fascismi

La (irresistibile?) avanzata dell’estrema destra

giovedì 16 novembre 2017 ore 12:59

A Ostia, Casapound distribuisce per strada pacchi di pasta e altri generi alimentari.

A Firenze una lista di estrema destra vince le elezioni studentesche con numeri impressionanti: 18mila voti -e una pagina Facebook seguita da oltre 42mila persone.

Intanto Salvini si rifiuta di condannare il calciatore che ha fatto il saluto fascista a Marzabotto esibendo la bandiera della Repubblica Sociale: “fa molti più danni la legge Fornero che un saluto al Duce“.

Destra fascista e destra istituzionale sono sempre più vicine. Quando una deputata del Pd ha annunciato una interrogazione parlamentare contro Casapound che distribuisce la pasta è stata pesantemente insultata da un deputato di Fratelli d’Italia.

La strategia dell’estrema destra paga. Una retorica dell’aiuto agli italiani in difficoltà economica che si concretizza in gesti come la distribuzione di generi alimentari, l’assunzione di alcune parole d’ordine della sinistra -gli studenti della destra fiorentina chiedevano fondi per l’edilizia scolastica e per i trasporti, e si battevano contro la “Buona Scuola” del Governo Renzi- l’individuazione di un comodo capro espiatorio negli stranieri, una critica alle politiche di rigore finanziario che, come nel caso degli slogan studenteschi, dovrebbe essere patrimonio delle forze di sinistra.

La destra radicale rischia di diventare egemone nel rappresentare le istanze popolari.

Casapound potrebbe entrare in Parlamento e il centrodestra potrebbe vincere le prossime elezioni politiche. Gli italiani sono stanchi, il primo partito è quello dell’astensione e il non voto riguarda soprattutto la sinistra, dopo una breve stagione, seguita agli scandali berlusconiani e alla sua caduta nel 2011, in cui aveva riguardato la destra.

La destra si afferma ovunque nel Paese, anche nelle regioni un tempo feudo indiscusso della sinistra. Il caso fiorentino lo dimostra.

Antonio Floridia dirige l’Osservatorio elettorale della Regione Toscana:

Capisco che fuori dalla Toscana si continui a guardare a questa regione come a un feudo rosso -dice a Radio Popolare- ma i segnali che non sia più così sono evidenti da molto tempo. Basti un dato: tra il 2015 e il 2017 ci sono state elezioni comunali in 15 comuni sopra i 15mila abitanti. Prima del voto c’erano 14 amministrazioni di centrosinistra. Dopo le elezioni ne sono rimaste 5. Si potrebbe discutere a lungo sul perché e sul come si sia lentamente ma inesorabilmente erosa la definizione, il colore e il senso di appartenenza politico ideologica di questa Regione”.

Altra cosa, però, è l’affermarsi dell’estrema destra

“Altro tema distinto è perché il vuoto di ideologia venga coperto dall’estrema destra la cui espansione tra le nuove generazioni è un fenomeno generalizzato, non specifico di questa Regione” argomenta Floridia. “Si è teorizzato per anni che non ci fossero più le ideologie e oggi si scopre ce n’è una che copre il vuoto”.

C’è anche vuoto di organizzazione, una mancanza di presenza concreta sui territori?

“Certo, il successo delle organizzazioni giovanili di estrema destra nasce perché offrono ai giovani una prospettiva concreta di militanza politica, di impegno, di discussione politico culturale, di partecipazione. A sinistra c’è un vuoto, manca completamente l’organizzazione; gli stessi collettivi di estrema sinistra hanno un atteggiamento chiuso, incapace di allargare, di creare consenso. Ma il vuoto in politica non esiste e viene colmato da altri”.

Aggiornato mercoledì 22 novembre 2017 ore 18:17
TAG