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Aleppo resta una città martire

lunedì 17 ottobre 2016 ore 06:00

Il problema è la situazione umanitaria, sanitaria” dice Shady Hamadi in questa intervista con Radio Popolare, parlando di Aleppo, città martire della guerra in Siria.
Rimane ben poco dopo i bombardamenti degli ospedali, si va avanti con cliniche clandestine che operano le persone. L’assedio toglie il cibo e gli aiuti alle persone, da quando la battaglia è iniziata, nel 2012.

Shady Hamadi, scrittore e attivista per i diritti umani, spiega che sarà molto difficile pensare a una risoluzione del conflitto fino a che nella guerra saranno coinvolte potenze internazionali e regionali. 

“Aleppo est è bombardata dall’avizione dice Hamadi- sul terreno combattono gli Hezbollah libanesi e milizie sciite iraniane in appoggio all’esercito regolare”.

 

La ricomposizione del conflitto si scontrerà con il mezzo milione di vittime, i danni di ogni genere a partire da quelli psicologici, e l’ostacolo delle potenze straniere che, secondo Hamadi, rendono complicato il dialogo

Ascolta l’intervista con Shady Hamadi, a cura di Danilo De Biasio

 

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Aggiornato mercoledì 19 ottobre 2016 ore 15:36
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