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Ma libera veramente
“Sarebbe irriconoscibile e non entusiasmante Radiopop se facesse a meno dello “sfruttamento”delle competenze diffuse tra i suoi ascoltatori per metterle a disposizione di tutti. Non mi riferisco solo alle telefonate “fuori onda” per interpretare una sentenza o una notizia giudiziaria, ma anche a quelle occasioni in cui ti ha dato una pessima notizia prima del giornale radio.
Era il 12 febbraio 1980. Una telefonata dalla radio per chiedere notizie su “un certo magistrato di nome Vittorio Bachelet, ucciso poco fa dalle Brigate Rosse a Roma, nell’atrio di Scienze Politiche”. Dopo l’esclamativo “cazzo!”, rituale d’epoca, sconvolto dalla notizia, faticavo a dire che si trattava del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, un personaggio di grande statura morale (“Riscoprire che il servizio è la gioia” diceva, sintetizzando Tagore e parafrasando Bonhoeffer), politica e giuridica (i valori costituzionali come “vero polo di attrazione”), già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, quella della rottura dell’unità politica dei cattolici e della esclusiva scelta religiosa dell’associazione. Faticavo anche a scacciare il ricordo della passeggiata, nelle feste del Natale precedente, con comuni amici lungo il Decumano di Neapolis.”
Francesco Maisto
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