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Un po' di storia
Nelle due successive edizioni Extrafesta concentra la propria attenzione su uno dei paesi negli ultimi anni musicalmente più creativi del pianeta, il Brasile, e su uno dei suoi centri pulsanti, Bahia: nel '96 col cruciale e spettacolare gruppo Olodum, nel '97 con la prima, travolgente apparizione italiana di Carlinhos Brown, la figura di punta della musica brasiliana più aggiornata e spregiudicata. Nel '98 Extrafesta documenta il fenomeno del jeel, la musica che ha fatto furore negli ultimi anni fra i giovani egiziani e di molti altri paesi arabi, facendo arrivare appositamente dal Cairo con la sua orchestra Hakim, la massima star del genere. Per la quattordicesima edizione, nel '99 è di scena Najat Aatabou, una della figure più popolari della canzone marocchina degli anni novanta, che nel suo repertorio si è battuta con convinzione e fierezza per i diritti della donna araba. Le edizioni del '98 e '99 sono, fra tutte, quelle che registrano la più vistosa presenza di spettatori originari del paese da cui proviene l'artista protagonista. Nel 2000 Extrafesta si sposta al Palalido, per due serate. In programma Amadou et Mariam, al loro debutto italiano dopo alcuni fortunati album, che Extrafesta presenta qualche anno prima che la coppia del Mali sia “scoperta” da Manu Chao, e Tito Paris, uno dei più apprezzati interpreti della canzone capoverdiana. Nel 2001, di nuovo al Palavobis, Extrafesta lancia un nome poco noto persino agli addetti ai lavori, quello di Boni Gnahoré, che arriva appositamente da Abidjan col suo versatile gruppo di strumentisti-percussionisti-vocalist, uno dei più brillanti e professionali del ricco mondo musicale ivoriano. Nel 2002 è poi di scena il rock corrosivo, intriso di umori maghrebini e della sensibilità della seconda generazione immigrata, del francoalgerino Rachid Taha. Nel 2003 Extrafesta propone la formazione che con la sua musica innovativa più di ogni altra ha fatto epoca a cavallo fra anni sessanta e settanta in Africa occidentale, la guineana Bembeya Jazz. Nel 2004 di nuovo una Extrafesta all’insegna dell’Algeria, con il ragga protestatario (che utilizza strumenti tipici delle confraternite gnawa) del gruppo Gnawa Diffusion e la canzone d’autore nella declinazione maghrebina dell’emergente Souad Massi. Nel 2005, poi, il Mediterraneo eclettico del trombettista Roy Paci con i suoi travolgenti Aretuska precede il sodalizio trasatlantico fra il congolese Ray Lema e il brasiliano Chico Cesar.
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