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Manchester, la strage e le elezioni in Gb

mercoledì 24 maggio 2017 ore 13:53

La strage di Manchester e il voto in Gran Bretagna. L’attentato, con i suoi 22 morti alla Manchester Arena, è stato compiuto nel pieno della campagna elettorale, a sole due settimane dal voto del prossimo 8 giugno.

Quanto peserà sulla partecipazione e sull’esito delle elezioni britanniche?

Quello dell’8 giugno sarà il primo voto dopo la Brexit. E’ passato quasi un anno dal referendum vinto da chi voleva l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Fino a lunedì sera la prima ministra Theresa May sembrava avviata ad una pressochè scontata vittoria sui laburisti di Jeremy Corbyn.

Sarà ancora così dopo la strage di Manchester? Memos ha ospitato oggi David Ellwood, storico della Johns Hopkins University di Bologna, e Andrea Mammone che insegna storia dell’Europa alla Royal Holloway University di Londra.

«Secondo me – racconta Ellwood – l’attentato di Manchester non incide in alcun modo sulla campagna elettorale e sul voto. Anzi, i britannici in queste circostanze – forti dell’esperienza degli anni degli attentati dell’Ira – ostentano il loro rifiuto di farsi influenzare».

«Nemmeno io – sostiene Andrea Mammone – penso che la strage di Manchester possa influire sulle elezioni e sul risultato già di per sé scontato», dice Mammone facendo riferimento al vantaggio di Theresa May nei sondaggi.

Nel corso della puntata Ellwood e Mammone analizzano i programmi elettorali di conservatori e laburisti, i tentativi della premier May di prendere le distanze dall’eredità più dura del thatcherismo, le difficoltà del leader laburista Corbyn di trasformare in consensi per il suo partito i favori maggioritari degli elettori verso singole parti del suo programma (come l’aumento delle tasse sui più ricchi, la nazionalizzazione del settore dell’energia e delle ferrovie).

Ascolta tutta la puntata di Memos

Aggiornato mercoledì 31 maggio 2017 ore 18:27
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