In effetti "di grande intensità", perché nel suo lavoro di montaggio Chiesa utilizzava immagini d'archivio, alcune inedite, che mostravano le manifestazioni degli studenti, l'irruzione e la chiusura della radio da parte delle forze dell'ordine, i cingolati nel centro di Bologna e l'uccisione di Francesco Lo Russo colpito da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere, mentre il ragazzo manifestava con i compagni. Tra le scene autentiche in bianco e nero di Alice è in Paradiso ci si poteva addentrare all'interno della radio, per poi uscire nelle strade calpestate dagli studenti fuori sede, arrivando fino a quasi trent'anni dopo alle testimonianze di chi quella radio l'aveva fatta, credendo in un'ideale e sacrificando quasi tutto per la causa che, prima di tutto, era politica. Erano altri tempi.
"In realtà Radio Alice è stato uno dei più singolari e originali esperimenti sulla comunicazione che abbiano mai preso piede in Italia.
Priva di una vera e propria redazione e di un palinsesto questa radio aveva fatto della spontaneità e della contaminazione un progetto in cui istanze politiche, artistiche ed esistenziali si fondevano nel comune denominatore dell'universo radiofonico. Brandelli di libri, appelli sindacali, poesie, lezioni di yoga, assoli di sax, dichiarazioni d'amore e ricette, tutto meritava di essere trasmesso".