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Continua la campagna contro l'ingerenza del Vaticano
Uno sketch di un cabarettista equivale, per l’Osservatore Romano ad un atto di terrorismo. La “fotografia” scattata dall’indagine del Parlamento italiano dice che la famiglia tradizionale è sempre meno frequente. Ogni giorno la cronaca ci fornisce uno spunto per dire che l’ingerenza del Vaticano sui diritti civili è intollerabile. C’è un modo per farlo sapere: facile, pacifico, visibile. E’ la campagna “straccio della laicità” lanciato da Controradio di Firenze e che ha attecchito in altre città. La rilanciamo in questi giorni che precedono l’iniziativa più forte dell’ingerenza vaticana: il Family Day. Siamo tutti divorziati, conviventi, gay, siamo credenti e laici. E vogliamo che così sia lo stato. Laico. Contro lo scontro di civiltà. Contro la campagna vaticana martellante. A questo laici e credenti rispondono in maniera pacifica, simpatica e non violenta. Mettiamo uno straccetto colorato alle nostre borse, alle auto, agli scooter, alle finestre, uno straccetto color porpora (non a caso!) per dichiarare pubblicamente la nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana. Nata così, quasi per gioco durante un microfono aperto di Controradio la campagna "uno straccio di laicità" ha subito dilagato: a Bologna con Città del Capo – Radio Metropolitana, poi a Trieste con Radio Fragola e a Venezia con Radio Base. La campagna "uno staccio di laicità" può avvenire fisicamente (mettendo in bella mostra la stoffa colorata) oppure virtualmente rilanciando la proposta sui siti internet, blog e newsletter.
qui trovate il kit per far aderire il proprio sito alla campagna "uno straccio di laicità"
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