Memos
Raffaele Liguori
05 novembre 2014
Giustizia, storia di una magistrata.

Linda D’Ancona è in magistratura da 25 anni. E’ consigliera di Corte d’Appello a Napoli. Da 12 anni si occupa di lavoro. Sotto le sue mani passano decine di cause. La conversazione con D’Ancona parte da un commento sul caso Cucchi e sulle accuse di Renzi ai giudici: “lavorate troppo poco e se sbagliate non pagate”. D’Ancona poi racconta come è cambiata nel tempo l’attività di un magistrato che segue le cause di lavoro, le difficoltà dovute alle modifiche continue delle norme. Sull’articolo 18, e il progetto del governo Renzi, D’Ancona sostiene che “le norme contenute nel progetto di legge delega, per ciò che si conosce al momento, non sembrano più essere rispondenti ai principi di uguaglianza sostanziale e di solidararietà sociale affermati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione”.

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

Sospesa per i mesi estivi

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

Sospesa per i mesi estivi

 
 
1
2
3
>
>>
GLI ULTIMI PODCAST
30 giugno 2016
 
“Helicopter money”: e se i soldi contro la crisi arrivassero dal cielo? Intervista con Leonardo Becchetti

Si chiama “helicopter money”, l’ha inventata Milton Friedman 40 anni fa, ed è una ricetta estrema contro la crisi economica: lo stato stampa i soldi e li fa arrivare direttamente ai cittadini, senza l’intermediazione delle banche. Un’idea che piace a destra come a sinistra. Memos ne ha parlato con l’economista Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma-Tor Vergata.

29 giugno 2016
 
I vincoli dell’austerità sul futuro dell’Europa. Intervista con Emiliano Brancaccio e Chiara Saraceno

L’austerità rischia di essere il futuro prossimo dell’Europa, anche dopo averne segnato pesantemente il passato recente. La scossa della Brexit, per ora, non basta ad uscire dalla tenaglia della riduzione della spesa e dei salari. La conclusione del vertice informale dei 27 leader dell’Unione Europea, il primo dopo la Brexit, lo conferma indirettamente: “(…) molte persone esprimono insoddisfazione per lo stato attuale delle cose, a livello sia europeo sia nazionale. Gli europei si aspettano che noi facciamo di più in tema di sicurezza, lavoro e crescita, e speranza per un futuro migliore. Abbiamo bisogno di lavorare su questo, in un modo che ci unisca, non da ultimo nell’interesse dei giovani”. Tradotto: “gli europei dicono che le cose non vanno bene, vogliono di più. Dobbiamo occuparcene”. Perchè l’Europa non riesce ad uscire dall’austerità, nonostante i danni provocati dalle sue politiche? Da questo interrogativo è iniziata la puntata di oggi di Memos con l’economista Emiliano Brancaccio e la sociologa Chiara Saraceno.

28 giugno 2016
 
Austerità, la Brexit non cambia verso all’Europa. Intervista con Yves Meny e Adriano Prosperi

“Superare l’austerità”. Esponenti storici del riformismo in Europa, come Romano Prodi e il teorico della Terza Via Anthony Giddens, sono ormai d’accordo. Ma il nuovo direttorio europeo Merkel-Hollande-Renzi li ignora. Nemmeno la Brexit, per ora, scalfisce la dottrina dell’austerità. A Memos oggi il politologo Yves Meny e lo storico Adriano Prosperi.

27 giugno 2016
 
Brexit, una scossa per l’intera Europa. Intervista con Colin Crouch e Massimo D’Antoni

La Brexit ha scosso l’intera Europa. Colpita anche l’ortodossia dell’austerità, in Gran Bretagna e nel resto del continente. Chi gestirà il passaggio storico dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue? A Londra, ci saranno i conservatori o i laburisti? A Bruxelles, Merkel e Draghi o il direttorio italo-franco-tedesco? Memos oggi ha ospitato il sociologo inglese Colin Crouch e l’economista Massimo D’Antoni.

23 giugno 2016
 
Tra nuovo nazionalismo e sfiducia nell’Unione Europea. Intervista con Tana De Zulueta e Luca Fantacci

Memos ha ospitato oggi una conversazione tra la giornalista Tana De Zulueta e l’economista Luca Fantacci. I temi: il destino incerto di Cameron, le pressioni dei centri finanziari internazionali a favore di Londra nell’Ue, il nazionalismo inglese e il rischio spaccatura del Regno Unito. Tana De Zulueta è stata corrispondente in Italia per l’Economista e parlamentare italiana. Luca Fantacci insegna all’università Bocconi e si occupa di storia dei sistemi monetari e finanziari e storia del pensiero economico.

22 giugno 2016
 
I cinque poli della politica italiana. Intervista con Nadia Urbinati

Dal M5S alle sinistre disomogenee, dal Pd di Renzi a quello non-renziano, fino alle destre lacerate nel doppio scontro Meloni-Salvini vs. Gelmini-Parisi. Quanti poli ha la politica italiana che si è vista alle ultime elezioni? Ospite di Memos la politologa Nadia Urbinati, nuova presidente di Libertà e Giustizia.

21 giugno 2016
 
Elezioni, l’importante è vincere. E la partecipazione? Intervista con Geminello Preterossi

La sconfitta di Renzi, la vittoria del M5S. E la partecipazione che cala? Chi se ne fa carico? Lavoro, disagio sociale, esclusione, rischiano di rendere il voto “inaccessibile”. Memos ne ha parlato oggi con Geminello Preterossi, filosofo della politica.

20 giugno 2016
 
Ballottaggi 2016: vincitori, vinti e Renzi (seconda parte)

Due spunti ulteriori sui risultati di Roma e Torino arrivano dalle opinioni di Christian Raimo, giornalista e scrittore, e di Ugo Mattei, giurista, tra i promotori della campagna referendaria del 2011 per l’acqua bene comune. (seconda parte)

20 giugno 2016
 
Ballottaggi 2016: vincitori, vinti e Renzi (prima parte)

Tre spunti, tra i tanti, offerti dai ballottaggi per le comunali di ieri…1. Da Milano a Roma, da Torino a Napoli, la partecipazione ai ballottaggi di ieri è scesa intorno al 50%. A Napoli, addirittura al 36%. Che sia Raggi o Sala, Appendino o De Magistris nessuno ha fatto da traino ad un aumento, comunque inatteso, dell’affluenza ai ballottaggi di ieri. Perché?..2. il caso Torino: la neo sindaca Chiara Appendino, del M5S, si è presentata nel ruolo di custode di un’eredità cittadina, più che promotrice di una cesura col passato. Perché? ..3. il caso Milano: il neo sindaco Beppe Sala è un esempio di “desistenza” al renzismo, né alternativo né fedele esecutore del progetto politico di Renzi. E’ stato questo il tratto distintivo di Sala nella fase finale della lunga campagna elettorale milanese, iniziata oltre sei mesi fa. Strategia elettorale o nuovo modello di governo della città?..Tre interrogativi che abbiamo girato a Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna, e Fabio Bordignon, politologo dell’Università di Urbino (prima parte)

15 giugno 2016
 
“Non disperdere il patrimonio dei sindaci arancioni”. Intervista con Massimo Zedda

E’ stato uno dei sindaci “arancioni” della stagione 2011-2012. Massimo Zedda era stato eletto cinque anni fa sindaco di Cagliari al ballottaggio. In queste ultime comunali si è ripresentato ed è riuscito a vincere addirittura al primo turno.Di arancione Zedda conserva la sua provenienza politica (Sel) e la scelta di guidare un alleanza “larga” di centrosinistra: pd, sel, rifondazione comunista, centro democratico con l’inclusione del partito sardo d’azione (in passato al governo anche con la destra). Un’alleanza forse troppo larga, dicono i critici da sinistra del sindaco-bis. Ascolta l’intervista al sindaco di Cagliari Zedda.

14 giugno 2016
 
Ttip, trasparenza “vigilata” sulle carte. Intervista con Giulio Marcon

Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un testo di alcune centinaia di pagine che Unione europea e Stati Uniti stanno negoziando dal 2013. La bozza di trattato riguarda la liberalizzazione di una serie di norme che riguardano il commercio e gli investimenti. Bruxelles e Washington hanno iniziato a negoziare questa bozza di trattato tre anni fa nella massima segretezza. Soltanto successivamente, e col contagocce, sono stati diffusi i contorni generali del trattato, a partire dalla fine del 2014. Il 2 maggio scorso Greenpeace è riuscita ad ottenerne alcune parti e a rivelarne il contenuto. “Con questi negoziati segreti – ha scritto l’associazione ambientalista – rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica”. Un messaggio preoccupante. Dopo le rivelazioni di Greenpeace, le carte del TTIP sono diventate ufficialmente consultabili, ma solo da pochi e a rigidissime condizioni. Chi si è avvicinato a quei documenti negli ultimi giorni è stato Giulio Marcon, deputato di Sinistra Italiana. In questa intervista ci racconta come è riuscito a leggere quelle carte e quali novità ha scoperto.

13 giugno 2016
 
Il Cavaliere Nero e il passato che non passa. Intervista con Paolo Biondani

Il medico personale e l’amico fidato. Alberto Zangrillo e Fedele Confalonieri. Stiamo parlando di Silvio Berlusconi, costretto da alcuni giorni in ospedale, al San Raffaele di Milano, in attesa di un importante intervento chirurgico per correggere un’insufficienza aortica. Il medico Zangrillo è stato drastico: «chissà se ha voglia di tornare a fare il leader? Io lo sconsiglio», ha detto qualche giorno fa. Diverso il consiglio di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, che è stato tra coloro che nel 1993 avrebbero volentieri fatto a meno della “discesa in campo” di Berlusconi: «la sua figura – dice oggi Confalonieri – è indispensabile, ma è giunto il momento in cui il partito deve iniziare a camminare con le proprie gambe». Confalonieri non discute la posizione del leader politico, non ci sono passi indietro da fare, semmai è da Forza Italia – secondo il ragionamento del presidente Mediaset – che bisognerà vedere se qualcuno avrà la forza e la capacità di fare un passo avanti. Da alcuni giorni, dal ricovero in ospedale di Berlusconi, si è intensificata la discussione pubblica sul suo futuro e su quello del suo partito. Una discussione che ha avuto come effetto inevitabile quello di sbiadire l’immagine del passato di Berlusconi. In particolare di quel passato giudiziario inestricabile rispetto alla vicenda politica del leader. Un promemoria sulle vicende giudiziarie di Berlusconi, utile anche alla discussione sul futuro del leader e del suo partito, è senz’altro “Il Cavaliere Nero” (Chiarelettere, 2015) scritto da due giornalisti, Paolo Biondani dell’Espresso e Carlo Porcedda. Di cosa si tratta? Da qui comincia l’intervista con Paolo Biondani.

 
 
1
2
3
>
>>
podcast
Clicca sull’icona per sottoscrivere il servizio podcast Memos