Al cinema-Loving

Quando il razzismo colpisce al cuore

sabato 18 marzo 2017 ore 16:44

Milano - Non poteva avere cognome più azzeccato la prima coppia mista degli Stati Uniti d’America a cui è stata cancellata la condanna di esilio a causa del divieto di matrimonio tra neri e bianchi. Ci sono voluti un po’ di anni e molti sacrifici, ma la loro battaglia non è stata vana. Loving è il titolo del bellissimo film di Jeff Nichols visto in concorso a Cannes 69 e ora al cinema. Loving è il cognome di Mildred e Richard. Il film è dedicato alle loro figure, diventate emblematiche e molto seguite nell’America di Robert Kennedy. La loro storia comincia nel 1958 in Virginia, uno di quegli stati in cui a fine anni ’50 è ancora vietato il matrimonio misto. E le cui reazioni della gente contraria, fanno pericolosamente da monito all’America che sta idealizzando Donald Trump.

Mildred e Richard si amano, lei aspetta un bambino e le rispettive famiglie non hanno nulla in contrario nell’immaginarli una famiglia. Per questo migrano a Washington per celebrare le nozze e tornano in Virginia sposati, per continuare a vivere nella loro città. Ma questo non è possibile, i due vengono arrestati di notte e portati in carcere, fino a pagamento di cauzione da parte dei rispettivi genitori. La sentenza del processo stabilirà che per restare uniti, i novelli sposini devono lasciare lo Stato per venticinque anni. Si trasferiscono a Washington, dove metteranno al mondo tre figli, tentando di ricostruirsi una vita, senza mai darsi pace. Finché Mildred non scrive a Bob Kennedy e la loro pratica viene affidata a un avvocato per i diritti civili, portando il caso di fronte alla Corte Suprema e riuscendo a modificare la loro condanna e ad abolire il divieto di matrimoni misti appellandosi all’articolo della Costituzione sul matrimonio come diritto.

Una storia vera e possibile. Guidata da legge assurde, ma che capita ancora di scoprire in quei luoghi in cui c’è ancora gente assetata di razzismo. Erano gli anni ’50, ma lo sguardo del regista e la sua narrazione lineare e prefetta, mette in guarda sul pericolo delle ondate xenofobe presenti in tutto il mondo.

Aggiornato lunedì 27 marzo 2017 ore 14:27
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