DIRITTI DELLE DONNE

Wonder Woman non sarà più ambasciatrice Onu

martedì 13 dicembre 2016 ore 16:16

L’Onu ha deciso di mettere fine alla sua campagna che usava l’eroina dei fumetti Wonder Woman come testimonial per i diritti e la forza delle donne. L’annuncio è di un portavoce del Palazzo di Vetro, che non ha fornito ulteriori spiegazioni.

Wonder Woman, incoronata Ambasciatrice Onu lo scorso ottobre, è rimasta in carica solo due mesi. La scelta di questo personaggio – nato negli Stati uniti nel 1941 e protagonista di una serie televisiva negli anni ’70 – aveva suscitato da subito tante polemiche. Una petizione contro Wonder Woman aveva raccolto 45mila firme.

Personale Onu volta le spalle in segno di protesta alla nomina di Wonder Woman Ambasciatrice Onu

Personale Onu volta le spalle in segno di protesta quando Wonder Woman viene scelta come Ambasciatrice

A molti infatti non piacevano le forme esibite e le scollature di Wonder Woman, simile più allo stereotipo della donna oggetto, piuttosto che simbolo della forza e della dignità delle donne.

Altri criticavano il fatto che all’Onu non avesse scelto una donna in carne ed ossa come testimonial della sua campagna, come se non ci fossero abbastanza donne coraggiose che si battono per i loro diritti e per far sentire la loro voce.

L’Onu stesso è sotto accusa per dare poco spazio alle donne ai suoi vertici. Non solo non c’è mai stato un segretario generale donna, ma – secondo uno studio – fra i dirigenti delle Nazioni Unite solo uno su dieci è donna.

Sarà maschio anche il prossimo segretario generale. L’ex premier portoghese Antonio Guterres è stato scelto all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu a dispetto del fatto che c’erano ben 7 donne candidate, alcune con più esperienza di lui.

Lo scorso agosto il segretario uscente Ban Ki Moon aveva detto che era venuto il tempo per una donna ai vertici dell’Onu, dopo 70 anni di vita dell’organizzazione e otto segretari generali tutti uomini.

Era nata anche una “Campagna per eleggere una donna Segretario Generale dell’Onu” su iniziativa di un gruppo di accademici. Il gruppo ha definito “una vergogna” la scelta di un ennesimo uomo alla poltrona più alta dell’Onu.

“Altro che soffitto di cristallo: è un soffitto d’acciaio che bisognerebbe rompere”, aveva dichiarato Susana Malcorra, una delle candidate e ministra degli esteri argentina.

Aggiornato lunedì 19 dicembre 2016 ore 15:40
TAG
MondoDirittiDonneOnu