dopo la brexit

UK: se se ne vanno le grandi aziende

venerdì 01 luglio 2016 ore 15:09

Londra -

Lo stallo politico e istituzionale nel Regno Unito non spinge certo all’ottimismo e l’annuncio di Easy Jet non arriva come una sorpresa.

La compagnia low cost aveva già dichiarato qualche giorno fa di aspettarsi un crollo nei profitti questa estate, e adesso sarebbe intenzionata a muovere il proprio quartier generale fuori dal Regno Unito.

La EasyJet che ha base a Luton è soltanto l’ultima tra le grandi compagnie a mandare segnali poco rassicuranti per i cittadini britannici dopo il voto sul referendum.

Il fatto che tanto i conservatori come i laburisti siano alla ricerca di un nuovo leader non incoraggia le imprese, e così negli scorsi giorni tanto la Vodafone, come la Siemens e la compagnia di assicurazioni Aviva hanno messo in guardia rispetto ad un probabile diminuzione nel breve termine dei loro investimenti.

Causa i continui rimbalizi della sterlina e la fluttuazione dei mercati le imprese britanniche vivono un periodo di grande incertezza.

Nel frattempo il ministro del Tesoro Osborne, che aveva promesso un bilancio ‘punitivo’ in caso di Brexit, ha annunciato che il Governo ha abbonato l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2020.

“Il referendum sta avendo delle conseguenze negative sulla nostra economia”, ha detto Osborne. “La sicurezza dei posti di lavoro e lo sviluppo dipenderanno da come sapremo rispondere alle sfide che ci pone la Brexit”.

Aggiornato sabato 02 luglio 2016 ore 17:26
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