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Cinema

Alice nel paese del rifiuto del lavoro

di Barbara Sorrentini - intervista a Guido Chiesa

 

Dopo I cento passi, su Peppino Impastato, dove ha largo spazio la radio animata dal giovane assassinato dalla mafia, e Radiofreccia di Luciano Ligabue, il cinema italiano continua a riscoprire la ruggente stagione delle radio libere.

 

"Se andate a vedere il film di Guido Chiesa che si chiama Lavorare con lentezza non aspettatevi un film storico sul '77 , o sulla radio bolognese a cui Guido Chiesa ha già dedicato un documentario di grande intensità".
Così Franco Berardi Bifo, figura di spicco del '77 bolognese.
Il documentario citato da Bifo si intitolava Alice è in Paradiso. Risale a un paio di anni fa, quando Guido Chiesa si stava documentando per realizzare un film sull'emittente bolognese di fine anni settanta, ma con la quantità di materiale trovato durante la sua ricerca decise di farne prima un documentario.

In effetti "di grande intensità", perché nel suo lavoro di montaggio Chiesa utilizzava immagini d'archivio, alcune inedite, che mostravano le manifestazioni degli studenti, l'irruzione e la chiusura della radio da parte delle forze dell'ordine, i cingolati nel centro di Bologna e l'uccisione di Francesco Lo Russo colpito da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere, mentre il ragazzo manifestava con i compagni. Tra le scene autentiche in bianco e nero di Alice è in Paradiso ci si poteva addentrare all'interno della radio, per poi uscire nelle strade calpestate dagli studenti fuori sede, arrivando fino a quasi trent'anni dopo alle testimonianze di chi quella radio l'aveva fatta, credendo in un'ideale e sacrificando quasi tutto per la causa che, prima di tutto, era politica. Erano altri tempi.
"In realtà Radio Alice è stato uno dei più singolari e originali esperimenti sulla comunicazione che abbiano mai preso piede in Italia.
Priva di una vera e propria redazione e di un palinsesto questa radio aveva fatto della spontaneità e della contaminazione un progetto in cui istanze politiche, artistiche ed esistenziali si fondevano nel comune denominatore dell'universo radiofonico. Brandelli di libri, appelli sindacali, poesie, lezioni di yoga, assoli di sax, dichiarazioni d'amore e ricette, tutto meritava di essere trasmesso".

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