da Merkel a Macron, da May a Gentiloni appaiono dei campioni dell’accoglienza. Ma l’Europa all’interno del G7 nemmeno chiederà agli altri partner l’adozione di quei corridoi umanitari invocati dalle Ong che operano nel Mediterraneo. E così sul tema delle migrazioni il vertice del G7 rischia di non andare oltre le rituali dichiarazioni. E di dimostrare di non avere una leadership chiara su un tema cruciale. Vedremo comunque come andrà a finire. La riunione di Taormina sarà segnata da una presa di posizione sul terrorismo jihadista internazionale, a maggior ragione dopo la strage di lunedì scorso a Manchester. Già oggi, nel vertice Nato di Bruxelles, i 28 membri dell’Alleanza atlantica dovrebbero approvare l’ingresso nella cosiddetta coalizione contro l’Isis. Nell’agenda del G7 ci sono poi tutti gli altri temi dell’attualità internazionale: dall’economia globale al clima, dai rapporti con la Russia a quelli con l’Iran e la Corea del Nord. Memos oggi ha ospitato Andrea Goldstein, capo economista di Nomisma, il centro di ricerca su economia e politica italiana e internazionale di Bologna. Goldstein ha lavorato per diversi anni all’Ocse, all’Onu (presso la Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico) e alla Banca Mondiale.

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19 ottobre 2017
 
Memos di gio 19/10

Banche, Renzi a strascico contro la Banca d’Italia. La mozione della discordia del Pd contro il governatore Visco e i suoi critici. A Memos ne abbiamo parlato con Carlo dell’Aringa, deputato Pd e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche ; e Stefano Fassina, deputato del gruppo “Sinistra Italiana Sel Possibile”.

18 ottobre 2017
 
Memos di mer 18/10

Settimo giorno di veleni nell’aria sopra i limiti di legge in Lombardia. A Pechino, primo giorno del Congresso del partito comunista cinese con il presidente Xi Jinping che ha definito la Cina uno dei principali soggetti della “sfida globale alla civilizzazione ecologica”. Due fatti, apparentemente lontani. Ma a tenerli uniti è il filo del cambiamento climatico e i modi per combatterlo. A Memos ne abbiamo parlato con Maria Grazia Midulla, responsabile clima e energia del Wwf Italia; Luca Mercalli, meteorologo; Giampiero Maracchi, climatologo all’università di Firenze; Andrea Goldstein, economista, ha lavorato all’Ocse e alla Banca Mondiale, oggi è direttore di Nomisma.

17 ottobre 2017
 
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Siamo fuori dal tunnel? L’economia italiana è in ripresa? Alcuni dati (dalla crescita del Pil al numero di occupati) potrebbero confermarlo. Ma dietro questi numeri ce ne sono altri (capacità produttiva, investimenti in capitale fisico, salari, ore lavorate) che indicano un quadro più fosco. La manovra del governo Gentiloni quanto aiuterà a portare l’economia italiana fuori dalla “stagnazione secolare”? A Memos ne abbiamo parlato con due economisti: Dario Guarascio e Gianfranco Viesti.

16 ottobre 2017
 
Memos di lun 16/10

Austria, la corsa verso l’estrema destra fa vincere. Vince la destra dei popolari di Kurz, guadagnano voti gli eredi di Haider, i socialdemocratici restano fermi, ma anche per loro la svolta anti-immigrati ha pagato. Ne abbiamo parlato con la giornalista Andrea Affaticati. Cosa farà l’Europa se la destra nazionalista, xenofoba e razzista dell’Fpo di Strache entrerà nel governo a Vienna? Ci sono le condizioni perché si ripeta il moto di protesta di diciasette anni fa? Nel febbraio del 2000, quando nel governo guidato dal popolare Schussel entrarono gli uomini di Haider, i paesi dell’Unione Europea di allora decisero sanzioni diplomatiche contro Vienna. A Memos gli storici Piervirgilio Dastoli e Alberto De Bernardi.

12 ottobre 2017
 
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La legge elettorale “Renzi-Berlusconi”. Un patto per favorire chi si coalizza, indurre i “piccoli” partiti (soprattutto a sinistra del Pd, ma anche della destra) a non correre da soli, svantaggiare chi non sceglie alleanze (soprattutto M5S). Un patto pre-elettorale di ferro, che ha sventato le insidie dell’emendamento “anti-Berlusconi” e approvato il “salva Verdini”. A Memos ne abbiamo parlato con Alberto Vannucci, politologo, e Andrea Pertici, costituzionalista.

11 ottobre 2017
 
Memos di mer 11/10

L’Isis, le mafie italiane e i traffici comuni. Ne parla l’ex viceprocuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì. in un’intervista al giornalista e documentarista Ruben Oliva. Dice il magistrato calabrese, grande esperto di mafie: «La presenza delle mafie in Italia, che trafficano con i terroristi islamici, ci garantisce una relativa tranquillità rispetto agli attentati terroristici che invece hanno colpito altri paesi». Parole importanti che però non hanno avuto finora alcuna reazione, da quando la video-intervista è stata pubblicata sul Corriere.it il 24 settembre scorso. A Memos ne abbiamo parlato con Ruben Oliva e Davide Mattiello, deputato, fa parte del gruppo del Pd, membro della Commissione parlamentare antimafia.

10 ottobre 2017
 
Memos di mar 10/10

Catalogna, la brusca frenata del presidente Puigdemont: oggi ha proclamato l’indipendenza, ma contemporaneamente ne ha sospesi gli effetti aprendo al diaologo con Madrid. Ne abbiamo parlato con i nostri Emanuele Valenti, da Barcellona, e Giulio Maria Piantadosi, da Madrid. Ospiti a Memos anche Mauro Barberis, filosofo del diritto all’università di Trieste, e Ettore Siniscalchi, giornalista scrittore, curatore del blog “Cose iberiche”.

09 ottobre 2017
 
Memos di lun 09/10

La “secessione” religiosa dall’Europa: in Polonia la Conferenza episcopale cattolica e il partito di governo (a Varsavia si governa con un monocolore) hanno organizzato una marcia di preghiera contro l’immigrazione “dai paesi non cristiani”. Simbolicamente le quattromila “zone di preghiera” sono state collocate lungo i 3 mila e 500 chilometri di confini. I media polacchi hanno scritto di una partecipazione di un milione di persone in tutto il paese. A Memos ne abbiamo parlato con Cristina Carpinelli, collaboratrice dell’Osservatorio Sociale Mitteleuropeo, membro del Comitato Scientifico del “Centro Studi Problemi internazionali”; e con Alberto Melloni, storico del cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia, titolare della cattedra Unesco sul pluralismo religioso e la pace dell’Università di Bologna. Ospite anche Franco Monaco, deputato del Pd, esponente del cattolicesimo democratico in Italia.

05 ottobre 2017
 
Memos di gio 05/10

Lavoro impoverito, a cottimo, precario: dai voucher al lavoro a chiamata, al lavoro gratuito. “Non è lavoro, è sfruttamento”, sostiene l’economista Marta Fana nel suo ultimo libro, da oggi in libreria. Fana racconta le forme “moderne” dello sfruttamento, la loro somiglianza a quelle di un passato antico che torna. Non solo, ci sono anche le responsabilità politiche di chi ha attuato – da destra, ma anche da pezzi importanti della sinistra – “un progetto politico – scrive Fana – per consolidare il potere di una parte della società su un’altra”. A Memos oggi ospite anche Cristina Franceschi, della Fondazione “Roberto Franceschi”, che racconta un progetto della fondazione “per il diritto al lavoro”, realizzato con gli studenti di alcune scuole superiori di Milano.

04 ottobre 2017
 
Memos di mer 04/10

Catalogna, il re e l’indipendenza. La monarchia spagnola in linea con il governo Rajoy: Felipe VI – nel suo discorso di ieri sera – ha condannato il governo catalano per il referendum, ha ignorato le violenze della Guardia Civil di domenica scorsa e non ha parlato mai di dialogo. E’ stato raggiunto il punto di non ritorno nei rapporti tra Madrid e Barcellona? Il parlamento catalano voterà unilateralmente l’indipendenza, nonostante i catalani siano spaccati in due, tra favorevoli e contrari, sulla rottura con Madrid? Il governo Rajoy sospenderà l’autonomia catalana? Ospiti a Memos Luca Bellizzi, rappresentante in Italia del governo catalano, il nostro Emanuele Valenti, lo storico Giacomo Demarchi e il giornalista Ettore Siniscalchi.

03 ottobre 2017
 
#Marisicuri

Ti ricordi il 3 ottobre? Centinaia di persone in preda al mare: uomini, donne e bambini. 3 ottobre. Una data simbolo. L’occasione per ripensare alle conseguenze delle politiche di oggi verso chi insegue il sogno di una vita pacifica e serena. Una canzone, uno speciale. Voci che raccontano il mare e le sue tragedie. Una campagna per rivendicare mari sicuri per chi li attraversa…#marisicuri è promossa da Q Code Magazine, Codici, Naga, Radio Popolare, Festival dei Diritti Umani, Open Migration, l’Orchestra di Via Padova, Katsushiro perso nel bosco.

02 ottobre 2017
 
Memos di lun 02/10

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