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 - Gli stacchi di Radio Popolare
1. CAETANO VELOSO / GILBERTO GIL - "Abbiao registrato Wait until tomorrow di Jimi Hendrix, che è una musica che ascoltavamospesso ai tempi del Tropicalismo. E la figlia più grande di Gil, che allora aveva 2 anni e adorava questa canzone e ci chiedeva sempre di suonarla - che nel frattempo è cresciuta e ha a sua volta un bambino - canta con noi in questa incisione. In realtà di tutto il disco Tropicalia 2 questa è la parte più di memoria dell'epoca tropicalista". Caetano Veloso, 1993.
2. DON BYRON - "Gli ebrei hanno dato al jazz il lamento. Laddove i neri hanno conferito un pathos estremamente corposo, gli ebrei hanno portato il dramma dell'abbandono, della solitudine. Hanno portato una malinconia drammatica, una capacità di piangere di sconfinata tristezza". Bob Wilber. "Per me Mickey Katz è uno dei più importanti artisti che l'America ha prodotto. La sua visione musicale unica e bizzarra lo accomuna ad una classe speciale di bandleaders come Art Blackey, Raymond Scott, John Kirby, Steve Coleman e Harry Partch". Don Byron, 1993.
3. PIIRPAUKE -"Quella volta che Santa Klaus si spinse fino a Kingston per portare in dono ai figli di un rasta un paio di sci da fondo, i bimbi non capirono; ma educati e rispettosi ringraziarono e contraccambiarono. Regalarono a quel vecchio bizzarro una cassetta di un loro amico che faceva Sound System. Neanche Babbo Natale capì. Ma da cosa.... nacque cosa". Ismael Kaurismakij. 1995.
4. CACHAO - "Il suo nome è Israel Lopez, ma è conosciuto come "Cachao". Cmq il suo vero nome è MUSICA. Qualcuno lo ha definito il Charles Mingus di Cuba. Dimenticate questa definizione : Cachao non ha paragoni". Guillermo Infante, 1995
5. Dr. DIDG - "Il didgeridoo può essere anche fatto solo di un tubo di cartone o di plastica, anche se è meglio il legno. Ma il vero didgeridoo, quello che suonano gli aborigeni australiani, è un tronco di eucalipto scavato all'interno dalle formiche. Vai in un bosco, bussi sul tronco degli alberi, e quando ne trovi uno che suona vuoto, hai trovato il tuo didgeridoo". Graham Wiggins, Dr. Didg, 1995
6. CHARLIE HADEN QUARTET WEST - "Charlie Haden è del Missouri ed ha molto cuore. É raro incontrare qualcuno così giovane che abbia una padronanza tanto completa del contrabbasso moderno: melodicamente e armonicamente indipendente". Ornette Coleman, 1960 "Our Spanish Love Song, ispirata da mia moglie Ruth, è stata composta durante un tour in Spagna". Charlie Haden, 1994
7. GEETA DUTT - "Nell'ultimo decennio, in Italia, la media produttiva è stata di oltre 900 film l'anno. Ci sono 11.000 sale sparse nell'intero paese e gli spettatori non sono meno di 75 milioni alla settimana. É l'industria del cinema "masala", degli "hindi-movies" o "tamil-movies". Tratto dal film "Aar Paar", il brano interpretato da Geeta Dutt, moglie del regista e attore Guru Dutt, è una seducente canzone ricca di influenze che spaziano dal Punjab all'America Latina". Sahib Ince Goolam, 1995
8. LARS HOLLMER - "Che sia chiaro, questa non è, e non è mai stata, musica folk svedese! Dobbiamo andare più a fondo, evitare queste definizioni strategiche. Lars Hollmer non è un musicista strategico. Ascoltate e sentirete inni visionari cantati in chiesa, un lago ghiacciato, una bicicletta rotta, giochi di bambini, innocenza, tristezza; andate più a fondo. Come Astor Piazzolla, Lars Hollmer è un serio compositore che lavora con un linguaggio tradizionale in termini che ha stabilito da sé. La sua musica è ingannevolmente semplice senza essere semplicistica; una musica bambina senza essere infantile; familiare ma mai nostalgica". Fred Frith, 1993
9. DANIELE SEPE - "[Daniele Sepe] si muove con il suo gruppo jazz alla confluenza tra più esperienze tradizioni: quella del jazz più spericolato, quella della canzone napoletana, quella del folklore campano, quello della musica terzo mondiale. Ma di Sepe si ammira, assieme alla capacità di coinvolgere persone e gruppi nella nascita di una "musica comunitaria", anche una forte carica ironica e perfino autoironica. Napoli si rinnova restando il terreno di intrecci culturali necessari, autentici ed autonomi nel variegato confronto con le tendenze più vitali della musica del pianeta". Goffredo Fofi, 1995
10. TRAVADINHA - "Travadinha (Antonio Vicente Lopes) fu uno dei migliori suonatori di rebeca delle isole di Capo Verde. Nato in una famiglia di musicisti - il padre era violinista e i sette fratelli suonavano la chitarra - i giochi di Travadinha furono gli strumenti musucali che trovava in casa e, malgrado il padre gli proibisse di suonarli, a nove anni già animava i balli locali con la sua rebeca". Joao Freire, 1992
11. CHEIKA REMITTI - " 'Cortigiane e cantanti nello stesso tempo' dice Ahmed Ben Naum, 'animiamo le nozze, ma nell' androceo. Una sheika denota un'errore istituzionale. É un'antidonna. Le manca un cognome noto. Non è figlia, ne sorella, ne cugina, ne zia di nessuno. Un nome, un soprannome, un riferimento al suo luogo di lavoro sono sufficenti per identificarle. La loro reale identità corrisponde alla schedatura della buoncostume'. E così sheika Rimitti, la più celebre e dotata di tutte, rivendicata oggi dai giovani cantanti di rai come la loro precorritrice immediata, aveva adottato come soprannome una mera derivazione parodistica del remetez-moi ça o 'versatemene un altro', direttamente ispirato al consumo di alcol". Juan Goytisolo.
12. ANGELIQUE KIDJO - "Ho lasciato il Benin nell'83, ricordo con un po' di imbarazzo quando a scuola in Francia mi prendevano in giro sull'Africa con domande stupide come: ti piace stare sugli alberi con le scimmie? É vero che al tuo paese andate in giro sugli elefanti? E io rispondevo: ma certo, come voi andate in automobile! La gente conosce il nostro continente solo attraverso i nostri villaggi turistici, ma quella non è l'Africa; non sanno niente della nostra arte, né della nostra storia e cultura. Alla base del razzismo c'è sempre l'ignoranza e la pigrizia". Angelique Kidjo, 1994
13. THOMAS BECKMANN -"Charlie Chaplin era l'autore delle melodie di tutti i suoi film, anche quelli muti sonorizzati posteriormente. Egli fischiettava e canticchiava motivi a un musicista professionista che si incaricava di segnare spunti e idee sul pentagramma". Ermanno Comuzio, 1980
14. ROBERT WYATT - "Quando arrivammo a Londra ci telefonò Robert, dicendo: 'Quanto mi piacerebbe conoscervi! Potreste venire a trovarmi?'. Anthony Moore e Peter Blegvad non riuscivano acrederci e io pensavo: 'Caspita, è una tal celebrità!'. Ci incoraggiò molto in quella fase iniziale e così diventammo amici". Dagmar Krause, cantante degli Slapp Happy.
15. TONY COE - "Su questo disco c'è qualcuno con cui ho qualcosa in comune. Tony Coe, un musicista originario di Canterbury. Abbiamo studiato nella stessa scuola, ma lui ne è uscito subito prima che vi entrassi io; negli anni sessanta era un clarinettista di jazz tradizionale. Tony Coe è uno dei più grandi musicisti che ci siano: può suonare assolutamente qualsiasi cosa, senza eccezioni". Robert Wyatt, 1994
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