ABROGO (Rugantino Billi) Abrogo E scrivo giustappunto qualche rigo Per ragguagliare mio cugino Ugo Che è un avido lettore di NO LOGO Su certe cose proprio non transigo E il rottamar della riforma esigo Perchè sono incazzato come un drago Si, abrogo Adesso di protesta son stratego E il verbo della lotta già propago Come fa l'onda mossa in mezzo al lago Credetemi : mi spezzo e non mi piego Dall'insegnante al genitore aggrego Anche il bidello assunto al primo impiego E marcio da Crotone fino a Assago Così che a tarda sera il piede piago E devo far ricorso al callifugo Tenendo le mie fette dentro al frigo Ma abrogo E contro la Gelmini faccio un pogo Le inzacchero il grembiule con il sugo E forse anche la macchina le rigo Non voglio la sua scuola fatta in lego Perchè quì ciò che è unico è il castigo E un grosso vaffanculo non lo nego A chi con l'ipertrofico suo ego E un po' di pedagogico sussiego Ha imposto all'istruzione un aspro giogo. Se arriva il manganello, me ne frego Nello schivare i colpi sono un mago Facinoroso come un ceppo al rogo Non bado alla mia fronte con lo sbrego la mostro e con orgoglio la corrugo Ma non mi chiedo "Perchè cazzo abrogo"