La storia

 

1990“Popolarest” trasmette le voci delle radio dell’Est in italiano: una finestra sui cambiamenti epocali dell’ex impero sovietico . Assemblea permanente radiotelefonica della “Pantera” grazie a “Scuolabrodo”. Nasce Errepi Spa. Il 1° maggio prende il via la campagna di azionariato popolare che ha subito successo: in sei mesi oltre diecimila azioni sono acquistate da ottomila persone. Il coordinamento editoriale è assunto da Danilo De Biasio, Sergio Ferrentino e Marcello Lorrai.

1991 Rp racconta in diretta la guerra del Golfo e diventa punto di riferimento per chi si batte a favore della pace. Una non stop di settecento ore dà voce ad angosce, paure e speranze di migliaia di ascoltatori. Grazie ai redattori di lingua araba si ascoltano le reazioni dal Medio Oriente. Il tentativo di colpo di stato contro Gorbaciov è seguito in diretta attraverso la gente che manifesta a Mosca contro i golpisti. Memorabile la diretta, in collegamento con la radio della “Casa Bianca” di Mosca, dal parlamento russo nella notte dell’assedio. Rp lancia un nuovo sistema di finanziamento: l’abbonamento.

1992 Cinquecento anni dalla conquista delle Americhe: Rp racconta celebrazioni, controcelebrazioni e le culture distrutte dai conquistadores. Nuovo trasloco, in via Stradella 5. In febbraio Piero Scaramucci lascia la Rai e torna a dirigere Rp. Si sviluppano l’azionariato e l’abbonaggio. Si rafforzano i notiziari del mattino. Rp annuncia per prima l’avviso di garanzia a Bettino Craxi mentre l’Ansa tace a lungo e i telegiornali diffondono la notizia solo attribuendone la paternità a Rp. Si struttura il primo nucleo di Popolare Network collegando in diretta per i notiziari Roma, Bologna, Firenze, Verona, Brescia.

1993 Il giorno dell’Epifania mille ascoltatori accorrono in via Stradella per comprare azioni di Rp. In febbraio Rp entra a far parte del gruppo di lavoro di Amarc Europe (emittenti europee dell’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie). Il 27 luglio, 8 minuti dopo lo scoppio della bomba in via Palestro, Radio Popolare inizia una diretta sull’attentato: telefonano i testimoni, poi i cronisti. In settembre prima “dieci giorni” della campagna abbonamenti: sospese quasi tutte le trasmissioni ordinarie, si crea un grande happening radiofonico.

1994 Con uno strappo alla regola di non aderire a iniziative politiche, Rp aderisce alla manifestazione nazionale del 25 aprile. Dall’alba a notte cinquanta cronisti animano una gigantesca diretta che diventa anche una sorta di guida per i trecentomila manifestanti. La trasmissione sarà premiata dall’Unione Nazionale Cronisti. Nanni Balestrini ne farà un libro.  Per le radiocronache dei mondiali di calcio “Bar Sport” richiama centomila presenze al Palatrussardi. In autunno le dirette delle manifestazioni contro il governo Berlusconi sono un evento nazionale realizzato con settanta cronisti di tutto il Network e studio centrale al Circo Massimo.

1995 Gli azionisti sono tredicimila, gli abbonati superano i dodicimila. Si fa sistematicamente musica in diretta: dallo Studio 4 interpreti di classica, gruppi giovanili inediti, cantanti famosi. Da maggio il segnale di RP è irradiato su tutta Europa da satellite. Rassegna stampa e Microfoni aperti sono trasmessi in rete nazionale da varie radio del network grazie a collegamenti con linee Isdn. A ferragosto l’annuale Cortilparty deborda: quattromila persone fanno festa in tutta via Stradella.

1996 Radio Popolare festeggia il proprio ventennale. Fra le altre iniziative speciali, torna per un una tantum d’eccezione Bordertrophy. Al Palatrussardi per gli europei di calcio si rinnova il successo di “Bar Sport”. Nasce il sito internet di Radio Popolare. In settembre Radio Popolare segue con un proprio gommone sul Po la manifestazione leghista di proclamazione della Padania svelandone la modesta entità della reale partecipazione. Radio Popolare ottiene la Medaglia d’oro di riconoscimento della Provincia di Milano perché “ha dato voce a quanti non hanno strumenti per incidere nei meccanismi della comunicazione di massa”.

1997 Nasce “Piovono Pietre” di Alessandro Robecchi, rubrica di commenti critici e satirici sull’attualità che nel 2001 vince il Premio Viareggio per la satira politica. A marzo Radio Popolare promuove una campagna per spegnere le luci delle città in occasione della notte della cometa Hale Bop.

1998 In agosto si tiene a Milano, ospitato da Radio Popolare, il settimo convegno mondiale delle radio comunitarie: è la prima volta che l’organizzazione di un convegno dell’ Amarc è affidata ad un’unica emittente.

1999 In ironica concomitanza con Sanremo, RP risponde all’equazione immigrazione = criminalità organizzando una rassegna della canzone italiana cantata da cittadini immigrati. Per tutti i 77 giorni della guerra contro la Serbia, Radio Popolare apre ogni notiziario scandendo il numero delle ore passate dal primo bombardamento Nato sull’ex Yugoslavia. L’11 agosto, per l’ultima eclisse del millennio, RP racconta l’evento con gli occhi di decine di ascoltatori-corrispondenti, sparsi fra la Cornovaglia e il Golfo del Bengala. Il 25 settembre RP ribatte con un happening notturno alla campagna di manifesti della giunta milanese del Polo che proclama che “Milano fa bene”. Ottomila ascoltatori si radunano in un parco e puntano le loro torce elettriche verso il cielo in modo da comporre la scritta, della lunghezza di un chilometro, “Milano fa male”, che, fotografata da un satellite, viene poi diffusa via internet. Il 12 dicembre, trentesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, RP racconta l’intera giornata con i protagonisti dell’epoca: una ricostruzione storica, sociale, culturale, politica che si guadagna il “Premiolino”. Radio Popolare ottiene anche il premio Art Directors Club Italiano per la miglior campagna pubblicitaria radiofonica.