[razzismo]
una legge crudele e ipocrita
Nel 1986, alla prima edizione di Extrafesta, abbiamo srotolato lo striscione “nel mio paese nessuno è straniero”. Non solo uno slogan ma una dichiarazione d’intenti. Allora si percepiva il fastidio verso i migranti localizzato in alcune precise aree politiche, un atteggiamento quasi bonario rispetto al grado che ha raggiunto in questi mesi: pogrom contro i campi rom e spedizioni punitive contro i negozianti stranieri, fino all’apice raggiunto dal governo che ha introdotto il reato di clandestinità. I lavoratori stranieri devono essere manodopera a basso costo, devono curare i nostri anziani consentendo risparmi al welfare, ma non possono avere diritti, al massimo un po’ di carità. “Io non sono razzista ma qualcosa bisognava fare”, hanno detto alcuni ascoltatori ai nostri “microfoni aperti”. Peccato che quello che il governo ha fatto è sbagliato e pericoloso. Per i migranti clandestini e per la nostra democrazia, in ultima analisi per ciascuno di noi.
Danilo De Biasio
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