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“La terra brucia”. Michael Mann alla Festa

lunedì 11 giugno 2018 ore 17:33

A “All you need is pop” 2018 vi proponiamo un ospite che non si incontra tutti i giorni: il climatologo staunitense Michael E. Mann, Direttore dell’Earth System Science Center presso la Pennsylvania State University. Mann, autore di “La terra brucia” (ed. Hoepli) spiegherà quanto ci può costare negare il cambiamento climatico, dialogando con Damiano Di Simine (Direttore Scientifico di Legambiente Lombardia), Stefano Caserini (docente di Mitigazione del Cambiamento Climatico al Politecnico di Milano) e Sylvie Coyaud (giornalista, Radio Popolare).

Vi aspettiamo sabato 16/6 alle 17,30 presso il Bar Lume.

Chi è Michael Mann:

Nel 1998 Michael Mann era uno scienziato di 33 anni che desiderava studiare e capire le variazioni climatiche. Con alcuni colleghi raccolse i dati sulle temperature di migliaia di anni, studiò i coralli, gli anelli degli alberi e i ghiacci polari. Alla fine della ricerca i dati furono raccolti in un grafico, poi pubblicato su Nature, che lasciò sbigottiti gli stessi scienziati: fino al 1850 la curva relativa alle variazioni della temperatura terrestre era praticamente piatta ma poi si impennava rapidamente, proprio in corrispondenza dell’industrializzazione della società, quando l’uomo ha iniziato a bruciare carbone, gas e petrolio in sempre più grandi quantità.

hockey stick

A Mann e ai suoi colleghi la curva del grafico dava l’idea di una mazza da hockey. E, per loro, la “mazza da hockey” (hockey stick) è la dimostrazione scientifica della responsabilità umana nella determinazione del cambiamento climatico.

Nello stesso 1998 dunque la rivista Nature pubblicò il grafico in un articolo che passerà alla storia della climatologia mondiale. Quel lavoro, firmato da Michael Mann e Raymond Bradley del Dipartimento di Geoscienze dell’Università del Massachusetts e da Malcolm Hughes del Tree Ring Research Laborastory, dell’Università dell’Arizona, diventerà infatti la prova più citata a sostegno della tesi sul contributo delle attività antropiche al riscaldamento globale. Nel 2001 il grafico venne poi incluso nel terzo Assessment Report dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici (IPCC), che rappresenterà poi le basi del famoso protocollo di Kyoto.

Le teorie scientifiche e le pubblicazioni di Michael Mann sono state oggetto di attacchi di ogni sorta, nel campo scientifico e al di fuori di esso: minacciato di morte, messo in lista come “ebreo” da alcuni siti neonazisti, oggetto di odio, offese, vignette e film satirici propagandistici, la sua posta elettronica privata è stata rubata e resa pubblica e lui trattato come un criminale. Nonostante tutto ciò la sua teoria della “mazza da hockey” resiste e lui continua a lavorare: oggi è Direttore dell’Earth System Science Center presso la Pennsylvania State University. Più impegnato che mai a dare battaglia contro il nuovo campione del negazionismo a stelle e strisce: il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Ha scritto Michael Mann:

«Qual è il ruolo appropriato per gli scienziati nelle discussioni pubbliche a proposito di cambiamenti climatici? Devono restare rinchiusi nei laboratori con le teste sprofondate nei loro laptops? Oppure devono impegnarsi in sforzi vigorosi per comunicare le loro scoperte e parlare delle conseguenze?

Un tempo avrei sostenuto il primo punto di vista… non desideravo nulla di più che essere lasciato solo ad analizzare i dati, costruire modelli teorici e fare scienza guidato dalla curiosità. Pensavo toccasse ad altri pubblicizzare le implicazioni delle ricerche. Prendere anche lontanamente posizione sulle politiche riguardanti il cambiamento climatico mi appariva come anatema.

Tutto ciò che ho sperimentato negli anni, mi ha convinto che quel punto di vista era sbagliato. Sono diventato involontariamente un personaggio pubblico quando il nostro lavoro finì sotto i riflettori dei media alla fine degli anni ’90. Posso continuare a convivere con gli assalti cinici contro la mia integrità e la mia persona portati avanti dalla macchina del negazionismo finanziato dalle multinazionali. Quello con cui non posso convivere è il rimanere in silenzio, mentre gli esseri umani, confusi e ingannati dalla propaganda dell’industria petrolifera, vengono condotti senza saperlo lungo un cammino tragico che condannerà le future generazioni. Come spiegheremo ai nostri nipoti che abbiamo visto approssimarsi la minaccia, ma non abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per assicurarci che l’umanità prendesse le giuste contromisure?»

(Michael E. Mann, The Hockey Stick and the climate wars, Columbia University Press 2012)

Ha scritto di lui l’Independent, il 1 febbraio 2017

World-leading climate change scientist calls for ‘rebellion’ against Donald Trump.

Professor Michael Mann says the US is ‘firmly back in the madhouse’ as new president launches ‘dizzying, ongoing assault on science’.

One of the world’s leading climatologists is calling for a “rebellion” by scientists against Donald Trump.

Professor Michael Mann, whose work was key in demonstrating that global temperatures had risen dramatically because of human activity, said academics and researchers were usually reluctant to take to the streets in protests.

But Mr Trump’s “assault on science” meant the US was “firmly back in the madhouse” of climate science denial, he said, and required a response from the community.

The new US President dismissed climate change as a Chinese hoax before the US election and since then has appointed a string of people with links to the fossil fuel industry and a track record of global warming scepticism to senior positions in his administration.

And, as Professor Mann, of Pennsylvania State University, wrote in an article for “The Hill” website, Mr Trump has also “barred the Environmental Protection Agency from publishing studies or data prior to review by political appointees and has told them to remove mention of climate change from their website”.

“The White House’s own climate webpage has been disappeared for good measure,” he added.

“It is difficult to keep up with this dizzying ongoing assault on science.”

Following the anti-Trump Women’s Marches around the world, there are now plans for a March for Science in Washington and other places next month.

“We scientists are, in general, a reticent lot who would much rather spend our time in the lab, out in the field, teaching and doing research,” Professor Mann wrote.

“It is only the most unusual of circumstances that gets us marching in the streets.

“Trump’s assault on science is just such a circumstance. And we are seeing a rebellion continue to mount.”

Professor Mann recently published a book called The Madhouse Effect: How Climate Change Denial Is Threatening Our Planet, Destroying Our Politics, and Driving Us Crazy.

He said at the time he was criticised by other “well-meaning fellow climate scientists” for dignifying denial by writing about it.

But he said the book “couldn’t seem any more prophetic” following Mr Trump’s election.

The Madhouse Effect è stato pubblicato in Italia da Hoepli nel 2016 con il titolo: “La terra brucia. Perchè negare il cambiamento climatico minaccia il nostro pianeta”.

 

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