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La storia di (e attraverso) Radio Popolare

2005

L’Italia si appassiona alle primarie e Popolare Network ha decine di inviati che raccontano la voglia di partecipazione. L’Italia si appassiona molto meno ai referendum sulla fecondazione assistita e Popolare Network racconta la vittoria dell’astensionismo patrocinato dal Vaticano. Scoppiano le bombe a Londra, il ministro Sarkozy accende le rivolte delle banlieues: eventi diversissimi ma entrambi ci costringono a fare i conti con i modelli multiculturali che collassano. Per la prima volta l’Olly Party si arrende al “grande caldo”: l’appuntamento di Ferragosto è posticipato alla sera e si sposta al fresco dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Radio Popolare organizza il convegno internazionale “La radio: un mass media democratico”. Nuovo riconoscimento: il Premio Passetti va Jurij Bogogna e Lorenza Ghidini per gli speciali sul 60° anniversario della Liberazione

 

2006

Il movimento delle donne teme la cancellazione della legge sull’aborto e decide di “uscire dal silenzio”: Radio Popolare permette all’enorme corteo femminista di Milano di dialogare con il contemporaneo presidio di Roma a favore delle unioni di fatto. Per festeggiare il suo trentesimo compleanno Radio Popolare prepara diverse iniziative: un concorso per il logo del trentennale, un ciclo di trasmissioni per riascoltare i momenti più significativi della nostra storia, un’edizione di tre giorni di Extrafesta. Escono due libri su Radio Popolare: “Ma libera veramente” edito da Garzanti e “Vedi alla voce Radio Popolare”, edito da Garzanti. Nel frattempo diventa comproprietaria (al 40%) di Radio BBS, l’emittente che lotta da anni per il suo diritto a trasmettere su Roma.  Crapapelata vince il Premio Città di sasso Marconi per il “miglior progetto di comunicazione indirizzato agli adolescenti e ai giovani. E-Content Award premia il sito di Radio Popolare.

 

2007

Continuano i festeggiamenti per il compleanno di Radio Popolare. A coronamento della sua consueta attenzione per le condizioni dei carcerati, la radio si conferma partner di Sin Sing Festival, l’iniziativa che porta all’interno delle carceri milanesi musicisti e artisti. La trasmissione Jalla!Jalla! (che si popone di “raccontare mondi sociali diversi e i loro territori. E di ascoltare buona musica”) diventa un appuntamento quotidiano di tutto il network.

Massimo Rebotti dopo tre anni di direzione rinuncia ad un secondo mandato. La responsabilità editoriale passa a Michele Migone, Gianmarco Bachi e Danilo De Biasio. Antonella Mascali ottiene il Premio Cronisti Guido Vergani per la sua intervista all’ex boss della n’drangheta Morabito.

 

2008

Per ricordare il 30° anniversario di Fausto e Jaio Radio Popolare organizza una trasmissione speciale dalla Triennale di Milano, dove è ricostruito lo studio di trasmissione di quegli anni nell’ambito della mostra “annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve”.

I pogrom contro i campi rom di Napoli e i divieti assurdi dei sindaci contro i migranti anticipano la svolta a destra che si concretizzerà nelle elezioni politiche. Sfidando i luoghi comuni Radio Popolare chiede agli italiani di andare a vedere la partita Italia-Romania nel campo nomadi di via Triboniano: per molti una giornata indimenticabile. A Radio Popolare va il premio “don Luigi Di Liegro per il giornalismo e la ricerca sociale” perché – è scritto nelle motivazioni – è “un punto di riferimento per tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore i diritti dei lavoratori, degli studenti, ma anche dei migranti, dei detenuti e di ogni categoria di minoranze e di marginali, spesso dando la parola direttamente a costoro, senza mediazioni.”  A Michele Crosti l’Ambrogino d’oro per il suo lavoro di cronista municipale: lo dedica a Enzo Biagi a cui i partiti di destra continuano a rifiutare il riconoscimento. Grande successo per la serata/tributo a De André: sul palco i protagonisti delle sue canzoni come giudici, carcerati, prostitute. Danilo De Biasio diventa direttore di Radio Popolare.

 

2009

Nell'anno delle trans, delle escort e della separazione di Berlusconi, Radio Popolare preferisce parlare d'altro. Racconta con grande rispetto ma senza fare sconti a nessuno il terremoto dell'Aquila e le sue 

distruzioni: la trasmissione Tenda 6, realizzata da un campo di sfollati, vincerà il premio Sasso Marconi. Gli attacchi del governo sul caso Englaro scatenano i nostri ascoltatori che, quando muore Eluana, scriveranno cantinaia di messaggi al padre .

 

2010

ERREPI SpA e la Cooperativa Radio Popolare decidono di dare una svolta al Network. La situazione politica e sociale, le esigenze di informazione indipendente di alto livello sono le motivazioni alla base di questa scelta. Dopo la positiva esperienza di Radio Popolare Roma si vuole iniziare un percorso per

consolidare il Network ma anche per ampliarlo.

La "banda", trasmissione della coppia Bachi-Pestalozza, si trasferisce - non solo metaforicamente - sul tetto, in solidarietà con le lotte per il lavoro e un futuro migliore. In autunno un sostanzioso cambio di palinsesto: dalle 7.30 alle 9.30 di mattina l'informazione si arricchisce di news, interviste, rubriche e reportage. Dalle 12.40 alle 13.00 l'informazione si "allarga" con speciali ed una rassegna stampa internazionale.

 


Fin dal 1976 Radio Popolare vuol dire informazione libera e comunicazione indipendente, perché autonoma da entità editoriali e politiche. Radio Popolare è controllata dalla Cooperativa dei lavoratori e dei collaboratori, nonché da un diffuso azionariato popolare: sono le componenti principali di Errepi S.p.A. la società per azioni che edita dal 1990 Radio Popolare. Dal 1992 è collegata in network con altre radio italiane e dal 2001 il segnale di Radio Popolare si può ascoltare in tutta Europa e parte dell’Africa e del Medio Oriente attraverso il satellite.