Miranda/Funai/Survival
amazzonia

Denunciato un nuovo massacro di indios

mercoledì 13 settembre 2017 ore 12:00

Un nuovo massacro di indigeni, delle tribù incontattate, quelle che hanno deciso di non avere rapporti con il mondo esterno, sarebbe stato commesso da alcuni cercatori d’oro in Amazzonia.

I magistrati brasiliani hanno aperto un’inchiesta dopo che il Funai – l’agenzia per gli affari indigeni del Brasile – ha denunciato l’uccisione di “più di dieci” membri della tribù. Il Funai ha confermato alcuni dettagli dell’attacco a Survival International. Si ipotizza che tra le vittime ci fossero anche donne e bambini.

La strage sarebbe stata commessa da alcuni cercatori d’oro. Due di loro sono stati arrestati. Gli omicidi sarebbero avvenuti il mese scorso nel Brasile occidentale, ma la notizia è emersa soltanto dopo che i cercatori d’oro hanno iniziato a vantarsi degli assassinii. Per Leila Silvia Burger Sotto-Maior, coordinatore Funai, questi uomini sostenevano “di aver tagliato i loro corpi e averli gettati in acqua. Dicevano che dovevano ucciderli o sarebbero stati uccisi”.

Se i fatti saranno confermati, si tratterebbe dell’ennesimo massacro di indigeni. Nel mondo sono oltre cento le tribù incontattate. Sono i popoli più vulnerabili del pianeta. Molti di essi vivono in fuga costante, per sfuggire all’invasione delle loro terre da parte di coloni, taglialegna, esploratori petroliferi e allevatori di bestiame. Oggi la maggior parte dei popoli incontattati vive in Brasile, e si stima che 80 di questi gruppi vivano in Amazzonia.

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Margherita Scazza è la responsabile comunicazione di Survival International Italia.

I magistrati stanno indagando, dopo le denunce della strage di più di dieci indios di una tribù incontattata. Ci può ricostruire i fatti, secondo le vostre informazioni?

“Le denunce riguardavano il massacro di ‘più di dieci’ membri di una tribù incontattata, commesso da alcuni cercatori d’oro, nella valle di Javari, nello stato di Amazonas, nel Brasile occidentale. Sembra che tra le vittime vi fossero anche donne e bambini. Per il momento sappiamo che due cercatori d’oro sono stati arrestati. Gli omicidi sarebbero avvenuti lungo il Fiume Jandiatuba nella foresta amazzonica”.

Che conferme ci sono di questa strage?

“Il massacro non è ancora stato confermato. Gli agenti del Funai ci hanno confermato alcuni dettagli dell’attacco. L’ufficio del pubblico ministero e la polizia federale hanno aperto un’indagine”.

Chi sarebbero, secondo voi, e per le informazioni che avete, gli assassini?

“Si sospetta che gli assassini siano dei cercatori d’oro (garimpeiros), ma aspettiamo l’esito delle indagini per averne conferma. Due cercatori d’oro sono stati arrestati e portati a Tabatinga per essere interrogati, ma non hanno confermato le morti, né sono state trovate prove del massacro”.

È vero che gli assassini, ricercatori d’oro, si sarebbero vantati di questi omicidi degli indios?

“Sì, così è stato riportato dal Funai. La denuncia è arrivata infatti dopo che alcuni garimpeiros sono stati visti nel comune di São Paulo di Olivença, nell’ovest dello stato di Amazonas, mentre parlavano dell’attacco. Gli agenti del Funai hanno condotto un’indagine preliminare e hanno ritenuto necessario presentare la denuncia”.

Se queste denunce sugli omicidi saranno confermate, quali responsabilità avrebbe il presidente Temer e il suo governo?

“Il governo Temer avrebbe un’enorme responsabilità. Considerata la popolazione spesso esigua delle tribù incontattate che vivono nell’Amazzonia, è probabile che questo episodio abbia causato l’annientamento di una percentuale significativa della tribù (si stima un quinto circa)”.

Con quali conseguenze?

“Si tratterebbe quindi di un nuovo gravissimo attacco genocida, derivante dalla mancata protezione delle tribù incontattate da parte del governo brasiliano – protezione che è garantita dalla Costituzione. Il governo di Temer ha ridotto drasticamente i finanziamenti al Funai. Ad aprile di quest’anno 5 delle 19 squadre incaricate di monitorare e proteggere i territori delle tribù incontattate sono state smantellate, altre ridimensionate. Tutto ciò ha lasciato alcuni dei popoli più vulnerabili del pianeta alle mercé di taglialegna e cercatori d’oro armati o altri accaparratori di terra”.

Che compito ha il Funai?

“Il Funai esiste per proteggere i popoli indigeni. ‘Se il presidente Temer taglierà i finanziamenti al Funai, ci ucciderà’, aveva dichiarato a Survival, nel dicembre dell’anno scorso, il leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa”.

Quali legami ha il Governo Temer con i gruppi agro-alimentari e quelli anti-indigeni?

“I grandi allevatori e agricoltori che operano nei territori indigeni hanno spesso legami forti con i politici. In alcuni casi, sono essi stessi dei politici. Sono chiamati ‘bancada ruralista’, e costituiscono una lobby di agricoltori e allevatori molto potente nel Congresso brasiliano. Questi imprenditori considerano i popoli indigeni come un ostacolo al “progresso” e al “profitto”, e di frequente assoldano dei sicari per attaccare le comunità e tenerle fuori dalle loro terre”.

Qual è il rapporto del Governo con la lobby agro-alimentare?

“Il governo di Temer ha più volte dimostrato di voler assecondare gli interessi della potente lobby agroalimentare del paese, anche in funzione del recente voto al Congresso volto ad approvare le accuse di corruzione rivolte contro il presidente”.

Recentemente un giudice di Brasilia ha sospeso il decreto del presidente Michel Temer, che prevedeva l’abolizione della riserva naturale di Renca, nella foresta amazzonica. Che speranze ci sono ora che la decisione del Governo venga bloccata definitivamente?

“L’amministrazione Temer sta tentando di spingere leggi ed emendamenti costituzionali potenzialmente disastrosi per l’ambiente e i popoli indigeni che dipendono dai loro territori per la sopravvivenza. Questa spinta catastrofica è alimentata dai politici della ‘bancada ruralista’ presenti al Congresso che, nel nome del profitto, desiderano solo invadere e saccheggiare gli ultimo angoli di foresta rimasti intatti. In questo contesto, è probabile che assisteremo a nuovi e ulteriori tentativi di aprire la Renca e altre riserve, ed è più importante che mai che le persone di tutto il mondo si uniscano ai popoli indigeni e a tutti coloro che si stanno opponendo a queste misure”.

Survival international ha denunciato un altro possibile massacro di indios, sul quale si sta indagando, che sarebbe avvenuto nel dicembre del 2016, producendo la foto qui sotto, con la seguente didascalia:Prove dell’attacco? Queste case comunitarie degli Indiani incontattati bruciate e avvistate nel dicembre del 2016, potrebbero essere segno di un altro massacro avvenuto nella Frontiera Incontattata”.

indios capanne bruciate

Aggiornato giovedì 21 settembre 2017 ore 16:02
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