ipotesi dolo

Bruzzano, l’ incendio appiccato in più punti

mercoledì 26 luglio 2017 ore 07:00

È quasi certamente doloso l’incendio del deposito di rifiuti Econova di via Senigallia a Milano, zona Bruzzano. Lo pensano gli assessori all’ambiente della Regione Lombardia e del Comune di Milano, Claudia Terzi e Marco Granelli. I due assessori ai microfoni di Radio Popolare aggiungono un elemento: l’incendio sarebbe partito da diversi punti dell’azienda. I vigili del fuoco sono intervenuti in circa quindici minuti dalla prima chiamata e arrivati sul posto hanno trovato un incendio già di vaste dimensioni. Nel 2013 nello stesso impianto c’era già stato un incendio ma le fiamme si erano fermate ai materiali inerti. Lunedì sera le fiamme hanno avvolto completamente la struttura in pochi minuti.

“Mi hanno riferito che l’incendio non si è sviluppato in un solo punto – ci ha detto Claudia Terzi, assessora all’ambiente di Regione Lombardia – Sono notizie da confermare ma che si susseguono mano a mano che passano le ore”. Ascolta

TERZI INCENDIO MILANO

Stessa ipotesi per  l’assessore del Comune di Milano Marco Granelli: “I vigili del fuoco hanno parlato di un incendio molto aggressivo ed era esteso a tutto il magazzino. Confermo quanto detto da Terzi, a cosa sia dovuto lo diranno le indagini”. Ascolta

GRANELLI INCENDIO MILANO

La Econova è classificata come azienda a medio rischio, può stoccare rifuti speciali non pericolosi, come gli ingombranti, materassi, mobili. Risulta iscritta alla white list antimafia della Prefettura di Milano dal 27 maggio 2015.

L’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, esclude lo sprigionamento nell’aria di sostanze pericolose come ammoniaca, idrocarburi, solventi, anidride carbonica e acido solfidrico. Il deposito conteneva molta plastica, i primi risultati sulla concentrazione di diossina nell’aria si avranno venerdì. L’Arpa non ha diffuso alcun allarme sanitario.

L’impianto era stato autorizzato dalla Regione Lombardia nel 2001, dal 2006 la competenza è passata alla Provincia di Milano e ora alla Città Metropolitana. Sulle autorizzazioni c’è stata una polemica tra Comune e Regione, il comune sostiene di aver espresso un parere negativo sulla localizzazione dell’impianto.

 

 

 

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