La storia

 

2010 Come i lavoratori licenziati anche la “banda”, trasmissione della coppia Bachi-Pestalozza, si trasferisce per trasmettere sul tetto di Radio Popolare: una forma di solidarietà con le lotte per il lavoro e un futuro migliore.

2011 E’ l’anno delle “primavere arabe”: Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Bahrein. Tra le trasmissioni che le hanno seguite con particolare attenzione c’è Alaska, il programma di Marina Petrillo che fin dal 2009 ha seguito “i sentieri digitali”. E’ l’anno della vittoria di Giuliano Pisapia: e Radio Popolare c’è, dalla nascita della sua candidatura all’affermazione elettorale. Nanni Balestrini userà le nostre trasmissioni per un secondo libro: Liberamilano.

2012 Danilo De Biasio lascia la direzione. La responsabilità editoriale passa a un gruppo composto da Luigi Ambrosio, Gianmarco Bachi, Massimo Bacchetta, Lele Liguori e Marina Petrillo. In vista delle elezioni regionali in Lombardia, Radio Popolare diventa riferimento importante nel dibattito sulle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato presidente: ospita i candidati, li mette a confronto tra loro e con gli ascoltatori. In occasione della Campagna abbonamenti torna nel cortile della radio il Tadini, la “Fiaba per Radio Popolare” che Emilio Tadini aveva dipinto per noi.

2013 S’insedia la nuova direzione, con Marina Petrillo, Lele Liguori e Massimo Bacchetta, che resteranno in carica un anno prima lasciare la direzione. Marina è la prima direttrice di Rp. Nelle elezioni politiche di febbraio il centrosinistra “arriva primo ma non vince” (cit. Bersani): nelle settimane che precedono e seguono il voto, Radio Popolare realizza “Qualcosa di sinistra”, un ciclo di trasmissioni  e incontri dal vivo, nell’auditorium della radio, per scoprire e condividere pensieri e pratiche utili alla sinistra. Per il 40° anniversario del golpe contro Allende in Cile, la radio produce “Ascolta, Cile”, una serie di trasmissioni speciali con collegamenti giornalieri con Santiago, e un racconto teatrale. Alla morte di Nelson Mandela, Radio Popolare onora per giorni con racconti, musica e interviste la memoria di uno degli uomini simbolo delle battaglie di libertà del Novecento. La crisi economica generale si fa sentire e anche Rp accusa il colpo. La voglia di rigenerazione è però nell’aria: la campagna di sostegno “Bella e possibile” si rivela un successo straordinario. La radio viaggia per la Lombardia a incontrare gli ascoltatori, nel suo cortile e auditorium ospita aperitivi, dj set, concerti e proiezioni, i redattori distribuiscono la maglietta di finanziamento della radio. Gli ascoltatori rispondono meravigliosamente.

2014 In occasione del centenario della Grande Guerra, esperimento riuscito di trasmissione di divulgazione storica: “Autista moravo”. L’intero ciclo di trasmissioni viene pubblicato anche su una chiavetta usb.

2015 Doppio cambio ai vertici di Radio Popolare: Catia Giarlanzani prende il posto di Sergio Serafini come amministratrice delegata e Michele Migone diventa direttore. Per il 70° anniversario della Liberazione Radio Popolare fa parlare protagonisti e testimoni, riscopre luoghi ed episodi, ripropone le musiche di allora con la trasmissione Radio Milano Liberata. Tutte le puntate sono riproposte in una chiavetta usb, in accoppiata con il ciclo di trasmissioni di Memos dedicate alla Costituzione. Insieme a Anpi, Arci e Insmli Radio Popolare propone di festeggiare la Liberazione ballando: aderiscono in tantissimi, più di 200 feste, da Buenos Aires a Carloforte.