tentata strage razzista

I frutti dell’odio della campagna elettorale

sabato 03 febbraio 2018 ore 15:07

Chi incita all’odio verso gli stranieri, chi instilla paure nei cittadini parlando di razza bianca da difendere, chi diffonde idee paranoiche come il rischio di “sostituzione etnica” degli italiani per via dell’immigrazione, ha la responsabilità politica della tentata strage razzista di Macerata.

Appena si è saputo quale fosse il curriculum politico di Luca Traini, il 28enne fascista che si era candidato con la Lega e che ha cercato di fare una strage di neri a Macerata, Salvini ha tentato di scaricare la colpa sulle vittime:

“non vedo l’ora di andare al governo per riportare sicurezza in tutta Italia. Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle. Un’immigrazione incontrollata e finanziata porta allo scontro“.

Salvini, senza vergogna, ha rincarato: “responsabilità morale di chi ha riempito l’Italia di clandestini trasformandola in un enorme campo profughi”.

E c’è chi si spinge oltre. Forza Nuova difende lo sparatore: “noi ci schieriamo con Luca Traini”

L’autore della tentata strage razzista è stato fermato di fronte al Monumento ai Caduti mentre faceva il saluto fascista, un tricolore sulle spalle, dopo che aveva percorso le vie di Macerata a bordo di un’automobile sparando ai neri che incontrava sulla sua strada.

Nella città marchigiana, tre giorni prima, una giovane di 18 anni era stata trovata morta, il corpo fatto a pezzi, infilato dentro a due valigie. Per l’omicidio è accusato un ragazzo di origine nigeriana.

Matteo Salvini aveva tuonato: “E’ un’altra morte di Stato”. 

“Immigrato nigeriano, permesso di soggiorno scaduto, spacciatore di droga” aveva scritto Salvini “è questa la ‘risorsa’ fermata per l’omicidio di una povera ragazza di 18 anni, tagliata a pezzi e abbandonata per strada. Cosa ci faceva ancora in Italia questo verme? Non scappava la guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia. La sinistra ha le mani sporche di sangue. Altra morte di Stato. Espulsioni, espulsioni, controlli e ancora espulsioni! La Boldrini mi accuserà di razzismo? La razzista (con gli italiani) è lei“.

Parole violente verso gli immigrati, la sinistra, la presidente della Camera.

Poche ore dopo, un giovane fascista che ha militato nella Lega deve aver considerato quelle parole come una legittimazione ad agire.

Si è armato e ha sparato ai neri.

Parlare alla pancia, si dice. E’ la formula, ipocrita e consolatoria, con cui vengono definite le campagne politiche di odio e di paura.  A Macerata si è visto quali conseguenze possano determinare.

Solo per caso non è stata una carneficina. Ma il fatto che le persone colpite siano state ferite e non uccise non diminuisce di un grammo la portata di quanto accaduto.

Ora deve essere chiaro a chiunque che l’odio e il razzismo debbano essere respinti con la massima determinazione e che i politici che ne fanno strumenti di consenso debbano essere considerati al di fuori del contesto democratico

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Aggiornato giovedì 08 febbraio 2018 ore 15:51
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