La storia

 

2000 Esordisce “Sansone”, trasmissione arruffapopoli a caccia di indignazione. A giugno Radio Popolare entra nella sua quinta sede, questa volta di proprietà: i 2000 metri quadri di via Ollearo. Nuove attrezzature (si passa al digitale) e perfino un auditorium da 99 posti. L’impegnativa operazione è finanziata anche attraverso l’acquisto da parte degli ascoltatori di un simbolico mattoncino, che va a comporre un enorme mosaico (posto sulla parete esterna della nuova sede) concepito da Emilio Tadini. A dicembre Radio Popolare convoglia le sue trasmissioni anche su satellite “in chiaro” che diventano ascoltabili in tutta Europa e Nord Africa.

2001 Anno cruciale: G8 e 11 settembre. Durante i giorni di luglio Popolare Network trasmette anche da Genova, riuscendo a raccontare le idee del movimento /altromondialista/ e la violenza della repressione: la descrizione degli inviati ai cortei è per molti manifestanti una bussola preziosa per orientarsi e sfuggire alle aggressioni delle forze di polizia. I giornalisti del Network sono alla Diaz, testimoni del brutale assalto riuscendo a dare subito la misura della gravità dell’accaduto. Tre giorni di radio sintetizzati in un cofanetto di cinque CD prodotto da RP: Genova/luglio 2001. Aumenta ulteriormente il numero dei sostenitori-abbonati di RP, che superano i quindicimila. Varata nel settembre 2000 “Onda anomala” affianca i notiziari e le altre trasmissioni di informazione e si afferma come programma di approfondimento. Radio Popolare riceve due premi: il Mosaico della Solidarietà e la Medaglia d’oro di Benemerenza civica (l’Ambrogino) perché “voce libera e autonoma nel panorama dell’informazione, un luogo aperto al confronto delle idee”. Dedichiamo l’Ambrogino a Driss Moussafir, il cittadino del Marocco morto nell’attentato di via Palestro a cui il Comune non aveva voluto concedere nessun riconoscimento.

2002 Piero Scaramucci lascia la direzione. A Firenze, per il primo Forum Sociale Europeo, concluso da un’enorme manifestazione pacifista, lavora una redazione composta da giornalisti delle radio di Milano, di Firenze, di Bologna, di Carrara, di Taranto e di Venezia, dislocati tra le piazze della citta’, lo studio allestito alla Fortezza da Basso, e la sede di Controradio. Radio Popolare riceve due premi: la targa “Cronista dell’anno” per la diretta dello schianto di un piccolo aereo contro il grattacielo Pirelli; il Senato assegna il Premio Passetti alla copertura degli eventi del G8 di Genova. I Mondiali di calcio vengono raccontati da Nippocampo: radiocronisti diventano gli ascoltatori delle nazioni in campo, ciascuno di loro parlando la propria lingua.

2003 La direzione di Ivan Berni dura da marzo a novembre. Il 15 febbraio, per le più grandi mobilitazioni pacifiste mai viste, Radio Popolare non si limita ad una lunga diretta con collegamenti da tutto il mondo: quindicimila ascoltatori disegnano un gigantesco simbolo della pace all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Dal 19 marzo fino all’ingresso delle truppe statunitensi a Baghdad Radio Popolare è in diretta 24 ore su 24 con notizie, testimonianze, commenti e confronti sulla guerra. A giugno 10.000 persone affluiscono al “Bye Bye Ciro Summer Party”, la prima festa di “Sansone”. Nasce “Esteri”, magazine di notizie dal mondo e il “microfono aperto serale”.

2004 Massimo Rebotti diventa direttore. Dalla Spagna appena colpita dagli attentati, Radio Popolare racconta la mobilitazione della società civile che non crede alle bugie del governo Aznar. Dalla Palestina racconta la scomparsa di un protagonista del XX secolo: Yasser Arafat.

2005 L’Italia si appassiona alle primarie e Popolare Network ha decine di inviati che raccontano questa voglia di partecipazione. Radio Popolare organizza il convegno internazionale “La radio: un mass media democratico”. Nuovo riconoscimento: il Premio Passetti va Jurij Bogogna e Lorenza Ghidini per gli speciali sul 60° anniversario della Liberazione

2006 Il movimento delle donne teme la cancellazione della legge sull’aborto e decide di “uscire dal silenzio”: Radio Popolare permette all’enorme corteo femminista di Milano di dialogare con il contemporaneo presidio di Roma a favore delle unioni di fatto. Per festeggiare il suo trentesimo compleanno Radio Popolare prepara diverse iniziative: un concorso per il logo del trentennale, un ciclo di trasmissioni per riascoltare i momenti più significativi della nostra storia, un’edizione di tre giorni di Extrafesta. Escono due libri su Radio Popolare: “Ma libera veramente” edito da Kowalski e “Vedi alla voce Radio Popolare”, edito da Garzanti. Nel frattempo diventa comproprietaria (al 40%) di Radio BBS, l’emittente che lotta da anni per il suo diritto a trasmettere su Roma.  Crapapelata vince il Premio Città di Sasso Marconi per il “miglior progetto di comunicazione indirizzato agli adolescenti e ai giovani. E-Content Award premia il sito di Radio Popolare.

2007 Massimo Rebotti dopo tre anni di direzione rinuncia ad un secondo mandato. La responsabilità editoriale passa a Michele Migone, Gianmarco Bachi e Danilo De Biasio. Antonella Mascali ottiene il Premio Cronisti Guido Vergani per la sua intervista all’ex boss della n’drangheta Morabito.

2008 Per ricordare il 30° anniversario di Fausto e Jaio Radio Popolare organizza una trasmissione speciale dalla Triennale di Milano, dove è ricostruito lo studio di trasmissione di quegli anni nell’ambito della mostra “annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve”. I pogrom contro i campi rom di Napoli e i divieti assurdi dei sindaci contro i migranti anticipano la svolta a destra che si concretizzerà nelle elezioni politiche. Sfidando i luoghi comuni Radio Popolare chiede agli italiani di andare a vedere la partita Italia-Romania nel campo nomadi di via Triboniano: per molti una giornata indimenticabile. A Radio Popolare va il premio “don Luigi Di Liegro per il giornalismo e la ricerca sociale” perché – è scritto nelle motivazioni – è “un punto di riferimento per tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore i diritti dei lavoratori, degli studenti, ma anche dei migranti, dei detenuti e di ogni categoria di minoranze e di marginali, spesso dando la parola direttamente a costoro, senza mediazioni.”  A Michele Crosti l’Ambrogino d’oro per il suo lavoro di cronista municipale: lo dedica a Enzo Biagi a cui i partiti di destra continuano a rifiutare il riconoscimento. Danilo De Biasio diventa direttore di Radio Popolare.

2009 Radio Popolare trasmette da una tenda degli sfollati per il terremoto dell’Aquila. La trasmissione,Tenda 6, vincerà il premio Sasso Marconi. Gli attacchi del governo sul caso Englaro scatenano i nostri ascoltatori che, quando muore Eluana, scriveranno centinaia di messaggi al padre .