escluse straniere e gay

Apartheid a Pontida

mercoledì 13 settembre 2017 ore 18:34

A Pontida, in provincia di Bergamo, l’amministrazione leghista ha deciso di riservare alcuni parcheggi alle donne in gravidanza. Non è una novità, succede in diversi posti. A Pontida, la patria dei raduni leghisti, ci hanno però messo del loro: parcheggi riservati a donne italiane (o al limite europee) ed eterosessuali. Vietati a lesbiche ed extracomunitarie. La traduzione, rude e diretta, è arrivata in consiglio comunale proprio dall’assessore che ha pensato a quella delibera. Ci racconta come è andata Gionata Ghilardi, capogruppo dell’opposizione di Viviamo Pontida.

“La giunta ci ha presi assolutamente alla sprovvista. Noi addirittura pensavamo fosse una bella iniziativa, un’attenzione particolare dedicata alle donne in gravidanza, in modo che potessero parcheggiare nei posti più vicini ai punti più strategici del paese. Poi, spulciando il regolamento, abbiamo trovato la sorpresa in quei quattro commi famigerati dell’articolo 4. Alla mia richiesta di delucidazioni, l’assessore Emi Mazzoleni candidamente mi risponde: ‘Se due lesbiche vivono qui e una rimane incinta, non avrà il permesso di usufruire dei parcheggi riservati perché non fa parte di una famiglia naturale'”.

Che cosa potete fare e quali sono le strade?

“Noi possiamo fare molto poco. Quello che possiamo fare è scrivere ancora una mozione per il prossimo consiglio comunale, oppure interpellare il prefetto. Ma come minoranza abbiamo ben pochi strumenti in mano per abolire una delibera di consiglio che è stata votata da tutta la maggioranza”.

A Pontida questo provvedimento sta facendo discutere?

“Non penso che ci sia un gran dibattito. Il consiglio va sempre deserto. Tra di noi dell’opposizione ne parliamo ma la stragrande maggioranza dei cittadini secondo me non sa assolutamente nulla di questa cosa abominevole”.

Aggiornato lunedì 18 settembre 2017 ore 17:32
TAG