TILLERSON A MOSCA

Le relazioni tra Russia e Usa passano dalla Siria

lunedì 10 aprile 2017 ore 13:49

La Russia è da un anno e mezzo il principale attore della crisi siriana. Nel settembre del 2015 Mosca decise di salvare Assad per garantire i suoi interessi nazionali in Medio Oriente. La strategia ha avuto successo e Assad è saldamente al suo posto. Ma la guerra siriana è una guerra ad alleanze variabili e il raid americano della scorsa settimana potrebbe cambiare radicalmente alcune di queste dinamiche. La Russia manterrà probabilmente il suo ruolo in Siria, ma le relazioni con gli altri attori coinvolti nella guerra sono destinate a cambiare.

A parte lo scambio di accuse e critiche – le più importanti sono quelle del segretario di Stato americano, Tillerson, secondo il quale Mosca non è stata in grado di garantire la totale distruzione dell’arsenale chimico di Damasco – la Russia dovrà probabilmente ricalcolare la sua posizione e la sua strategia. L’attacco americano non ha solamente messo a rischio la cooperazione tra Washington e Mosca contro l’ISIS, ma ha anche reso più complicata la relazione tra Putin e Assad. L’uso di armi chimiche nella provincia di Idlib ha fatto apparire inefficace la politica russa, che nel 2013 aveva convinto Obama a non bombardare e Assad a consegnare il suo arsenale chimico.

A Mosca quindi non sono arrabbiati solamente con Trump, ma anche con il regime siriano. Non solo. La crisi diplomatica con gli Stati Uniti sta creando dei problemi all’interno dell’alleanza internazionale che appoggia il regime di Damasco – Russia, Iran, milizie sciite libanesi e irachene. Il comando unificato ha detto che un prossimo eventuale attacco americano contro le forze governative siriane provocherà una risposta adeguata, ma è ormai chiaro come la Russia debba ormai mediare tra l’intransigenza di Teheran, che vuole una vittoria militare contro i ribelli, e le nuove pressioni americane, che vogliono una vera soluzione politica, se non l’uscita di scena Assad. Per Putin una posizione nuova e scomoda. Nessuno ha capito quale sia la strategia di Trump in Siria e nei confronti della Russia. Ma anche Mosca dovrà studiarne una nuova.

Aggiornato giovedì 13 aprile 2017 ore 17:17
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