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Parla Vincenzo Visco

“Trattare con la BCE? Dilettanti allo sbaraglio”

mercoledì 16 maggio 2018 ore 11:28

L’Huffington Post ha pubblicato in esclusiva le 39 pagine che compongono una bozza del “Contratto per il Governo del Cambiamento” a cui il leader della Lega e quello del Movimento 5 Stelle stanno lavorando ormai da giorni, a più di 70 giorni dalle elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

Tra i punti che hanno più sorpreso i cittadini italiani e gli esperti di economia e finanza c’è la proposta di Di Maio e Salvini di proporre alla Banca Centrale Europea di ridurre il debito italiano cancellando 250 miliardi di titoli di stato.

Massimo Bacchetta ha intervistato oggi Vincenzo Visco, Ministro delle Finanze e dell’Economia dal 1996 al 2000 durante il primo governo di Romano Prodi e durante i due governi di Massimo D’Alema, ma anche Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica dal 2000 al 2001 sotto il secondo governo Amato e vice ministro dell’Economia, con delega alle Finanze, durante il secondo governo Prodi dal 2006 al 2008.

Io l’avevo contattata per parlare di questa stagione del centrosinistra e invece stamattina ci troviamo in mano il super condono che il governo italiano starebbe, sempre che nasca un governo, pensando di andare a contrattare con la Banca Centrale Europea quei 250 miliardi. Lei che salto sulla sedia ha fatto quando ha visto questa ipotesi? Poi loro hanno detto che quella bozza è già superata, già vecchia.

Son cose diverse, quella sulla BCE bisogna capire bene cosa vuol dire. Lì io sarei molto più cauto, è evidente che questi 5Stelle e Lega non si rendono conto bene di quello che propongono e quello che fanno. L’idea che la Banca Centrale possa fare delle operazioni sul debito non è stravagante, bisogna soltanto che siano d’accordo tutti gli azionisti della BCE. Quella ad occhio e croce sarebbe una ristrutturazione dei debiti, nella storia dell’Economia è stata fatta decine e decine di volte, il problema è che in Europa col rigorismo tedesco e il fatto che poi questo in qualche modo darebbe un beneficio ai Paesi più indebitati, pur non essendo costosa per quelli virtuosi, questo creerebbe una forte spinta negativa: uno degli obiettivi principali dei Paesi rigoristi e rigorosi è quello di punire l’Italia che da sempre è inaffidabile, oscillante e non riesce a fare riforme o a far partire la crescita e ridurre il debito pubblico. Quindi se ci possono fare del male, ce lo fanno. Questo è il punto che non hanno capito i vari governi e che ha costretto molti nostri governanti a diventare poi succubi in Europa, cioè quello che dice l’Europa non si tocca e diventa una mitologia. Il vero problema è tenere una linea equilibrata per cui si rispettano i patti, perchè così fa un Paese serio, ma si discute e si fanno proposte alternative, si contesta. Questa proposta di Lega e M5S assomiglia abbastanza, mi pare di intuire, a una proposta che hanno fatto alcuni economisti italiani un paio di settimane fa. Non mi scandalizza in sé, quello che mi sorprende è l’ingenuità e la disponibilità ad esporsi senza rendersi conto di tutte le implicazioni. La proposta in sé non sta all’Italia farla, questo è il punto, però non è che non si è mai vista nella storia del capitalismo.

Il solo fatto che in una bozza che viene fatta circolare, e che poi i diretti interessati dichiarano già superata nei fatti. Anche il fatto che venga riportato un riferimento all’Euro e all’ipotesi di avviare procedure per l’uscita…

Questo è demenziale. Significa esporsi alla speculazione immediata. L’Italia non solo rischia di dover uscire perchè debole, ma vuole anche uscire e progetta di farlo, quindi diamole addosso subito. Se devono mettere tutto per iscritto, questa è una di quelle cose che andrebbe messo in un addendum segreto, non pubblico.

Ma lei che è stato Ministro, quando vede una cosa del genere pensa più a una follia o al fatto che qualcuno abbia voluto fare quasi una trappola a Salvini e Di Maio?

Se c’è una trappola se la sono scavata da soli. Secondo me lì dietro c’è un’insofferenza nei confronti di tante cose che ci vengono imposte e che non vengono ritenute giuste. Questa in parte è giustificata, perchè la linea politica imposta dalla Germania a tutta l’Eurozona è assurda e anche i francesi non sono per nulla soddisfatti. Però il vero problema è che non hanno capito come funzionano le istituzioni europee e nazionali. Il rapporto che loro hanno avuto con Mattarella sui ministri dimostra che non conosco appunto i poteri attribuiti dalla Costituzione al Presidente della Repubblica, così come questa proposta estemporanea su quello che dovrebbe fare la BCE in Europa significa che non sanno come funziona l’indipendenza della Banca Centrale Europea e i rapporti tra questa e i Governi e gli Stati. A me sembrano un po’ dilettanti allo sbaraglio da questo punto di vista.

Vincenzo Visco

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Aggiornato giovedì 17 maggio 2018 ore 18:57
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