|
Inchiesta
Indagini sull'ascolto e altre indagini
di Sergio Serafini
Le indagini sull'ascolto delle radio private in Italia hanno circa vent'anni. ISAR,"indagine sull'ascolto radiofonico in Italia" nel 1985 fu la prima a cui nel 1989 succedette l'indagine Audiradio che a tutt'oggi è l'unico rilevamento degli ascolti radiofonici accreditato nel settore.
L'avvento delle indagini determinò un notevole scompiglio nel mondo autoreferenziale della radiofonia, in quanto i dati di ascolto mettevano in discussione le convinzioni che ciascuno si era fatto dell'ampiezza del proprio pubblico. In particolare venivano messi in discussione i criteri attraverso i quali ciascun operatore supponeva la propria audience, cioè i famosi "riscontri" quali le telefonate ricevute, la popolarità delle proprie trasmissioni in certi settori o presso conoscenti, le recensioni e le segnalazioni avute sulla carta stampata, il tassista o il negozio sintonizzati sulla propria radio e via dicendo. A prescindere dal merito sulla loro più o meno elevata attendibilità, le indagini sull'ascolto introducevano un parametro per così dire oggettivo col quale non era possibile non confrontarsi. Radio Popolare partecipò a queste indagini fin dall'inizio e come tante emittenti non fu per nulla soddisfatta dei numeri di ascoltatori che le venivano attribuiti che ovviamente erano giudicati incredibilmente bassi soprattutto poi se paragonati agli ascoltatori attribuiti a quelle radio che allora venivano chiamate "di sottofondo". Secondo la nostra migliore tradizione si pensava che questi risultati derivassero da una sorta di volontà punitiva nei nostri confronti e per questo vennero commissionate delle indagini alternative. In questo modo Radio Popolare entrò nel mondo dei sondaggi e dei rilevamenti nel senso che non veniva messa in discussione la validità dello strumento, che all'epoca in Italia a differenza di oggi non era particolarmente diffuso, ma venivano viste con sospetto le finalità commerciali dell'indagine "ufficiale" ed i promotori della stessa. Come si può ben immaginare l'aspetto conoscitivo dell'audiece radiofonica era ed è finalizzato alla raccolta ed alla distribuzione della pubblicità. Col passare degli anni, tra indagini alternative, polemiche, cambiamenti e coinvolgimento di diversi istituti di ricerca si afferma l'indagine Audiradio che dal 1995 fornisce quattro volte all'anno dati di ascolto della radiofonia sia nazionale che locale, dati confrontabili tra loro in quanto ricavati con la stessa metodologia. Pur non avendo del tutto superato la diffidenza nei confronti del comitato promotore dell'indagine, anche in RP si iniziarono a tenere in considerazione i dati di ascolto che venivano rilevati, in particolare si confrontando gli andamenti e le variazioni che si hanno nel corso del tempo col succedersi delle rilevazioni. La questione degli ascolti per Radio Popolare non è una questione economica, o per meglio dire non è solamente una questione economica. Non vi è dubbio che con un numero di ascoltatori più elevato la vendita della pubblicità diventerebbe più remunerativa, ma è necessario ricordare che l'aspetto principale che caratterizza la nostra impresa non è fare profitti, altrimenti si sarebbero fatte scelte imprenditoriali differenti, bensì fornire una comunicazione ed una informazione qualificata al più largo pubblico possibile. Per anni il nostro ascolto non particolarmente elevato, e comunque molto al di sotto delle nostre aspettative, ha avuto giustificazioni nell'inadeguatezza delle risorse tecniche e nella limitata possibilità di avere personale.
|