La radio è spesso presente nei romanzi di Philip Roth, e svolge un ruolo cruciale nel suo ultimo Il complotto contro l'America, da poco pubblicato in traduzione italiana.
In un'intervista al quotidiano inglese "Guardian" del settembre 2004, Philip Roth spiegava che, da piccolo, "il grande mondo esterno entrava in casa attraverso la radio e le reazioni di mio padre ad essa".
Lo scrittore americano raccontava lo spunto che aveva dato origine al suo ultimo romanzo, Il complotto contro l'America: "Lessi nell'autobiografia di Arthur Schlesinger che l'ala destra del partito Repubblicano aveva pensato di presentare Charles Lindberg, il celebrato aviatore, antisemita e amico di Hitler, alle elezioni presidenziali del 1940 contro Franklyn Delano Roosevelt". Scrissi in margine alla pagina: "Cosa sarebbe successo se l'avessero fatto?" Poi cominciai a pensare ad altri se. Per esempio: "E se Hitler non avesse perso? Tutto quanto successe quando ero bambino - sono nato nel 1933 - ma conserva per me ancor oggi una freschezza straordinaria".
I se hanno condotto lontano Roth. Fino ad immaginare un'America regno del terrore, dove il nuovo presidente Charles A. Lindberg smette di appoggiare gli inglesi e i francesi contro le potenze dell'Asse, e dietro l'apparente neutralità stringe patti con la Germania nazista. I Roth, famiglia ebraica di Newark, viene travolta dall'antisemitismo montante della nuova America, dove il presidente Lindberg accusa gli ebrei di essere un gruppo di potere che cospira per spingere il paese in una guerra che non la riguarda, e sentenzia: "In posti come New York ci sono troppi ebrei". La famiglia si spezza: l'ambiziosa zia Evelyn sposa un rabbino pro-nazi, il fratello maggiore di Philip scalpita per lasciare Newark e un cugino torna dalla guerra con una gamba in meno. Intanto gli eventi reali (Pearl Harbor, che però Roth posticipa di un anno rispetto alla realtà storica) si succedono ad altri di pura invenzione, come l'arresto dei Roosevelt per tentato colpo di stato. Il tutto ascoltato, raccontato, rivissuto in casa Roth attraverso i suoni di una radio che è a pieno titolo uno dei personaggi della storia, oggetto vivente che àncora la famiglia alla casa, al proprio passato e alle paure del futuro.
In Il complotto contro l'America ritornano le voci della radio di allora: Jack Benny, genio comico, del vaudeville, della commedia, che tra il 1932 e il 1955 condusse il più seguito show radiofonico d'America; o Fred Allen, campione di spirito e inventore di trasmissioni come "Town Hall Tonight" o "The Jell-O Program" che contribuirono a fare della radio un oggetto indispensabile nella vita di ogni americano. La radio ritma i giorni del ragazzo Philip e della sua famiglia: non offre alcuna facile consolazione, ma reca ogni giorno il carico di consuete cattive notizie per gli ebrei. Il discorso di investitura di Lindberg, ascoltato dai Roth alla radio, trascina tutta la famiglia in strada, a discutere con i vicini un futuro che per gli ebrei diventa sempre più incerto.