terrorismo a londra

Attacco a Westminster, Theresa May:”Non ci arrendiamo”

mercoledì 22 marzo 2017 ore 17:30

Regno Unito - Aggiornamento delle 08:00

Le indagini sono continuate per tutta la notte, e le forze di polizia hanno effettuato una operazione, con la perquisizione di un appartamento, a Birmingham, dove secondo alcune fonti l’attentatore avrebbe preso in affitto la macchina che ha poi guidato contro la folla.

Scotland Yard segue la pista del terrorismo internazionale anche se per adesso non ha confermato l’identita’ dell’attentatore ne’ possibili legami con lo Stato Islamico.

Alcuni cordoni di polizia a Londra sono stati sollevati, ma anche oggi il dispiegamento di forze dell’ordine si prevede ingente.

Oggi riprenderanno le sedute del Parlamento e della camera dei Lord, segnale che la societa’ civile e il mondo politico vogliono tornare alla normalita.

Theresa May parlerà alla camera dei comuni nel pomeriggio e in base alle indicazioni della Polizia, darà maggiori indicazioni sul piano anti-terrorismo che si svilupperà nei prossimi giorni.

Aggiornamento delle 07:00

Non ci arrenderemo davanti al terrorismo“. La premier britannica Theresa May incita i londinesi e i cittadini stranieri a non lasciarsi vincere dalla paura. “Non è un caso che sia stato scelto il Partlamento per questo attacco”, afferma May che continua ricordando come questo luogo sia il simbolo dei valori occidentali. “Ma noi andremo avanti tutti insieme. Lasciatemelo dire chiaramente: ogni tentativo di abbattere i nostri valori attraverso la violenza e il terrore sono destinati a fallire”, afferma May.

Aggiornamento delle 19:00

Sono quattro le vittime confermate da Scotland Yard. Uno di sicuro è l’attentatore, che secondo la polizia avrebbe agito da solo. Tra le vittime c’è anche un poliziotto, che è stato accoltellato, e altre due persone.

 Ci sono anche circa venti feriti, le cui condizioni per adesso non si conoscono. Sappiamo anche di parecchie persone che sono state salvate, una donna è stata recuperata dal Tamigi.
I parlamentari e le altre persone che si trovavano a Westminster sono rimaste chiuse per circa due ore, e poi in piccoli gruppi fatte uscire verso le 17. Anche la ruota panoramica London Eye si è fermata con parecchie persone a bordo.

L’area del parlamento rimane ancora chiusa, e la polizia sta pattugliando una scena del crimine che è molto vasta.

 Le ricerche di un ordigno sono ancora in corso, mentre il Governo May non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione. E’ in corso una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza.

Aggiornamento delle 18.00

Ancora nessuna risposta ufficiale da parte del governo britannico per l’attacco avvenuto fuori dal parlamento di Londra, ma la polizia della città ha fatto sapere che sta investigando su “un incidente di natura terroristica”, anche se i motivi dell’attacco rimangano ancora sconosciuti.

La ricostruzione della dinamica resta confusa: poco dopo le 14.30 ora locale (le 15.30 in Italia) un’automobile ha investito alcuni passanti lungo il Westminster Bridge e si è poi schiantata contro la recinzione del palazzo di Westminster; un uomo armato di coltello è riuscito a ferire un poliziotto, prima di essere colpito da altri agenti. Non è chiaro se l’assalitore sia stato ferito o ucciso.

La polizia ha confermato anche che tra le vittime ci sono agenti di polizia, e ha lanciato un appello ai cittadini di evitare la zona di Westminster e Victoria station. Un medico dell’ospedale St. Thomas ha confermato la morte di una donna.

Per la polizia della capitale l’incidente non è ancora concluso e questo conferma il fatto che l’intera area attorno al parlamento britannico è al momento bloccata al traffico. Si tratta di una operazione di polizia senza precedenti a Londra, e la memoria va ovviamente all’attacco terroristico del 2005.

La seduta del parlamento è stata sospesa immediatamente, molti parlamentari, dipendenti e giornalisti sono rimasti isolati all’interno dell’edificio mentre la premier Theresa May ha lasciato Westminster poco dopo l’incidente per raggiungere la sua residenza al numero 10 di Downing street insieme ad altri ministri. Anche a Cardiff e Edimburgo sono stati sospesi i lavori parlamentari.

Aggiornato giovedì 23 marzo 2017 ore 17:40
TAG