renzi sul caso consip

“L’intercettazione con mio padre è un regalo”

martedì 16 maggio 2017 ore 19:32

Roma - “Politicamente questa vicenda è un regalo, umanamente mi ferisce”. Così Renzi riassume il suo punto di vista riguardo l’intercettazione pubblicata dal Fatto Quotidiano. Anche l’ex rivale alle primarie e ministro della Giustizia Orlando interviene disponendo accertamenti sulla pubblicazione del testo della telefonata.

Renzi al telefono, il giorno prima dell’interrogatorio di Tiziano Renzi, insiste nel voler sapere dal padre se ha incontrato Romeo, sembra non credergli, gli chiede di dire la verità ai magistrati e di tener fuori da questa storia la madre.

Dal Pd, senza differenze di correnti, e da tutto il centrodestra, Renzi riceve un plauso generale. Il Partito democratico sottolinea la fiducia dimostrata nei confronti della magistratura, intestando a Renzi la bandiera di serietà nei confronti delle inchieste giudiziarie.

Il centrodestra coglie invece l’occasione per rievocare le battaglie dei governi passati contro le intercettazioni e la violazione del segreto istruttorio.

Per un giorno quindi il segretario del Pd non deve difendersi dalle accuse contro Maria Elena Boschi e i suoi conflitti di interesse, anzi sembra quasi voler passare per vittima di un sistema distorto che unisce il mondo dell’informazione e la politica.

“Appena rialzo la testa nei sondaggi”, dice nel corso della sua diretta facebook, “c’è qualcuno che vuole vedermi giù”, si riferisce a un nemico politico indistinto, che può andare dai giornali ai Cinque stelle. Ma il Movimento di Grillo non gli crede e pensa che la vicenda non sia chiara, ci vedono “la prova di un potere costruito tra intrighi di palazzo e mezze verità”.

Aggiornato mercoledì 17 maggio 2017 ore 17:07
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