La radio che è al centro del film è ancora viva?
Radio Haiti Inter ha cessato di funzionare nel dicembre 2002, in seguito al tentativo di uccidere la direttrice dell’informazione, Michèle Montas, vedova di Jean Dominique, assassinato nell’aprile 2000 a Port-au-Prince.
Come si presenta attualmente il panorama radiofonico e in generale mediatico di Haiti? Ci sono radio molto potenti, molto ascoltate?
Ad Haiti, quindi in un territorio che ha una superficie di circa 27 mila chilometri quadrati, ci sono oggi circa 200 radio. Fra esse una cinquantina è installata nella capitale, Port-au- Prince. La radio è il media principale in questo paese caraibico di 8 milioni di abitanti. Popolazione a reddito debole e molto poco istruita, gli haitiani si appropriano della radio come di uno dei principali mezzi di comunicazione, informazione e divertimento. Una grossa percentuale delle radio è privata ed è privilegiata l’utilizzazione della banda Fm. Il panorama è inoltre costituito di radio religiose, una quindicina, comunitarie, una trentina, e di una radio di stato. Delle emittenti ripetono Voice of America e Radio France Internationale. Le stazioni più quotate hanno in media una potenza nominale di più o meno 5 kw nella Fm. Le radio di Port-au-Prince raggiungono solo parzialmente l’interno del paese. La programmazione è in generale composta di musica e informazione.
Può tracciare una piccola storia della radio e più in generale dei media indipendenti ad Haiti?
E’ una storia appassionante. Se si considera il percorso della stampa durante gli ultimi trent’anni, si nota che durante l’amministrazione del dittatore, negli anni settanta, nasce una corrente chiamata “stampa indipendente”.
Questa corrente si sviluppa in un contesto di lotta contro la dittatura, costretta a mantenere alcuni spazi di apertura a causa della politica di promozione dei “diritti umani” seguita dal governo americano dell’epoca, quello di Jimmy Carter. Una tendenza di contropotere si sviluppa allora in seno ad una parte della stampa haitiana. Quest’ultima informava sulla realtà sociopolitica e economica del paese, faceva leggere e soprattutto sentire dei settori critici nei confronti della dittatura. L’esperienza dominante del movimento della stampa indipendente è stata quella di Radio Haiti Inter, raccontata nel film The Agronomist. Questa stazione radio ha preso l’iniziativa strategica di introdurre il creolo, sola lingua parlata e capita da tutti gli haitiani, nella sfera dei programmi di informazione.