v.calzolaio/d. lo moro

Migranti sfruttati, la facilità del male

martedì 31 gennaio 2017 ore 22:57

Li hanno trovati ammassati in quarantuno dentro un furgoncino diretto a Ventimiglia, il confine che i profughi tentano di passare per raggiungere il Nord Europa. Il portellone del furgoncino era chiuso con un lucchetto, come fanno i fattorini per non farsi derubare del carico. Ma all’interno non c’erano merci, ma persone. Cittadini siriani, egiziani ed eritrei.

E’ quanto ha scoperto un’inchiesta coordinata dalla procuratrice aggiunta della Dda di Milano, Ilda Boccassini. Individuata, come si dice in questi casi, un’organizzazione di egiziani, afgani, albanesi, sudanesi e tunisini. C’erano anche italiani nel gruppo degli sfruttatori.

Si facevano pagare (anche cinquemila dollari) per trasportare i migranti, come pacchi accatastati uno sull’altro, dalla Sicilia al confine con la Francia.

«Qui non stiamo parlando della necessità di grosse organizzazioni», ha raccontato Ilda Boccassini, ieri in una conferenza stampa. «Se io so – ha proseguito la pm – che ci sono degli sbarchi, dove c’è carne da macello disponibile a fare qualsiasi cosa pur di raggiungere il Nord Europa, allora è facilissimo. E’ come andare in un supermercato e sapere che là posso trovare patate, detersivo e quant’altro». E’ la facilità del male.

«Di fronte al dolore – ha aggiunto la magistrata – c’è la globalizzazione del male, persone senza scrupoli che si alleano fra di loro per trovare ricchezza». Questo è il quadro.

Ilda Boccassini

Ilda Boccassini

Cosa facciamo per evitare “la globalizzazione del male”? Valerio Calzolaio, giornalista e scrittore (autore, insieme a Telmo Pievani, di “Libertà di migrare”, Einaudi, 2016), ospite a Memos, sostiene che bisogna “garantire corridoi umanitari e percorsi sicuri ed evitare migrazioni forzate”.

In Italia, intanto, norme necessarie per l’integrazione, come la riforma della cittadinanza, sono bloccate da mesi in parlamento. Ne abbiamo parlato con Doris Lo Moro, senatrice Pd, relatrice del testo di legge sullo “ius soli”, una versione “temperata” (parziale) del diritto di cittadinanza fondato sulla nascita nel territorio dello stato.

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Aggiornato giovedì 02 febbraio 2017 ore 14:14
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